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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Politica

Il comune di Como e la variante Paolo Annoni

La piccola rivoluzione dell'assessore senza bandiere

Una cosa è certa, l'assessore Paolo Annoni ha introdotto a Palazzo Cernezzi un nuovo sistema di fare politica. Da una parte concretezza, a partire dalle piccolissime cose fino ad arrivare alla Ticosa, dall'altra una comunicazione di inevitabile impronta giornalistica molto diretta e trasparente. Annoni è un tipo testardo, che ha preso molto sul serio il suo mandato. E in pochi mesi sta usando tutte le armi in suo possesso per dimostrarlo. Poco avvezzo all'attesa e agli slalom della politica, Annoni sta rivoluzionando la burocrazia a cui spesso si appellano gli amministratori comunali. Dire che ci ha messo la faccia non è abbastanza: in questi mesi Annoni ci ha messo anche gambe, braccia e penna. Che i suoi inusuali metodi siano efficaci è ancora presto per dirlo, tuttavia non gli si potrà rinfacciare di non averci provato.

Ultimo esempio è quello della Ticosa e della sua bonifica rimasta ancora prigioniera nella trappola dei bandi. Anche in questo caso l'assessore ha lanciato il sasso nello stagno. Un sasso raccolto e rilanciato dall'avversaria Chiara Braga. Un fatto che dovrebbe dimostrare che alcune questioni meriterebbero, se non la resa delle armi, almeno la deposizione delle bandiere pur di arrivare all'obbiettivo comune. E invece la variante Annoni sembra non essere molto contagiosa: gli anticorpi della solita politica sono troppo resistenti. Ma se pensate che quella di Annoni sia solo propaganda di chi è in cerca di un ruolo, leggetelo fino in fondo nel suo ultimo accorato post. Poco o tanto che sia il tempo a sua disposizione, pensiamo che Annoni stia cercando di fare bene il suo mestiere. Sporcandosi le mani più che facendosi accarezzare dal velluto di una poltrona. Una lezione che in vista delle elezioni molti dovrebbere tenere a mente. A meno che anche la politica, come la Ticosa, non ami essere bonificata. 

"Mi spiace molto - scrive Annoni su Facebook - che a Como, ma certo, non è così solo a Como, ogni tentativo piccolo o grande di risolvere dei problemi sul tavolo da anni si presti a dure critiche ed attacchi. Sarò un inguaribile romantico, lo so, ma resto convinto che su alcune questioni, invece, tutte le anime della città si dovrebbero compattare. E io così ho letto il documento inviatomi dall'onorevole Chiara Braga, che fa parte della Commissione Ambiente alla Camera e ringrazio ancora. Io, l'ho letto così, ma non tutti evidentemente. Nella mia richiesta ai parlamentari facevo proprio riferimento al gioco di squadra indispensabile per trovare risorse, denaro, “danee” (dentro il Pnrr o in altri bandi) per completare la bonifica della Ticosa, sul tavolo della città da 41 anni (il telex da Parigi che annuncia la fine dell'attività in Ticosa arrivò il 3 ottobre 1980 alle 18.44). Chiara Braga ha colto in pieno lo spirito, così hanno fatto anche altri tre parlamentari, che mi hanno contattato pur non formalizzando un documento".

"Lo stesso è accaduto - aggiunge Annoni" quando ho scritto a Regione Lombardia, e l'assessore all'Ambiente Raffaele Cattaneo, nel giro di 24 ore, ha organizzato una tavolo a distanza con me e 7 dirigenti e tecnici dei settori Ambiente di Regione e Comune. Questo credo sia il ruolo della politica. Mica sempre stare a litigare, a mettere veti incrociati sulle questioni e le persone. Mettiamoci a un tavolo per risolvere i problemi, ognuno con indosso la maglia della nazionale, quella del bene dei cittadini, anche se il cuore batte per un partito diverso. Ci riescono a Roma, con Draghi e non ci dobbiamo riuscire noi a Como? Questo è avere il senso delle Istituzioni. Io interpreto il mio ruolo così. A servizio della città. E fino al mio ultimo giorno di mandato farò di tutto per cercare nel mio piccolo di risolvere tutte le situazioni sul tavolo.

"Certo, è vero, forse sarebbe meglio che mi dedicassi solo alle piccole questioni. Alle manutenzioni, a piantare qualche fiorellino ai giardini al posto dei rifiuti. Ma vi assicuro che sto facendo anche questo, pur con tutti i miei limiti. Ma non si possono ignorare la macro questioni delle mie deleghe. Cosa pensate che si possa fare in poche settimane, da qui al voto di fine maggio, per la Ticosa? Niente? Eppure domani c'è un tavolo tecnico in Amministrazione Provinciale sull'argomento. Cosa pensate si possa fare in poche settimane, da qui al voto di fine maggio, per i grandi impianti sportivi attesi da decenni a Como (Palazzetto di Muggiò, Palaghiaccio e Stadio)? Niente? Eppure, fino all'ultimo giorno con il sindaco e la giunta lavoreremo anche per questo e non escludo che qualcosa si possa muovere presto. Si lo so, sono un sognatore. Ma non cambio". 

"Ecco - conclude Annoni -  il finale del post questa volta è amaro però, perché l’ho già scritto, la realtà dice che tra tre mesi si va al voto e la maggioranza che rappresento non ha ancora espresso un candidato sindaco".  Si è parlato di persona di alto profilo e di grande esperienza politica. Io tre nomi li avrei. Il primo è naturalmente quello di Mario Landriscina. Forte anche delle tante cicatrici che si è fatto in questi cinque anni. Gli altri due vengono invece dai partiti, ma li tengo per me. La maggioranza che rappresento ha espresso invece da mesi una serie di comunicati e dichiarazioni, contro l’uno o l’altro, veti sui nomi. Anche per me l’esperienza amministrativa è quindi agli sgoccioli. Peccato, ma nessun dramma, mi raccomando. Se volete cito ancora Draghi, così rovino la domenica a qualcuno: quando sarà il momento “un lavoro lo trovo da solo”.

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