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La Cultura a Como è un veliero in bonaccia

Villa Olmo, Politeama e una stagione estiva che non decolla

Lago di Como

La situazione è persino peggiore di quel che si può pensare. Arrivati alle porte di giugno, con il rischio concreto che anche quattro sedie si trasformassero in un problema, la Commissione Cultura, riunita ieri a Palazzi Cernezzi su richiesta del consigliere di minoranza Barbara Minghetti, ha messo in luce senza pietà le problematiche che anche queste pagine denunciano da mesi. Tutte le questioni più importanti sono infatti in alto mare ma quel che più lascia perplessi è che non ci sia un piano d'insieme. Quando una nave è allo sbando, incapace di trovare la rotta, avrebbe bisogno di un capitano coraggioso. Ma il punto non è nemmeno l'assenza di coraggio, a Como manca proprio il capitano. Senza un assessore alla Cultura a tempo pieno, errore gravissimo del sindaco Landriscina che ha tenuto per sè la delega, si naviga a vista con l'obiettivo minimo di non far affondare il batello della cultura di Como. Che non cola a picco ma è come un veliero in baldia della bonaccia, non si muove di un metro. 

Villa Olmo

Il sito più importante della città ha sì recuperato i giardini fronte villa ma il suo completamento è ancora un rebus infinito. Facciata, che può mettere a rischio anche l'evento Dolce & Gabbana, orto botanico e serre sono in ritardo e una data certa della fine lavori ancora non c'è. Così come ancora manca un'idea complessiva di come e da chi verrà gestita in futuro. A ciò si aggiunga che la stagione del Lido di Villa Olmo sembra ormai ampiamente compromessa.

Politeama

Guardiamoci in faccia, per quanto sia estremamente affascinante l'idea proposta dal Conservatorio di Como, il rischio che tutto ciò resti solo un solo un sogno, è altissimo. Si procede da anni con annunci roboanti mentre rimane una sola certezza: il Politeama cade a pezzi. Di certo questo teatro non lo si rimette in piedi con le parole e anche se l'iter che vede alla guida il Conservatorio dovesse prendere la via giusta, ma al momento non c'è uno straccio di carta, nella migliore delle ipotesi ci vorrebbero anni per realizzarlo. La sensazione, non ce ne vorranno gli iriducibili ottimisti, è che non se ne farà nulla. 

Eventi Estivi

Questa in teoria doveva essere la parte più facile, soprattutto dopo l'anno sabbatico dovuto all'insediamento estivo della nuova giunta. Anche qui, invece, nessuna buona notizia, con la gara di affido della proposta artistica estiva a un privato ancora da espletare a fine maggio. A preoccupare non è tanto la questione burocratica quanto la mancanza di un'idea complessiva, quella che nel bene o nel male aveva comunque contraddistinto sia le stagioni di Gaddi sia quelle di Cavadini. Il confronto con gli operatori culturali è latente e la loro preoccupazione si fa sempre più forte. A questo aggiungiamo che il Wow si farà, ma rischia di essere l'ultima stagione, e che il Lake Como Film Festival è in procinto di trasferirsi a Cernobbio nel silenzio più generale. Dio benedica il Teatro Sociale e Parolario, altrimenti l'estate in città sarebbe quantomeno deprimente. 

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