Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

Comune di Como, l’assessore Marco Galli si è dimesso: “Non posso più tollerare”

Il Pd attacca: "La giunta Landriscina perde i pezzi"

E' stato nel mirino per la piscina olimpionica, per i Giardini a lago per il Palazzetto dello Sport, ma non solo. Alla fine, forse un po' in ritardo rispetto al peso che portava sulle spalle, appesantite spesso da colpe non certo tutte sue, l'assessore Marco Galli si è dimesso da assessore allo Sport e al Verde. Eletto nel 2017 con la Lista civica “Insieme per Landriscina”, Galli finisce la sua prima importante esperienza politica con molto amaro in bocca e ben poche soddisfazioni personali.

Come ha laconicamente affermato lo stesso Galli ieri sera in consiglio comunale, annunciando a sorpresa le sue dimissiomi: "Non sono più disposto a tollerare. Non ho più la serenità e gli stimoli necessari. Mi faccio da parte non senza amarezza. Lascio il mio posto a chi ancora ci crede, mi sono messo in gioco ma con grande dispiacere rassegno le dimissioni”. 

L'attacco alla giunta del Pd 

“Vedere la giunta Landriscina perdere un altro pezzo è l’ennesimo segnale imbarazzante che la maggioranza a Como è arrivata alla fine della corsa e che il sindaco è incapace di comunicare con i suoi assessori, figuriamoci gestire la squadra per il bene di Como” dichiarano Stefano Fanetti, capogruppo Pd in Comune e Tommaso Legnani, segretario cittadino Dem di Como.

“Non è solo un "tutti contro tutti" tra amministratori trattati come se fossero di serie A e serie B. È anche un "liberi tutti" per mancanza di leadership. Le dimissioni dell’assessore Galli rendono solo più evidente queste dinamiche, oltre al finto civismo dell’amministrazione Landriscina visto che pressoché tutti gli assessori estranei ai partiti di centrodestra hanno deciso di andarsene. È inammissibile però che a farne le spese siano solo e soltanto i cittadini che, ricordiamo, da più di due anni non possono utilizzare la piscina di Muggiò o il palazzetto dello sport, o non si sono visti restituire l’area della Ticosa, vista la bonifica non completa. Quattro anni buttati e il quinto pronto a produrre il solito nulla, viste le defezioni cariche di veleni personali”.

“L’unico spiraglio? Le elezioni si avvicinano. Il Partito Democratico sta lavorando a tutto tondo con forze civiche e politiche per offrire un’alternativa per ricostruire Como dalle fondamenta, dopo che chi siede a Palazzo Cernezzi ha azzerato le prospettive dei comaschi. La città merita di meglio: competenze solide e direzione, tanto per iniziare a fare la differenza” concludono i due esponenti.
 

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