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Martedì, 16 Aprile 2024
Politica

Tutti assolti per l'incursione skinhead a Como Senza Frontiere, Arci: "Surreale e ingiusto"

La sentenza in appello: il fatto non sussiste

Tutti assolti i militanti di estrema destra che il 28 novembre 2017 avevano fatto irruzione nel Chiostrino di Sant'Eufemia a Como durante una riunione di Como Senza Frontiere. In 13 erano stati condannati in primo grado dal tribunale di Como, ma la sentenza d'appello ha completamente ribaltato le cose. Il fatto non sussiste. 

L'esito del processo di secondo grado ha, dunque, lasciato interdette associazioni e  forze politiche di sinistra, sopratutto coloro le quali quella sera del 28 novembre di cinque anni fa si sono visti praticamente accerchiare durante una riunione dai militanti skinheads che hanno voluto leggere un loro comunicato. 

Sulla sentenza d'appello Arci esprime grandissime perplessità e sconcerto: "Siamo scossi e turbati dalla sentenza nel processo di secondo grado ai neofascisti del Veneto Fronte Skinhead che irruppero in una riunione di Como senza frontiere, circondando i/le partecipanti e imponendo l’ascolto di un proclama farneticante. L’Arci è parte della Rete Como senza Frontiere e ha collaborato alla su nascita e crescita condividendo l’obiettivo comune di lotta al razzismo, alle discriminazioni, al neofascismo che sono aspetti diversi della stessa brutalità politica". Nel comunicato di Arci si legge inoltre: "Dovere prendere atto oggi della sentenza di appello che assolve i responsabili dell’azione squadrista perché “il fatto non sussiste” ci sembra non solo surreale e ingiusto, ma anche foriero di ulteriori violenze squadriste. È gravissimo infatti che l’intimidazione e la violenza politica non venga riconosciuta in Secondo grado come reato, e preoccupa che siano state ignorate le parole chiare della procuratrice generale al processo di secondo grado che nel chiedere la conferma delle condanne ha ricordato la Costituzione. Attendiamo le motivazioni dell’imprevista e imprevedibile sentenza della seconda sezione penale della corte d’appello, convinti che tale sentenza debba avere come risposta un ancora più grande impegno dell’Arci per l’affermazione dei valori della Costituzione nata dalla resistenza".
La nota stampa è firmata da Gianpaolo Rosso, presidente Arci Como, Massimo Cortesi, presidente Arci Lombardia e Walter Massa, presidente Arci nazionale.

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