Ca' d'Industria, il sindaco Bruni chiede le dimissioni del cda

Il cda della Fondazione Ca d'Industria (casa di riposo del Comune di Como) ha le ore contate. Dopo l'annuncio delle dimissioni di Romolo Vivarelli e Franco Mercuri, ora potrebbe arrivare l'azzeramento di tutto il vertice compreso il presidente...

Il cda della Fondazione Ca d'Industria (casa di riposo del Comune di Como) ha le ore contate. Dopo l'annuncio delle dimissioni di Romolo Vivarelli e Franco Mercuri, ora potrebbe arrivare l'azzeramento di tutto il vertice compreso il presidente Domenico Pellegrino. Ieri il sindaco di Como Stefano Bruni (a cui spettò la nomina di 4 dei 6 consiglieri del cda) ha dichiarato in consiglio comunale che chiederà formalmente le dimissioni di tutti i consiglieri di amministrazione e procederà con un nuovo bando per le nuove nomine. Una dichiarazione che ha lasciato soddisfatti non solo l'opposizione ma anche e soprattutto i dipendenti di Ca d'Industria che da oltre un anno protestano contro la gestione Pellegrino. In particolare nel mirino delle proteste è finita l'esternalizzazione del servizio cucine della casa di riposo, appalto affidato per 10 anni a una società riconducibile a delle fiduciarie. Le proteste avevano lamentato la scadenza della qualità del servizio. Negli ultimi giorni, poi, è arrivata la notizia di un deficit di bilancio di Ca' d'Industria che supera i 600mila euro. Deficit, come ha dichiarato Vivarelli (consigliere nominato nel cda di Ca d'Industria dal Partito Democratico) imputabile proprio al servizio mensa.

Nel mirino era finito anche il sindaco Bruni che nonostante le indicazioni del consiglio comunale di aprile 2010 (il quale chiedeva al sindaco di sfiduciare il cda) si era astenuto dal mettere in atto azioni affinché il vertice Ca d'Industria fosse rimosso o si dimettesse.

La seduta di ieri sera del consiglio comunale ha visto un dibattito serrato che ha portato poi al voto della delibera che prende atto della relazione stilata dalla commissione speciale, istituita per valutare l'operato del cda di Ca d'Industria. Molti gli interventi accalorati, come quello di Vittorio Mottola (PD) che prendendo spunto da una notizia di giornale, in cui veniva detto che i parenti degli ospiti della casa di riposo erano costretti a portare ai loro anziani i pomodori da casa, ha esibito un cesto pieno di pomodori offrendoli "alla parte politica che ha voluto e sostenuto questo cda".

Donato Supino (Prc) ha esiibito un cartello con scritto "Se Rubens Ca d'Industria", lo slogan che gli era costata l'iscrizione nel registro degli indagati per diffamazione nei confronti del cda della fondazione. Il giudice ha archiviato l'indagine e Supino ha voluto ringraziare chi lo ha sostenuto.

Si parla di

Video popolari

Ca' d'Industria, il sindaco Bruni chiede le dimissioni del cda

QuiComo è in caricamento