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Como, su coppie di fatto acceso dibattito in consiglio

Sulle coppie di fatto si è acceso il dibattito in consiglio comunale di Como. Ieri sono state presentate (ed è iniziata la discussione) le tre mozioni sul tema delle unioni civili. La prima mozione ad essere presentata è stata quella di Alessandro...

Sulle coppie di fatto si è acceso il dibattito in consiglio comunale di Como. Ieri sono state presentate (ed è iniziata la discussione) le tre mozioni sul tema delle unioni civili. La prima mozione ad essere presentata è stata quella di Alessandro Rapinese (Adesso Como) che, supportato in particolare da Luca Ceruti (M5S), chiede l'istituzione di un registro delle unioni civili. Poi è stata la volta di Andree Cesareo (PD) che ha presentato la mozione firmata anche dai capigruppo del PD, Como Civica e Amo la Mia Città (oltre che da Patrizia Lissi, anche lei del PD). Infine è toccato Luigi Nessi presentare una terza mozione predisposta da Paco-Sel (di cui fa parte anche Vincenzo Sapere). Tre mozioni su cui, come detto, c'è stato un acceso dibattito che potrebbe giungere al voto nella seduta di lunedì prossimo. Sul tema sembra che il Pdl, la Lega Nord e il gruppo misto prenderanno una posizione contraria a tutte e tre le mozioni o, al limite, si asterranno.

Rapinese nella sua presentazione ha sottolineato l'importanza dell'introduzione di un registro delle unioni civili. La mozione del PD, invece, non chiede il registro ma chiede l'introduzione di una certificazione specifica nel rispetto della normativa nazionale (cioè "un'attestazione di famiglia anagrafica" ai nuclei famigliari, di parentela o affettivi che ne facciano richiesta). Inoltre la mozione del Pd chiede al sindaco e alla giunta di sollecitare il parlamento ad approvare una normativa che disciplini la convivenza tra persone legate da vincoli affettivi e non matrimoniali. La mozione Paco-Sel propone, invece si pone più vicina a quella di Rapinese poiché chiede anch'essa l'istituzione di un registro delle coppie civili, nello stesso tempo propone anche un relativo regolamento chiedendo anche il rilascio di una specifica attestazione anagrafica del nucleo famigliare basato sul vincolo affettivo.

Secondo Rapinese "la mozione della maggioranza è fumo negli occhi perché chiede semplicemente di rispettare leggi che già ci sono, è ipocrisia, perché non hanno il coraggio di dire quello che pensano, cioè che le coppie di fatto secondo loro non hanno gli stessi diritti delle famiglie tradizionali".

Stefano Legnani ha replicato: "Rapinese chiede che il Comune dia pari diritti alle coppie di fatto, ma non ci risulta che esistano forme di discriminazione da parte del Comune. Se conosce forme di discriminazione attuate da questa amministrazione le dica, saremo ben lieti di affrontarle e porvi rimedio". Legnani, poi, ha ripreso un concetto già espresso dalla consigliera Lissi: "In ogni città dove è stato istituito il registro delle unioni civili non ha avuto nessun risvolto pratico".

Luigi Nessi a sostegno del registro delle unioni civili: "Il Tar della Toscana ha già affermato che tale registro non è diretto a creare un nuovo status ma ad assicurare parità di trattamento a tutte le coppie di fatto rispetto alle altre coppie".

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