L'estate a Como? Dateci tempo, stiamo lavorando

Landriscina, Rossotti, Gentilini e il prossimo assessore alla cultura appena arrivato

Como

Due anni fa erano appena arrivati, e va bene. Lo scorso anno, dopo un anno di Landriscina, alla Cultura era appena arrivata Simona Rossotti. Quest'anno è appena arrivata Carola Gentilini. Morale della favola? Abbiamo perso tre anni, tre stagioni di eventi per le quali non c'è mai stato uno straccio di programma. Alla vigilia dell'estate, nulla. Si conta più che altro ciò che non ci sarà più e si ride amaro per una bando che grida vendetta. 

Gli operatori culturali si stanno mobilitando e un passaggio chiave forse lo vivremo il prossimo 27 giugno in occasione di una Commissiome Cultura che potrebbe diventare infuocata ma non certo per il caldo di questi giorni. Intanto oggi a Villa Olmo inizia Parolario, che non ha certo avuto strada in discesa, e la prossima settimana debutterà in Arena anche il Festival Como Città della Musica. Nel weekend arriverà a Laglio l'ex presidente Usa Obama, che in qualche modo riceverà il benvenuto non solo da George Clooney ma anche da fuochi di San Giovanni in Tremezzina. 

Ma nulla sembra scuotere l'amministrazione dal suo torpore. Si scrollano di dosso le critiche e le proposte come se nulla fosse, nella convinzione, forse, che tutto passerà, anche l'estate e i suoi rumori. Sembra infatti più che altro un fastidio quello di immaginare una città animata da una visione collettiva spinta da un'urgenza culturale. Distribuiamo qualche concertino qua e là, giusto per fare vedere che siamo ancora vivi - più per facciata che per necessità - ma non troppo, non esageriamo. Eppure qualcuno dovrebbe  almeno ricordare che una città che fa scappare i giovani, che mette in cantina il loro entusiasmo, è una città morta. Siamo in presenza di una bella addormentata che ha respinto tutti i giovani principi che l'hanno baciata. Non parliamo poi di quei vecchi rompiballe con le rughe che non si rassegnano mai. 

Non concedendosi a nessuno, Como continua a dormire beata, persino incapace di dare visibilità (dovere minimo della tassa di soggiorno, altrove città con meno risorse sono orgogliosamente vestite con i colori delle manifestazioni che stanno vivendo) a ciò che nonostante tutto ancora accade. Ma a Palazzo Cernezzi sono tutti appena arrivati. Passerà luglio, passerà agosto e a settembre lasceremo le piazze fino a Natale. Per un'altra estate e un nuovo assessore ci sarà tempo. Ma anche lui sarà appena arrivato da lontano. E non si farà baciare.

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