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Servizi sociali, comune di Como contro Magatti: "Corretto l'iter per l'azienda speciale"

Dura replica di Palazzo Cernezzi dopo la diffida di Civitas al sindaco Landriscina

Botta e risposta tra Comune di Como e Magatti-gruppo Civitas sulla questione dell'azienda speciale per la gestione dei servizi sociali. Dopo la diffida depositata da Bruno Magatti, capogruppo di Civitas in consiglio comunale, contro il sindaco Landriscina e le dure accuse rivolte all'amministrazione, nella serata di sabato 16 febbraio 2019 è arrivata la replica di Palazzo Cernezzi che riportiamo integralmente.

Le gravi e artificiose dichiarazioni rese oggi alla stampa di un Consigliere Comunale impongono questo comunicato per ristabilire la verità lesa.

Il Comune di Como insieme agli altri 22 Comuni dell’Ambito di Como nel mese di dicembre 2018 hanno costituito un Azienda per la gestione di alcuni dei servizi erogati alla cittadinanza più debole, nell’ambito dei Servizi Sociali. La costituzione di un ente di gestione dei Piani di Zona, è un ulteriore passo in un percorso iniziato nel 2005 e che nella Provincia di Como è già stato realizzato negli anni passati da tutti i Comuni, mentre in Lombardia sono decine le Aziende costituite (una parte di queste, 34 in rappresentanza di 492 Comuni Lombardi sono solo quelle iscritte alla relativa associazione NEAS). Quello delle Aziende Speciali è dunque una realtà diffusa e funzionante in tutta la Provincia di Como e in tutta la Lombardia e che erogano servizi a milioni di abitanti (3milioni circa solo quelle associate al NEAS).
Obiettivi dell’Azienda sono definiti nell’Accordo di programma del Piano d’Ambito approvato a giugno 2018 da tutti i 23 Comuni che compongono oggi l’Azienda, e tra questi sono posti obietti di erogare i servizi oggi erogati dal Piano di Zona, gestito dal Comune di Como, con più efficienza, costi certi estendendo la quantità di servizi resi ai cittadini.

L’Azienda non si sostituisce ai Servizi Sociali dei Comuni, ma si occuperà solo di una parte di questi, per il Comune di Como, il Consiglio Comunale ha previsto che l’Azienda si occupi dei servizi inerenti il REI, i servizi inserimenti lavorativi e gli affidi. Tutti gli altri servizi continueranno, fino a nuove decisioni del Consiglio Comunale ad essere gestiti dal Comune.

I Comuni che compongono l’Azienda e il Comune di Como, che ha la maggioranza al suo interno continueranno a controllare l’operato degli organi dell’Azienda attraverso l’Assemblea dell’Azienda composta dai Sindaci di tutti e 23 i Comuni, e competente a deliberare su ogni argomento fondamentale, dal budget preventivo, alle modalità di gestione, al bilancio d’esercizio, nonché le condizioni di erogazioni dei singoli servizi alla cittadinanza. I 23 Comuni mantengono dunque il controllo politico e strategico dell’Azienda.

I Servizi sociali non vengono quindi privatizzati. Il Consigliere pone l’attenzione sul fatto che l’Azienda di ente pubblico economico, da questo elemento non deriva, come sembra indicare il Consigliere, l’impossibilità di fare risparmi di spesa, l’Azienda come tutti gli enti è tenuta al pareggio di bilancio. Quanto ai costi dell’Azienda, sarà l’Assemblea formata dai 23 sindaci a definire il budget, e l’Assemblea stessa ha già deliberato che il Direttore percepirà 36 mila Euro l’anno, non 160 come dichiarato dal Consigliere. Oggi i costi per l’erogazione degli stessi servizi sono in gran parte sostenuti dal Comune di Como, che sopporta tutti i costi di struttura e funzionamento dell’Ambito dei 23 Comuni, con il proprio personale, e dal 2000 regala questi servizi agli altri Comuni.

L’Azienda è dunque anche momento di trasparenza perché porterà a fare emergere in modo chiaro tutti i costi necessari per erogare questi servizi, e ripartirli in modo corretto tra tutti i 23 Comuni, non lasciando che questi rimangano esclusivamente a carico del Comune di Como.

L’Azienda non è nata per risparmiare, ma per spendere meglio i soldi che ci sono e cercare di trovare altre risorse partecipando a bandi e finanziamenti ai quali oggi l’esiguo personale che si occupa dei piani di zona (2 persone) non può dedicare tempo.

Quanto all’iter per costituire l’Azienda si ricorda al Consigliere che non solo il Comune di Como, ma 23 Sindaci, 23 Giunte, 23 Consigli Comunali (in diversi casi all’unanimità), 23 Segretari Comunali e 23 tra Dirigenti e Responsabili e 21 Organi di Revisioni hanno considerato corretto l’iter e la costituzione dell’Azienda, e a questi si aggiunge anche il notaio che ha rogato l’atto pubblico, certificando la correttezza della costituzione, assumendosene al pari di tutti i soggetti sopra rappresentanti la responsabilità delle proprie decisioni e atti.

Il rispetto per la professionalità e il senso di responsabilità di queste centinaia di Amministratori di ogni colore politico e funzionari dovrebbe di per sé ridurre la portata delle dichiarazioni di un solo Consigliere.

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