Politica

Como Acqua, la partita non è chiusa: 78 sindaci scrivono all'assessore regionale

Lettera per chiedere un incontro: "Evitiamo contrapposizioni partitiche"

La questione Como Acqua contin ua ad alimentare il dibattito politico. Non solo confronti e discussioni, ma anche protreste e polemiche si stanno sesseguendo da settimane su un tema caldissimo per la politica di tutto il territorio provinciale comasco: la fusione, per incorporazione, delle 12 società che gestiscono l'acqua nel Comasco, le quali dovrebbero fondersi (anzi, si sarebbero già dovute fondere) nell'unica società Como Acqua. La fusione, come è noto, è stata bloccata dal voto contrario in primis del Comune di Como, di Erba e Cantù.

Il mancato avallo alla fusione durante l'ultima aseemblea dei soci di Como Acqua (cioè i sindaci comaschi) è stata motivata con la necessità di avere un solido piano industriale e con la necessità di verificare i bilanci delle 12 sot che dovrebbero fondersi, visto che ci sono pesanti dubbi sulle perizie relative a tali bilanci. Sono stati proprio i Comuni di Como, Erba e Cantù, insieme al sottosegretario della Regione Lombardia, Alessandro Fermi, a chiedere all'assessore regionale all'Ambiente, Claudia Maria Terzi, di avviare una serie di verifiche sulle perizie dei bilanci delle 12 società prima di procedere alla fusione. Verifiche che, una volta effettuate, hanno portato al "no alla fusione" di Como, Cantù ed Erba.

Oggi, però, decine di sindaci comaschi (per la precisione 78) che amministrano Comuni dove la gestione dell'acqua è in mano a una delle dodici società, hanno scritto all'assessore Terzi chiedendo un incontro. "Desiderosi di chiudere positivamente la vicenda della società Como Acqua evitando che le questioni partitiche distolgano l'attenzione dal tema caro a tutti noi, ossia la gestione del ciclo idrico integrato in provincia di Como" i sindaci hanno formalmente invitato l'assessore Terzi "a un incontro con l'assemblea dei sindaci della provincia di Como".

"Riteniamo - prosegue la lettera - che questa sia l'unica soluzione per sgomberare dal campo le tensioni che, in queste ultime settimane, hanno congelato un processo che, al di là delle percentuali societarie, accomuna la gran parte dei sindaci (e dei relativi consigli comunali, cioè la massima espressione della volontà popolare sul territorio) del Comasco". 

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