Como: bivacchi al mercato coperto. I negozianti scrivono al sindaco

Deiezioni umane a cielo aperto, liti continue, molesti da parte di questuanti organizzati. E i clienti se ne vanno

È profondo lo sconforto degli operatori del Mercato coperto di Como che hanno consegnato al sindaco, alla Caritas, a Como Accoglie e ad altri soggetti interessati una lettera aperta riguardo i bivacchi nella zona. La missiva, senza entrare nel merito delle questioni politiche nazionali, e con estremo rispetto per le situazioni personali e le motivazioni di ognuno dei soggetti coinvolti, sprona l'amministrazione e chi ne ha la possibilità a fare qualcosa di efficace e definitivo per risolvere una condizione che i commercianti definiscono ormai impossibile da sostenere. È lo stesso presidente di Confesercenti Como, Claudio Casartelli, a commentare: “La situazione di conflitto sociale che si è venuta a creare nelle vie Mentana e Sirtori, intorno al Mercato coperto di Como, non è più sostenibile dagli operatori, che hanno sottoscritto questo appello perché stanchi di bivacchi e deiezioni umane a cielo e anche delle molestie subite da parte di alcuni questuanti, tra l'altro organizzati".

Foto Casartelli 1-2

Perché rivolgersi anche alla Caritas diocesana e ad altre associazioni di volontariato? "Perché crediamo che proprio chi fa già molto, possa essere d'aiuto. La Caritas opera già un pregevole lavoro nel fornire vitto e alloggio di notte a tanti italiani e stranieri in difficoltà. La nostra speranza è che questo loro impegno si possa approfondire anche nel trasferire in alcuni di questi stessi soggetti quel minimo di senso civico e socio comportamentale, che possa facilitare la reciproca convivenza di tutti coloro che a vario titolo frequentano questa zona. L'appello, che è stato inviato al sindaco di Como Mario Landriscina e agli assessori Negretti e Butti, nonché al comandante della polizia locale Donatello Grezzo, porta l’esplicativo titolo di Adesso diciamo basta. Esplicita la missiva: “Ci riferiamo alle persone che pernottano sulle scale del Padiglione ex grossisti: l'odore dei bisogni, le abluzioni pubbliche, le continue discussioni in cui veniamo purtroppo talvolta coinvolti, la generale sporcizia, l'immagine che si dà ai visitatori e ai turisti. La costante presenza di questuanti, organizzata con logiche di spartizione del territorio, è per di più talvolta davvero insistente, specie nei confronti delle donne. Diversi clienti ci hanno già manifestato il loro disagio e alcuni non frequentano più i nostri esercizi. Non ci guardiamo bene dall’entrare nel merito delle diatribe politiche e non giudichiamo le cause che portano molti ragazzi, per lo più di origine africana, a una vita così abbruttita e priva di speranza”.

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Una lettera che ha l'eccezionalità di essere firmata, in accordo, da tutte le realtà del mercato coperto, in rappresentanza di ogni dipendente, titolare, colaboratore. “È arrivato il momento di darsi una mossa – conclude la missiva, ma non prima di una bella stoccata agli amministratori: “Le nostre considerazioni da cittadini liberi e democratici le affidiamo alle singole coscienze ed eventualmente al voto quando ci sono le elezioni".

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