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Como, in consiglio comunale non c'è più una maggioranza

In consiglio comunale di Como non esiste più una vera maggioranza. Il sindaco Stefano Bruni può contare sulla fedeltà di soli 18 consiglieri su 40. Dopo lo strappo di cinque consiglieri del Pdl che hanno formato lo scorso novembre il gruppo...

In consiglio comunale di Como non esiste più una vera maggioranza. Il sindaco Stefano Bruni può contare sulla fedeltà di soli 18 consiglieri su 40. Dopo lo strappo di cinque consiglieri del Pdl che hanno formato lo scorso novembre il gruppo Autonomia Liberale (reclutando anche un ex leghista e un ex Udc), ieri è stata la volta di un nuovo annuncio che ha scosso Palazzo Cernezzi nelle fondamenta. "A nome del gruppo ribadisco con forza la nostra totale indipendenza e libertà nei confronti di qualsiasi realtà politica, che sia Lega Nord o PDL nonché della maggioranza consiliare " ha dichiarato Piercarlo Frigerio, capogruppo di Autonomia Liberale. Insomma, sette consiglieri che hanno dato la fiducia al sindaco l'8 novembre, ora si chiamano fuori dalla maggioranza: "Sceglieremo di votare in aula di volta in volta, a seconda dei temi in discussione".

Una presa di distanza, questa, che il gurpo autonomista ha voluto ufficializzare in risposta alle dichiarazioni del sindaco Bruni, il quale, si trova in questi giorni al centro di una discussione sull'opportunità o meno che termini il mandato (gli manca ancora un anno). Il consigliere regionale del Pdl Giorgio Pozzi, che fino a pochi mesi fa era il vice del coordinatore provinciale del partito, Alessio Butti, ha commentato la situazione dell'amministrazione comunale lariana arrivando a suggerire a Bruni di dimettersi. Bruni, per tutta risposta, ha affermato che non c'è motivo di troncare il mandato visto che "i numeri per governare ci sono". A dimostrazione della sua convinzione e del suo ottimismo ha chiamato in causa Autonomia Liberale, sostenendo che con questo gruppo i rapporti sono buoni. Ma agli autonomisti non piace l'idea di essere visti dalla gente come la stampella che permette al sindaco di stare ancora in piedi, ecco spiegato il comunicato stampa di ieri con il quale prendono le distanze da Bruni ed esprimono solidarietà nei confronti del presidente del consiglio comunale Mario Pastore, in dichiarato attrito con il sindaco.

Per Bruni se Pastore ha deciso di passare a Futuro e Libertà ed è quindi all'opposzione come a livello nazionale, deve trarre le dovute conclusioni. E dimettersi.

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