Como, dormitorio in via Cadorna. L'assessore Corengia fa chiarezza: "Soluzione temporanea"

E riguardo ai senzatetto: "Ci sono irriducibili che rifiutano il posto"

Dormitorio si, dormitorio no. Chi lo vuole, chi non lo vuole e chi lo vuole ma non in via Cadorna. Chi vuole accogliere tutti, chi non vuole accogliere nessuno, chi vuole accogliere solo gli italiani e gli immigrati regolari. Intanto fra amministrazione, opposizione, Camera di Commercio e associazioni, l'argomento resta caldissimo e le posizioni svariate. L'intervento più recente è quello dell'assessore ai servizi sociali Angela Corengia che a noi ribadisce quanto già detto in Consiglio: "La struttura di via Cadorna non potrà essere quella definitiva per il dormitorio - afferma l'assessore - lo stesso presidente del Consiglio Regionale Alessandro Fermi ha parlato di soluzione temporanea alla questione dei senzatetto".
La struttura di via Cadorna era parsa inizialmente la più adatta perché si trattava “solo” di chiedere ad Asst – proprietaria dell’immobile - di estendere la disponibilità già data per l'utilizzo per i senza fissa dimora durante l'emergenza covid. "Ma resta comunque una soluzione provvisoria – spiega Corengia - le ipotesi per un dormitorio definitivo sono altre".
La struttura di via Cadorna dovrà ospitare quella ventina di persone, regolari sul territorio italiano, che attualmente sono accolte in via Nazario Sauro, nella palestra della scuola, che quindi dovrà tornare disponibile per i ragazzi da settembre.

A chi invece accusa l'amministrazione di non preoccuparsi dei senzatetto di Como, l’assessore risponde che i posti per le persone regolari ci sono, soprattutto in via Napoleona e nella struttura Ozanam che presto riaprirà. "Non è colpa nostra se, malgrado gli inviti, una decina di irriducibili regolari sul territorio continua a preferire un riparo di fortuna in città e non vuole essere accolto nei dormitori".
“In realtà – conclude Corengia - questa amministrazione ha più che raddoppiato rispetto allo scorso anno le risorse destinate alle associazioni che si occupano di grave marginalità per l’assistenza e l’accoglienza per emergenza freddo, per le unità di strada e i servizi di supporto e accompagnamento. Stiamo collaborando con le associazioni anche per trovare una soluzione per il dormitorio invernale”.

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