Circo Città di Roma, Collettivo Alveare: "Leoni detenuti, il Comune faccia controlli"

Obbiettivo: capire se i gestori adottino pratiche crudeli, come l'estrazione delle zanne, per ammansirli

Un'immagine di repertorio

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che il Collettivo Alveare di Como ha inviato agli organi amministrativi del Comune per chiedere controlli sul Circo Città di Roma, che sarà a Muggiò fino al 6 gennaio. Secondo il gruppo animalista, l'impresa - pur facendo esibire soltanto animali domesti - detiene leoni non più utilizzati per gli spettacoli ma comunque resi mansueti e obbligati a un'esistenza tragica rispetto alla loro indole.

Alveare si mostra molto critico nei confronti dell'attuale amministraizone comasca, colpevole a suo dire di concedere con grande facilità spazi a coloro che tengono prigionieri e sfruttano gli animali. Ecco le parole del Collettivo:

All'attenzione del sindaco di Como e di tutto il consiglio comunale:

Consapevoli del fatto che nel periodo che va dal 20 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020 sará presente a Como il circo "Cittá di Roma", che offrirá spettacoli circensi anche con la presenza di animali, come cittadini e cittadine vogliamo esprimere il nostro dissenso nei confronti di una pratica crudele ed altamente diseducativa. 

Sappiamo che questo circo in particolare "utilizza" per i suoi spettacoli solo cavalli e cani, ma che "possiede" dei leoni, non piú destinati agli spettacoli, ma comunque detenuti.

È ormai noto che in gran parte del mondo occidentale, per esempio in Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Malta, Polonia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Regno Unito, Portogallo o Olanda, oltre che in numerose regioni italiane (Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Campania) sia presente in modo sempre piú forte una chiara contrarietá a questo tipo di intrattenimento, che alimenta i propri guadagni con lo sfruttamento di animali, spesso esotici, che sono costretti a condurre la loro vita in gabbia, a viaggiare in continuazione all'interno di camion che quasi sempre stazionano in luoghi che non rispondono in alcun modo alle loro caratteristiche etologiche.

In più occasioni associazioni animaliste hanno documentato, con filmati,  fotografie e testimonianze, i crudeli metodi di addestramento di uomini o donne che fanno uso di fruste, bastoni uncinati, catene e percosse su animali deliberatamente indeboliti da fame e sete, con lo scopo di insegnargli a compiere azioni innaturali e forzate; augurandoci di trovarci di fronte ad un circo che ha abbandonato questo tipo di metodologie, siamo consapevoli del fatto che sia difficile ammaestrare un animale (che seppur nato in cattivitá risponde al proprio istinto) con le sole parole o carezze, e che, per scongiurare qualsiasi tipo di rischio, questi animali, in particolare leoni e tigri, sono spesso sottoposti alla rimozione di denti e artigli, rendendogli di fatto poi impossibile un probabile ritorno in un contesto di libertá protetta. 

Numerosi studi hanno inoltre reso noto che gli animali, al pari degli esseri umani, sono in grado di provare emozioni quali la paura o la gioia, la tristezza, il dolore. 

È risaputo che numerose sono le specie animali in via d'estinzione, quasi sempre per cause antropiche, e non si puó pensare che la detenzione di animali come tigri, leoni o elefanti, appunto in pericolo di scomparsa, in strutture come quella sopra citata possa in qualche modo essere considerata una forma di tutela nei loro confronti o della loro specie. 

Vogliamo inoltre sottolineare come sia da considerarsi fortemente diseducativo uno spettacolo che si struttura sullo sfruttamento di animali, e che si spaccia per educativo in quanto permette ai bambini e alle bambine di vedere animali in relazione con esseri umani: non c'è niente di educativo in un contesto in cui si celebra la violenza del dominio dell'essere umano su chi è piú debole. Il messaggio che si manda in questo caso ai bambini e alle bambine non è quello di rispetto dell'animale e quindi dell'altro, ma che è divertente e giusto ammaestrare e far agire a proprio piacimento un essere vivente che, in natura, si comporterebbe in modo totalmente diverso. Il bambino o la bambina non svilupperanno in questo modo comportamenti empatici, ma si convinceranno che l'essere umano ha pieno diritto di fare agli altri animali tutto quello che vuole, con conseguente sviluppo di un atteggiamento di non rispetto dell'altro e dei piú deboli. 

Consapevoli del fatto che Lei e la sua amministrazione non avete mai manifestato riserve nel concedere patrocini e permessi a spettacoli circensi con animali, chiediamo che d'ora in poi sia permesso, a Como, di portare solo arte libera da ogni tipo di sfruttamento, in questo caso animale ma, visti i precedenti degli anni passati, anche di esseri umani; per questo motivo chiediamo che vengano effettuati controlli sulle condizioni di benessere degli animali detenuti in questo circo, oltre che dei contratti di lavoro di coloro che prendono parte alla sua manutenzione.

Visti i fatti e i dati qui presentati, riteniamo doveroso che le nostre richieste vengano accolte, e che vengano presi provvedimenti immediati riguardo ai controlli di salute e benessere degli animali, oltre che del personale lavorativo. 

In attesa di una vostra repentina e positiva risposta, cordiali saluti. 

Collettivo L'Alveare

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