Cultura e Turismo, arriva Livia Cioffi: meno di due anni per uscire dal deserto

Il quarto assessore sarà quello buono per Como?

Como, ex office point

Chissà se al quarto tentativo, ma le premesse non sono delle migliori, l'assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Como riuscirà ad uscire dal deserto fin qui lasciato dalla giunta Landriscina. Salvo sorprese, che sarebbero tutto meno che sorprese, Livia Cioffi sarà infatti nominata tra oggi e domani assessore al posto della "dimissionaria" Carola Gentilini. Un rimpasto di governo che vedrà quindi passare le deleghe di Cultura e Turismo dalle mani del sindaco - che le aveva prima controllate direttamente poi attraverso due sue nomine di fiducia (Rossotti e Gentilini)  - a quelle di Forza Italia; a memoria non succedeva dai tempi di Sergio Gaddi. Questa la breve cronaca della vicenda politica.

Ma veniamo alla ben più importante questione della gestione dei due uffici che dovrebbero avere un ruolo strategico all'interno dell'amministrazione di una città turistica, tanto più in un momento di tragica difficoltà per uno dei settori più colpiti dalla pandemia. Sappiamo che fin qui, in tre anni di giunta Landriscina, abbiamo assistito a una delle stagioni peggiori della città. A iniziare dall'infausto trasferimento dell'office point dal Broletto a piazza Gobetti ma potremmo continuare con il Politeama, con Villa Olmo, con il lido di Villa Geno. Lo stesso serrato avvicendarsi di assessori (ben quattro, più di uno per anno) dimostra quanto sia stata alta la considerazione dell'amministrazione per turismo e cultura. Se andiano poi a vedere nello specifico gli eventi, senza dimenticare che le mostre grandi e piccole sono sparite, ci accorgiamo come piano piano sia stata fatta tabula rasa. 

Siamo oggi alla fine di luglio e Como vanta un cartellone così bianco che non c'è da meravigliarsi se poi tutti si radunano in piazza Volta. Ecco, abitualmente, quando un nuovo assessore subentra in corsa è solito dire "continuerò il lavoro fatto fin qui dal mio predecessore". Signora Cioffi, stia tranquilla: questa frase di cortesia, qualora a breve il sindaco dovesse consgnarle il testimone, se la può tranquillamente risparmiare. Avrà poco tempo, meno di 24 mesi, sempre che glieli lascino tutti, per riparare al disastro fatto fin qui: un disastro, sia chiaro, totalmente politico.

Dicevo però che le premesse non sono delle migliori perché questa è una nomina dettata esclusivamente da ragioni politiche e non certo di merito. Dalla sua Livia Cioffi ha un'autostrada tutta libera: peggio di quanto fatto fin qui sarà davvero difficile farlo, anche solo camminando. Ma non si sa mai. Per contro Livia Cioffi dovrà però dimostrare di conoscere la città, di avere le competenze necessarie per un ruolo così importante. Ma soprattutto dovrà capire subito quali margini di libertà politica ci sono per offrire una visione, anche minima, al suo assessorato. Infine, sempre meglio ricordare che prima delle proprie (lecite) ambizioni politiche, gli amministratori devono pensare a quelle di una città che ha tutto il diritto di averne. Buon lavoro.  

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