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Cantù, approvata la cittadinanza simbolica per bambini stranieri

In consiglio comunale ieri sera si sono fatte le ore piccole. La seduta infatti,è iniziata in ritardo, alle 21.15 (un’ora e un quarto dopo rispetto al consueto orario), per permettere ad alcuni consiglieri comunali di vedere la partita del basket...

In consiglio comunale ieri sera si sono fatte le ore piccole. La seduta infatti,è iniziata in ritardo, alle 21.15 (un’ora e un quarto dopo rispetto al consueto orario), per permettere ad alcuni consiglieri comunali di vedere la partita del basket Cantù. La discussione si è protratta fino alle 2.30 circa. Fra gli argomenti all’ordine del giorno, la mozione presentata dal sindaco Claudio Bizzozero ha suscitato una lunghissima discussione soprattutto fra i consiglieri della Lega Nord, il sindaco stesso e alcuni consiglieri di maggioranza. Alla fine, il consiglio ha approvato la mozione con 22 voti favorevoli, 4 contrari e un astenuto. Si tratta di una mozione presentata per il conferimento di riconoscimento simbolico di cittadinanza italiana a minori di origine straniera residenti a Cantù. Il tema, già annunciato da diversi giorni, riguarda la possibilità di conferire a circa 780 minori residenti a Cantù un documento simbolico che sarà consegnato domani pomeriggio a Galliano in occasione della festa patronale di Cantù e della consegna delle civiche benemerenze. La seduta inizia subito con un botta e risposta, durante la discussione preliminare, fra il consigliere comunale Edgardo Arosio (Lega Nord) e il consigliere Andrea Lapenna (ex PDL, ora Fratelli d’Italia). Il consigliere Arosio, si dichiara amareggiato per alcune esternazioni fatte dal consigliere Lapenna alla stampa, in merito alla vicenda dei rimborsi in Regione Lombardia. La posizione di Arosio, in questo momento, è al vaglio degli inquirenti. Arosio, infatti, apostrofa Lapenna ricordandogli che anche su di lui ci sono accertamenti in corso: “Io ho solo un’indagine. Lui è arrivato a situazioni più gravi. Dico solo: anche se sono problemi di vicinato, a Erba, qualche anno fa, è stata fatta una strage”. Lapenna, da parte sua, risponde: “E’ inutile arrampicarsi sui vetri. Tutto è ancora da dimostrare. Se dovessero giudicarmi colpevole, mi dimetterò da qualsiasi incarico”. I due, poi, parlano a lungo fra di loro ma la loro conversazione avviene fuori microfono.

APPROVAZIONE NUOVO STATUTO COMUNALE

E’ stato approvato all’unanimità il nuovo statuto comunale. Mimmo Arbaboldi (LIC), spiega: “Il contributo in commissione di Brianza e Lapenna è stato costruttivo. Abbiamo istituito le assemblee cittadine e le consulte, ma anche la possibilità di dare le deleghe ai consiglieri”. E’ stata istituita anche la figura del prosindaco, definita da Arnaboldi: “Figura fondamentale per la coesione sociale. Non è obbligatorio, è solo uno strumento di cui ci si può servire”. Inoltre, sui referendum popolari, è stata abbassata la soglia per la raccolta firme (3000 anziché 6000). Sono stati rimandati al momento, invece, i regolamenti attuativi. Sulla figura del prosindaco, i consiglieri di minoranza hanno espresso perplessità. Lapenna: “E’ stata voluta fortemente dal sindaco. Noi in commissione abbiamo fatto di tutto per accontentarla, sta a lei decidere”. Brianza (Lega Nord): “Abbiamo criticato la figura del prosindaco. Non deve essere nominato dall’alto, ma deve essere del territorio. Avevamo proposto che questa figura fosse decisa o votata dall’assemblea di quartiere. Se lo decide il sindaco ho quasi paura che possa essere un suo amico. Per questo siamo contrari a questa idea, non tanto sulla figura ma sulla nomina”. Il regolamento viene approvato con 23 voti favorevoli, all’unanimità.

CONFERIMENTO CIVICHE BENEMERENZE

Il sindaco Claudio Bizzozero, illustra le modalità di individuazione dei quattro personalità che saranno insignite dalla civica benemerenza sabato 9 febbraio (Porro, Colombo, Baragiola, Corrado), che a vario titolo hanno reso onore alla città. A partire da questo momento, considerando che il conferimento delle civiche benemerenze è legato anche al conferimento della cittadinanza simbolica ai bambini stranieri, cominciano alcune discussioni che anticipano le mozione presentata dal sindaco. Alessandro Brianza (Lega Nord): “Siamo felici che vengano date queste quattro benemerenze. Mi chiedo cosa possano c’entrare con l’attribuzione della cittadinanza agli stranieri”. Arosio (Lega): “Non bisogna dimenticare che gli attestati sono dati a cittadini che hanno dato lustro a Cantù”. Nicola Molteni (Lega): “Condivisione per la scelta dei cittadini benemeriti. Bene il fatto che questo evento si collochi durante la festa patronale. Siamo amareggiati che la festa sia stata macchiata con una serie di polemiche che la nostra città non si meritava”. Durante l’intervento di Molteni, si leva dal pubblico una voce (un uomo probabilmente straniero), che contesta l’intervento, definendolo “provocatorio”. Subito il presidente del consiglio Attilio Marcantonio, richiama all’ordine.

