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Como capoluogo della nuova provincia: è ufficiale

Il consiglio dei ministri ha approvato oggi il riordino delle Province italiane. Come anticipato ieri, Como sarà il capoluogo della nuova maxi provincia formata dall'unione con Varese e Lecco, mentre Monza sarà riassorbita nell'area metropolitana...

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Il consiglio dei ministri ha approvato oggi il riordino delle Province italiane. Come anticipato ieri, Como sarà il capoluogo della nuova maxi provincia formata dall'unione con Varese e Lecco, mentre Monza sarà riassorbita nell'area metropolitana di Milano. Grande soddisfazione è stata espressa già ieri dai parlamentari comaschi Chiara Braga (PD) e Alessio Butti (Pdl), dopo le indiscrezioni trapelate, e dallo stesso sindaco di Como Mario Lucini che ha commentato: "Un grande risultato per Como che dà riscontro al lavoro svolto dal territorio comasco e dalle sue componenti sociali, economiche e politiche. La dimostrazione che è possibile lavorare per un obbiettivo comune. Monza ha caratteristiche diverse dai nostri territori che, invece, presentano numerosi elementi di omogeneità".

Tempi e modi

Dal 1° gennaio 2013 le giunte delle province italiane verranno eliminate definitivamente e il presidente potrà delegare l'esercizio di funzioni a non più di 3 consiglieri provinciali. Il numero delle province delle Regioni a statuto ordinario si ridurrà da 86 a 51 (comprese le città metropolitane). Dal 1° gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane, che sostituiscono le province nei maggiori poli urbani del Paese realizzando, finalmente, il disegno riformatore voluto fin dal 1990, successivamente fatto proprio dal testo costituzionale e, finora mai realizzato. Per i gli organi amministrativi si andrà ad elezioni nel novembre 2013.

I commenti (in aggiornamento)

Paolo De Santis, presidente della Camera di Commercio di Como, ci tiene a parlare di "gioco di squadra": "La soddisfazione è grande, ha vinto la forza delle idee. Ha vinto un progetto forte, coraggioso e di coesione territoriale, ma invito alla cautela perché il decreto deve ancora esaurire il suo iter. C'è ancora molto da lavorare, ma lavoreremo con molto entusiasmo e di nuovo ci metteremo intorno a un tavolo per ragionare sul futuro. Quanto ai meriti, non c'è una classifica di chi sia stato il più attivo e meritevole nel perseguire e raggiungere questo obbiettivo. Tutti abbiamo fatto la loro parte e per questo è giusto parlare di gioco di squadra".

Mauro Frangi, presidente di Confcooperative Como - e coordinatore del Tavolo della competitività dal quale è uscita la linea condivisa da tutto il territorio comasco - analizza il risultato raggiunto e ufficializzato dal consiglio dei ministri: "Due, credo, sono le ragioni che ci hanno permesso di arrivare sin qui. In primo luogo, aver saputo costruire una posizione convergente e coesa di tutti gli attori economico-sociali ed istituzionali del territorio. Il Tavolo della Competitività ha saputo generare questa convergenza forte. I nostri rappresentanti ai vari livelli hanno saputo trasformarla in una efficace azione di lobbing che ha prodotto i risultati attesi. In secondo luogo, abbiamo saputo trasformare un vincolo in una opportunità. Non ci siamo chiusi in una difesa dell'esistente o nella ricerca delle "deroghe", come qualcuno chiedeva e come hanno fatto quasi tutti i territori coinvolti dal medesimo problema. E' la riprova che quando si ha il coraggio e la forza di mettere in cam po un progetto "alto" capace di assumere le sfide che la realtà pone i risultati non possono che venire."

Leonardo Carioni, commissario straordinario dell'amministrazione provinciale di Como, ha voluto ringraziare anche il ministro comasco Corrado Passera: "Un doveroso ringraziamento va al ministro comasco Corrado Passera, che, so per certo, ha lottato e si è speso con il ministro Patroni Griffi per portare a casa questo risultato importante per la Provincia di Como"

"Una situazione positiva che rende giustizia del prezioso lavoro comune svolto in quest'ultimo periodo - ha commentato oggi Chiara Braga dopo l'ufficialità del consiglio dei ministri -. Una decisione coerente con le ragioni sostenute dal territorio comasco, di cui il ministro ha

apprezzato la compattezza e la serietà. Credo che l'esame parlamentare non sarà esente da tentativi di inserire nuove deroghe o modifiche a quanto sancito dal governo ma penso che la soluzione di un accorpamento di Monza nella città metropolitana di Milano sia una soluzione fondata e largamente condivisibile. Sicuramente su questo risultato positivo hanno inciso anche i numerosi contatti istituzionali avuti in queste settimane con gli uffici del ministro, riportati anche dalla stampa locale, che hanno permesso di recuperare le gravi mancanze di Regione Lombardia".

"Credo che al pronunciamento di oggi del consiglio dei ministri si debba rendere merito al grande lavoro di tessitura svolto dal Sindaco di Como, Mario Lucini, dal presidente della Camera di Commercio, Paolo de Santis, ed dal coordinatore del Tavolo della Competitività, Mauro Frangi - commenta il consigliere regionale, Luca Gaffuri -. Loro, con la collaborazione anche di altri attori, hanno saputo realizzare una proposta più che valida sottoposta al CAL e poi approdata al tavolo del ministro. Un esempio di come, quando un territorio è unito e lavora in modo coeso, può raggiungere risultati positivi».

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