Detenuti del Bassone: oltre la metà sono stranieri

L'onorevole Molteni e il vicensindaco Locatelli (lega) in visita al carcere di Como

Corridoio del carcere Bassone di Como

Un carcere sovraffollato (anche se di poco) con oltre la metà di detenuti di provenienza straniera. Per la precisione i dati che riguardano il carcere Bassone di Como sono i seguenti: 419 detenuti, 371 uomini, 48 donne, di cui 233 stranieri quasi tutti uomini, pari al 55% del totale. La capienza regolare della casa circondariale sarebbe di 215 detenuti con una capienza massima tollerabile di 402 detenuti.

"Un dato, quello dei detenuti stranieri, allarmante e drammatico pari quasi al doppio della media nazionale che si attesta al 34%" fa sapere la Lega Nord al termine della visita che il parlamentare Nicola Molteni e il vicesindaco di Como Alessandra Locatelli (entrambi della Lega Nord) hanno fatto nella mattina di venerdì 15 settembre 2017 al carcere Bassone.

"Questa mattina assieme al vicesindaco di Como, Alessandra Locatelli, siamo stati in visita al carcere cittadino del Bassone. Oltre alla direttrice del carcere, la dottoressa Carla Santandrea, abbiamo incontrato  Davide Brienza segretario regionale del sindacato CNPP della polizia penitenziaria - ha raccontato Molteni - e il comandante del reparto Domenico Isdraia dai quali abbiamo potuto apprendere  sia lo straordinario impegno delle forze di Polizia che le numerose criticità e difficoltà che gli agenti stessi riscontrano quotidianamente.  In particolare, la polizia penitenziaria ha avanzato alcune richieste fondamentali per poter assolvere al proprio dovere al meglio: la necessità di avere più sicurezza e adeguati strumenti per garantire l’incolumità dei poliziotti penitenziari, dato l’aumento di aggressioni, colluttazioni e ferimenti tra le sbarre; un adeguato piano di nuove assunzioni di agenti di polizia penitenziaria, un adeguamento delle risorse per il rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da quasi 10 anni; il ripristino di corrette relazioni sindacali in sede centrale (dap) e presso gli istituti e servizi penitenziari del paese; una rimodulazione del provvedimento di ‘riordino delle carriere. Richieste queste che verranno portate all'attenzione del ministro della giustizia attraverso l'interrogazione parlamentare che già oggi verrà presentata".  

A margine della visita al carcere il deputato del Carroccio ha sottolineato il sovraffollamento della struttura che conta detenuti in gran parte stranieri. "Il dato delle presenze straniere non può e non deve passare inosservato - ha dichiarato Molteni -. Oggi il carcere il Como vede la presenza di 419 detenuti, 371 uomini, 48 donne, di cui 233 stranieri quasi tutti uomini, pari al 55% del totale.  Un dato, quello dei detenuti stranieri, allarmante e drammatico pari quasi al doppio della media nazionale che si attesta al 34%. Allo stesso tempo fa riflettere che il carcere attualmente ospiti 419 detenuti su una capienza regolare prevista di 215 e una capienza tollerabile di 402 detenuti. Un numero  che allarma e lascia intendere le condizioni di estrema difficoltà in cui operano gli agenti di polizia all'interno della struttura. Una situazione insostenibile e ad alto rischio sociale. Per questo chiederò  al ministro Orlando di intervenire immediatamente ponendo una seria attenzione sul carcere di Como e in particolare sulla necessità di far scontare ai detenuti stranieri la pena nel paese di origine".  

"Sono rimasta molto colpita dall'organizzazione e dalla struttura del Carcere di Como, - ha detto Locatelli - ho colto l'impegno e la determinazione delle forze di polizia che lavorano quotidianamente in una situazione non facile. Ci sono aspetti legati alla sicurezza e alla salute di chi opera all'interno del carcere, che non vanno sottovalutati, ma migliorati. Riguardo ai detenuti ho potuto osservare spazi adibiti alla lavorazione del legno e altre attività e, nonostante l'edificio non sia recente, c'è attenzione nel rendere alcuni spazi meno sgradevoli. Questo denota l'impegno della direzione e incoraggia l'amministrazione per una futura collaborazione".

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