CONFUSIONE IN AULA

Il sindaco propone di cambiare l’ordine del giorno e anticipare la discussione della mozione presentata in merito all’argomento sulla cittadinanza simbolica. Si crea un momento di grande confusione: la proposta non viene neanche votata principalmente per l’opposizione del consigliere Masocco. Brianza: “Non ci sta vendendo in contro, le due mozioni precedenti sono state presentate da mesi dal nostro gruppo. Non siamo assolutamente d’accordo ad invertire l’ordine del giorno”. Bizzozero: “Ho erroneamente inteso la vostra volontà”. A questo punto si procede secondo l’ordine del giorno. Viene discussa una mozione presentata dalla Lega in merito all’indennità speciale di disoccupazione per i lavoratori italiani frontalieri. Vista comunque l’ora tarda, per evitare di andare oltre la mezzanotte, i consiglieri si trovano a decidere se continuare a oltranza oppure no. Bizzozero spiega la sua mozione: “Io personalmente ho deciso di fare questo atto. Lo farò sabato. La mozione è un passaggio in più, che non è necessario discutere oggi. L’iniziativa è scollegata da questa mozione. Se riteniamo di recuperare l’ora persa all’inizio, possiamo continuare ad oltranza. L’iniziativa del 9 è mia personale, prescinde da questo. La presentazione di questa mozione offre a tutti l’occasione di discutere. Sono curioso di entrare nel merito e vedere cosa ne pensano anche i miei consiglieri. So che ci sono consiglieri che la pensano diversamente. Ma se riteniamo di sospendere il consiglio qui, non c’è problema”. Lapenna: “Lei farebbe più bella figura a dire ho fatto una cazzata a presentare la mozione. Chiedo al presidente di chiudere la seduta. Risparmiamo anche stasera”. Segue una diatriba sul gettone di presenza e sugli sprechi comunali. I consiglieri comunali, comunque, dichiarano che rinunceranno al gettone i presenza e i due dipendenti comunali presenti alla seduta, al proprio compenso straordinario. Molteni, infine, con il suo intervento “sfora” la mezzanotte, quindi di fatto il consiglio continua ad oltranza: “Lei ha detto che decide a prescindere dal voto del consiglio, penso che sia un atto di arroganza. Questa decisione va a cambiare una prassi ordinaria prendendo una sua decisione personale che dimostra scarso rispetto se non disprezzo nei confronti del consiglio comunale. Questo non è un tema secondario, è un tema centrale. Credo che un sindaco serio che dà dei cialtroni a chi non la pensa come lei, dovrebbe confrontarsi con il consiglio. So che il 100% dei cittadini canturini non condivide questa scelta”. Il sindaco, decide che potrebbe ritirare la mozione, dichiarando: “Il fatto di aver presentato una mozione è un sintomo di rispetto per questo consiglio comunale. Il primo atto è un atto del sindaco, che poteva concludersi lì e consiste nella lettera che ho già inviato. Questa lettera prescinde da quella mozione. La mozione è l’occasione per discutere. Ditemi cosa volete fare. Se volete che la ritiro, la ritiro”. Alla fine si decide di andare avanti.

LA MOZIONE E LA DISCUSSIONE A OLTRANZA

Il sindaco spiega le motivazioni che hanno portato alla formulazione della lettera inviata alle famiglie con bambini stranieri. La sua mozione raccoglie il parere favorevole del presidente Marcantonio (Ex PDL ora Fratelli d’Italia), che si dichiara di ispirazione cattolica e perciò favorevole, nonostante la continua interruzione del consigliere Masocco (Lega Nord). Arosio (Lega): “Io non sono disponibile ad accettare che venga fraintesa una tradizione religiosa. Questa manifestazione poteva farsi in una sede civica. Ho percepito la tua scelta come un atto fine a se stesso, pubblicitario. I bambini nati in Italia sono già integrati. E’ razzismo al contrario”. Arosio, usa la parola “deamicisiano”, in riferimento al libro cuore. L’assessore Pavesi: “Il valore del simbolo è tutto. Penso che questa cosa nel nostro Paese debba esser ancora elaborata culturalmente. La storia del nostro Paese è la storia del sacro che si mischia sempre con il profano”. Unica voce della maggioranza che ha espresso parere negativo sulla mozione è quella dell’assessore Luca Delfinetti,che comunque già nei giorni scorsi aveva dichiarato alla stampa di non essere favorevole: “Il mio è un approccio del tutto laico. Sono uno dei due membri dissidenti della giunta. Dissidente su questo tema. Non ero convinto all’inizio, non lo sono ora. Il simbolo è importante quando è utile. Mi spaventa essere d’accordo su alcune cose dette dalla Lega”. Segue poi una discussione sulla definizione di jus soli e jus sanguinis. Brianza: “Non siamo razzisti. È un gesto simbolico inutile. Chiedere allo stato italiano di cambiare? Pensate alle conseguenze. Pensato al fatto delle pensioni”. Nicola Molteni: “Sono rammaricato nel vedere come un tema così importante venga banalizzato in questo modo”. Il lunghissimo intervento di Molteni, viene interrotto dal presidente Marcantonio che gli chiede di essere meno prolisso e gli ricorda di “Non essere alla camera”. Molteni, risponde: “Lei è un maleducato perché anche noi siamo stati ad ascoltare le sue banalità”. Marcantonio ribatte: “Non è il caso di essere un tantino ripetitivi”. La discussione poteva protrarsi all’infinito, ma alla fine il presidente Marcantonio, forse preso per sfinimento, dichiara la seduta chiusa.

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