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La Casa del Fascio, uno degli edifici di epoca fascista più celebri nel mondo

La Casa del Fascio, uno degli edifici di epoca fascista più celebri nel mondo

Demolire la Casa del Fascio di Como: la provocazione anti fascista che arriva dall'America

La replica di Vittorio Sgarbi: "Così si distrugge l'intera Italia"

Demolire i monumenti fascisti presenti in Italia. Tra questi anche uno dei più noti, ovvero la Casa del Fascio a Como.

La provocazione arriva dalle pagine del magazine statunitense "New Yorker".

«Perché così tanti monumenti fascisti sono ancora in piedi in Italia?» è il titolo dell’articolo pubblicato il 5 ottobre 2017 sul sito della testata firmato da Ruth Ben-Ghiat, docente di Storia e Studi italiani presso la New York University e riportato nei giorni scorsi dal Sole24Ore.

L'autrice dell'articolo si stupisce del fatto che in Italia siano rimasti e siano ben visibili diversi simboli di epoca fascista, tra cui monumenti e opere architettoniche, come il Palazzo della Civiltà Italiana all'Eur a Roma o la stazione centrale di Milano o, appunto, la Casa del Fascio a Como.

Una provocazione che rientra nella polemica in corso negli Stato Uniti su statue e simboli del passato confederato. 

A proposito del Palazzo dell'Eur, noto anche come il "Colosseo quadrato", l'autrice si scandalizza che un edificio che rappresenta "una reliquia di aggressione fascista, ma ben lungi dall'essere evitata, è celebrata in Italia come un'icona modernista: nel 2004 lo stato ha riconosciuto l'edificio come luogo di "interesse culturale" e nel 2010 è stato completato un restauro parziale".

Come dire, non soltanto i simboli fascisti non sono stati distrutti, ma anzi sono stati persino restaurati e valorizzati.

"Perché gli Stati Uniti -continua la docente nell'articolo -si sono impegnati in un processo di smantellamento dei monumenti al suo passato confederato e la Francia si è liberata da tutte le strade nominate dopo il leader della collaborazione nazista Marshall Pétain, invece l'Italia ha permesso ai suoi monumenti fascisti di sopravvivere senza alcun problema?".

Interrogativi che suscitano l'ira del critico d'arte Vittorio Sgarbi. Proprio il 5 ottobre 2017, durante un incontro con il sindaco di Como Mario Landriscina a proposito di un rilancio di musei e mostre in città, aveva affermato: "La Casa del Fascio è uno di quei luoghi che nonostante il richiamo al Fascismo ispira un senso positivo. Immagino bene una grande mostra sull'astrattismo in quel palazzo.“

Raggiunto telefonicamente da Quicomo, Sgarbi non ha lesinato critiche alle idee della docente americana: "Si tratta di affermazioni che meritano solo di essere guardate con disprezzo - ha tagliato corto il critico - i regimi sono condannabili, ma le espressioni del regime no. Non puoi legare un regime a un monumento. Questa signora - ha proseguito drasticamente Sgarbi - annette al fascismo l'identità di male assoluto e quindi ogni cosa che ne esce è il male assoluto. Ma non ha senso, significa distruggere l'intera Italia".

Insomma, secondo Vittorio Sgarbi le due cose vanno assolutamente scisse: "L'architettura è l'architettura, chiunque l'abbia fatta erigere. Le due cose vanno separate".

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