Mercoledì, 23 Giugno 2021
Politica

L'impietoso confronto: i 90 anni del Lido di Lugano e un'estate a Como senza Lido di Villa Olmo

Sempre più a rischio la stagione 2018 per la "spiaggia dei comaschi"

Il Lido di Lugano

La vicenda è nota e si trascina da mesi a suon di carte bollate, tanto da spingere la Guardia di Finanza ad acquisire gli atti del bando di concessione del Lido di Villa Olmo in Comune. Al momento la società vincintrice del concorso, la Sport Management di Verona (a cui è stato revocato da Plazzo Cernezzi l'affidamento dell'appalto per la gestione del lido), ha chiesto entro fine giugno una sospensiva al Tar in attesa che lo stesso si esprima in modo definitivo sulla questione. Anche se l'istanza dovesse avere esito positivo, resta però difficile immaginare una ripresa dell'attiva già nel mese di luglio, visti tutti i lavori di manutenzione e ripristino che andrebbero eseguiti dopo un anno di completa inattività. Si prospetta quindi uno scenario buio per lo storico Lido di Villa Olmo, dopo gli oltre 30 anni di gestione per mano di Maurizio Locatelli e Giorgio Porta. L'unico lido della città dotato di piscine fin dagli anni '70, ma la cui storia con varie vicissitudini risale agli anni '20, rischia così di non aprire i battenti nell'estate 2018. 

Una caso surreale, figlio della burocrazia pubblica e di tutti i suoi paradossi, che messo al confronto con i 90 anni di storia del Lido di Lugano - lo stabilimento balneare del Comune svizzero attivo fin dal 1928 - fa arrossire noi comaschi. Al di là della portata della struttura - quella ticinese può contare su 4 piscine (tra cui una olimpionica e una con piattaforma e trampolini per i tuffi) e una spiaggia da cui è possibile nuotare nel Ceresio - ciò che rende disarmante il parallelo sono le modalità di gestione. Per capire come funziona il Lido di Lugano, abbiamo chiamato Punto Città, l'uffico per le informazioni, pratiche amministrative e servizi del Comune di Lugano. Nel tempo di un lampo veniamo messi in contatto con il settore sport, che gentilmente ci spiega lo stato dell'arte: il lido è gestito direttamente dal Comune con il proprio personale, ampiamente ripagato dagli incassi giornalieri e dagli affitti per eventi culturali, ludici  o sportivi che si svolgono all'interno della struttura; solo il ristorante è affidato a una società esterna al Municipio di Lugano.

Un esempio di efficienza Svizzera, che dovrebbe far riflettere per tutto il comparto Villa Olmo, la cui gestione resta ad oggi un grande rebus.È incredibile come a Lugano un lido possa essere un virtuoso esempio di efficienza pubblica mentre a Como sia un triste caso da aule di tribunale. D'altronde, se a Lugano hanno presentato già da tempo la ricchissima kermesse di LongLake organizzata sempre dal Comune, a Como anche il bando da 40 mila euro per gli eventi estivi giace al palo. E non pensiate che sia solo una questione di ricchezza: la scusa che in Svizzera ci sono i soldi e in Italia no, non vale (quasi) mai. 

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