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Dimissioni Introzzi: "Tutte le mie verità"

"E' una questione di correttezza e di dignità". Diplomatica lo è sempre stata e lo è anche oggi, nonostante nel giro di 24 ore (non del tutto inaspettatamente) sia stata prima depotenziata e poi abbia scelto di lasciare la giunta del sindaco Mario...

"E' una questione di correttezza e di dignità". Diplomatica lo è sempre stata e lo è anche oggi, nonostante nel giro di 24 ore (non del tutto inaspettatamente) sia stata prima depotenziata e poi abbia scelto di lasciare la giunta del sindaco Mario Lucini. Gisella Introzzi, ormai ex assessore al Commercio e al Personale, stamattina ha formalizzato la decisione. Non ha potuto digerire le conseguenze del rimpasto di giunta che ieri ha portato all'ingresso di Savina Marelli e Paolo Frisoni. (Video: i due nuovi assessori) (Il rimpasto).

La storia di Gisella Introzzi negli ultimi due anni e mezzo è stata tutt'altro che semplice. Segnata dalle tensioni con i sindacati del personale interno all'amministrazione (video QuiComoLive, dal minuto 29.21 il confronto nei nostri studi), da una mozione di sfiducia e da rapporti non idilliaci con la segreteria cittadina dei Democratici. Lucini le ha tolto la delega al Personale. Sufficiente per lasciare? Le mie ragioni sono semplici. Non dimentichiamo che arrivo dalle polemiche dei mesi scorsi, quando il segretario cittadino del Pd, Stefano Fanetti, con una nota ufficiale ha contestato il mio operato sul commercio, i Democratici hanno anche chiesto le mie dimissioni. Io mi sono sempre attenuta al rapporto di fiducia costruito con il sindaco, oggi evidentemente il suo giudizio sul mio operato è di non soddisfazione. Quindi la mia decisione è ovvia, non credo meriti commenti. Quindi colpa (anche) del Pd? Ripeto, hanno chiesto le mie dimissioni. La loro posizione è stata chiara. Non ho voluto inseguire le voci di corridoio, le notizie giornalistiche, ho tirato dritto. Ma potevo proseguire tranquilla solo con la piena fiducia di Lucini. Posso dire che la sua non è stata nemmeno una sfiducia piena ma comunque quanto ho fatto ne è la logica conseguenza. Arrabbiata? No amareggiata. Ma non voglio portare la situazione su un piano personale. Allora si sente abbandonata? Sicuramente il sindaco non ha dimostrato di apprezzare e tenere alla mia presenza. Non mi ha abbandonata ma non ha più puntato sulla mia collaborazione. La sottrazione della delega è, di fatto un giudizio, sul suo lavoro con il Personale. Sono le sue valutazioni, le sue scelte. Io, per dignità e correttezza, me ne vado ma senza eccesso di polemica. Mi preoccupa il modo di far politica per il quale mi sono resa disponibile negli ultimi due anni. Non è quello di cui c'è bisogno. Si spieghi Sono stati due anni faticosi per me e per tutti. Ma polemiche e prese di posizione, non mi riferisco al sindaco, non sono state opportune. Torniamo al Pd, insomma. Però la sua contrarietà all'opera di Libeskind avrà avuto un peso Ci sono state cose su cui ho preso una posizione diversa. Anche nel caso Libeskind, ma non voglio agitare acque. Io ho provato a portare un approccio e un'esperienza diversi. Prendo atto che mio operato non sia stato promosso. Sosterrebbe ancora Lucini, oggi?

Io mi ero presentata come alternativa alle primarie, poi lui ha vinto e io ho collaborato lealmente. Mario è persona seria attenta e impegnata

Si, ma lo sosterrebbe ancora?

Per ora voglio prendere un distacco. Ho deciso di agire dopo aver fatto i conti tra ciò che è accettabile e quanto non è accettabile, senza il pieno sostegno e la condivisione ho preso atto e ho deciso. Ora però voglio riflettere per un po'.

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