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Como, la proposta del PD: via i seggi dalle scuole per non ostacolare gli studenti

Il segretario cittadino Tommaso Legnani: "Optare per piscina, palestre e centri civici"

Centinaia di bambini di Como stanno per tornare a scuola: tra poco meno di dieci giorni le classi si riempiranno ma pochi giorni dopo i ragazzi dovranno restare di nuovo a casa  causa del voto referendario del 20 e 21 settembre. Per evitare stop alla didattica a Bergamo o nella più vicina Lurago d’Erba le cabine elettorali saranno allestite altrove per evitare stop alla didattica. Da qui prende le mosse la proposta del PD di Como che con una nota stampa diffusa il 4 settembre ha evidenziato come "l’amministrazione Landriscina non ha assolutamente pensato alle ripercussioni del voto sul ritorno in classe e si è ostinata a tenere i seggi nei plessi cittadini".

Secondo il segretario cittadino Tommaso Legnani "ci sono innumerevoli immobili di cui il Comune sembra essersi completamente scordato e che sarebbero utili per future tornate elettorali”.

“Per Como Centro - commenta Legnani - sarebbe stato possibile utilizzare la Palestra Mariani, per Como Borghi il centro civico di via Grandi e la caserma De Cristoforis. A Civiglio il centro civico può fornire una valida alternativa alla scuola così come a Lora, Camerlata e Rebbio dove i rispettivi centri civici garantirebbero spazi adeguati al voto. Ad Albate i locali della Cascina Masèe sarebbero altrettanto adatti allo scopo. Altrettanto, Como Nord può contare sulla palestra della scuola Massina a monte Olimpino, sul centro civico di Sagnino, sulla palestra di Tavernola e, per Ponte Chiasso, quella di via Brogeda. Se volessimo lanciare una provocazione, anche la piscina di Muggiò potrebbe accogliere gli elettori della zona visto che, certamente, non vedrà atleti e nuotatori molto presto”.

“E’ evidente che gli spazi non mancano - continua Legnani - Per questa tornata elettorale gli alunni e le famiglie comasche dovranno accettare, purtroppo, il rientro in classe sospeso dalle votazioni. Rivedere le sedi di voto con così poco anticipo porterebbe più confusione che benefici e quindi l'auspicio per ora è duplice. In primo luogo che le operazioni di profonda sanificazione avvengano in maniera efficiente e tempestiva per accogliere gli studenti la mattina del 22 settembre senza alcun tipo di ritardo. In futuro, poi - conclude il segretario cittadino del PD di Como - il Comune deve ripensare le sedi delle operazioni di voto per evitare sospensioni inutili con conseguenze sulla continuità didattica e oltre ai disagi per genitori e famiglie”.

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