Comocalor, ancora famiglie al freddo: l'ira di Fratelli d'Italia

Disagi da mesi: "L'azienda deve risolvere o risarcire"

È almeno dai primissimi giorni di dicembre che in alcuni quartieri comaschi si lotta contro il gelo, non nelle strade, come forse potrebbe sembrare ovvio nel freddo inverno lombardo, ma nelle case. Ad Albate in particolare un centinaio di appartamenti al freddo, con i termosifoni spenti e senza acqua calda, avevano fatto da baluardo per i tanti problemi che si sarebbero manifestati sulla rete di distribuzione di gas e acqua di Comocalor. Un paio di guasti lungo le tubature hanno appunto lasciato nell’ultimo mese diversi appartamenti al freddo e quando veniva risolto un problema, se ne manifestava subito un altro: per un appartamento che finalmente si scaldava, ce n’era uno nuovo che si raggelava. La ciliegina sono stati i lavori in via Turati e quelli in via Colonna. I primi hanno inizialmente causato più guai che soluzioni, lasciando i quartieri senza acqua né gas, al punto che è stato necessario allestire dei punti di distribuzione pubblica dell’acqua potabile. Gli altri, quelli lungo via Colonna, sono tuttora all’opera perché, se è stato possibile risolvere in tempi brevi il guasto, i danni causati dal surriscaldamento dell’acqua nei tubi sono ancora in fase di sistemazione.

Intanto, come fa sapere stamattina, 4 gennaio, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Sergio De Santis, alcuni appartamenti sono tuttora al freddo: "Sapevamo che non sarebbe bastato ascoltare in Commissione i vertici della società per trovare una soluzione a tutti i problemi, ma adesso è diventata davvero una situazione insostenibile. Siamo appena al 4 gennaio e già troppe volte decine di famiglie sono state lasciate senza riscaldamento. Possiamo arrivare alla primavera in queste condizioni?” Il consigliere si riferisce a una seduta di consultazione tra l’Amministrazione comunale e i vertici di Comocalor in cui questi ultimi, sollecitati a rispondere dai cittadini rimasti al freddo, avevano: “Espresso un deciso “no” a qualsiasi forma di risarcimento dei danni patiti dalle famiglie – continua De Santis -  ora credo sia doveroso per l'azienda rivedere questo “no”, considerando che da almeno un mese diverse famiglie, oltre a restare al gelo in pieno inverno, sono costrette ad acquistare stufe elettriche con tutti i maggiori costi di utilizzo”.

"Non so esattamente quali problemi strutturali incontrino sistematicamente i tecnici per non riuscire a risolvere definitivamente questo problema – conclude il consigliere comunale - ma non possono più bastare le scuse e le promesse. Quando le cose non vanno bene bisogna cambiare passo, strategie e saper tirare le conclusioni finali”.

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