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Approvata la vendita delle farmacie comunali di Como

Approvata la vendita delle farmacie comunali di Muggiò e Sagnino, non senza polemiche. Presenti in aula durante la discussione e la votazione anche le dipendenti delle due farmacie accompagnate dall'avvocato Giuseppe Gallo. Infatti, la discussione...

Approvata la vendita delle farmacie comunali di Muggiò e Sagnino, non senza polemiche. Presenti in aula durante la discussione e la votazione anche le dipendenti delle due farmacie accompagnate dall'avvocato Giuseppe Gallo. Infatti, la discussione della delibera proposta dalla giunta del sindaco Mario Lucini è stata incentrata soprattutto sul problema dei dipendenti delle farmacie che rischiano di perdere il posto dopo 12 mesi dalla vendita delle due attività.

Hanno votato a favore della vendita tutti i consiglieri di maggioranza, tranne Luigi Nessi e Vincenzo Sapere di Paco-Sel che hanno espresso il loro dissenso rispetto alla decisione della giunta di vendere le farmacie: "Sulle questioni contenute nel programma del sindaco saremo sempre a favore, ma in questo caso, su questa vendita delle farmacie che non era contenuta nel programma, voteremo secondo coscienza, siamo cioè contrari". Hanno votato contro i consiglieri di opposizione presenti, eccetto Alberto Mascetti (Lega) che è uscito dall'aula momento del voto.

Su sette emendamenti presentati è stato approvato solo uno, quello di Laura Bordoli (gruppo misto) che chiedeva di destinare il 20% dei ricavi derivanti dalla vendita delle farmacie alla ristrutturazione degli alloggi delle case comunali sfitte. L'emendamento è stato approvato all'unanimità dopo che è stato modificato da una proposta di Paco-Sel (Sapere e Nessi) che ha chiesto che venissero stanziati per laprecisione 800mila euro dei ricavi della vendita delle farmacie per la riqualificazione degli alloggi comunali.

Le due farmacie comunali sono state così stimate per la base d'asta: Sagnino 1 milione 481mila euro (più ulteriori 120mila euro di merce contenuta) e Muggiò 474mila euro (più ulteriori 70mila in merce). Se l'asta dovesse andare deserta ci sono due possibilità: o un'altra asta con ribasso del 10%, oppure trattativa privata. Nel caso nessuna delle due possibilità portasse all'alienazione delle farmacie la questione tornerebbe in discussione in consiglio comunale. Le farmacie comunali sono in realtà gestite da Como Servizi Urbani (Csu), le cui quote sono al 100% del Comune e che paga all'amministrazione un canone annuo di 260mila euro per la gestione delle farmacie, indipendentemente da quanto fatturino.

La minoranza e Paco-Sel si sono espressi fermamente contro la vendita delle farmacie, arrivando a parlare di "svendita", soprattuto perché il Comune dovrà sostenere la spesa di 12 mesi di stipendi dei dipendenti che avranno, quindi, un anno di occupazione garantito, ma il cui costo del lavoro non sarà carico degli acquirenti privati che potrebbe acquistare le farmacie.

Luca Ceruti (M5S): "Ci opponiamo alla svendita delle farmacie, dovrebbero essere un bene da valorizzare.

Bordoli (gruppo misto): "E' un grave errore che sta compiendo la maggioranza nel vendere le farmcie. Se continuiamo a rinunciare delle entrate correnti, come quelle apportate dalle farmacie, bisogna andare ad agire sulle sacche di inefficienza che ci sono nell'amministrazione comunale. Stiamo svendendo un pezzo di Como che avremmo potuto lasciare ai nostri figli. Csu che gestisce le farmacie ha dovuto spendere 50mila euro per rifare le strisce blu dei parcheggi e dovrà spenderne più 200mila per il buco generato dalla grande mostra del 2013".

Luigi Nessi (Paco-Sel): "A Muggiò e Sagnino la presenza della farmacia ci sembra essenziale, anche per l'assenza di medici di famiglia".

Mario Molteni (Lista Per Como): "Mi fa arrabbiare vedere disinteresse nei confronti dei dipendenti delle farmacie che dopo 12 mesi potrebbero non avere più un posto di lavoro".

Alessandro Rapinese (Adesso Como): "Svendete le farmacie perché non soo soldi vostri - ha detto rivolto alla giunta e al sindaco Lucini - perché se le farmacie fossero state vostre non le avreste mai vendute a questo prezzo".

Stefano Legnani (PD): "'è un perito professionista che ha messo la faccia sulla perizia, quindi nessuno, senza prove contrarie, può permettersi di dire che stiamo svendendo le farmacie".

Marco Servettini (Amo la Mia Città): "Sono favorevole alla vendita delle farmacie. Non credo che ancora oggi ci sia una valenza sociale di queste due farmacie. Secondo me i cittadini di Sagnino e Muggiò non sanno nemmeno che siano due farmacie comunali. In dieci anni le faramcie hanno portato alle casse comunali 2 milioni e 600 mila euro, ma hanno portato un rosso a Csu di 1,2 milioni di euro".

Enrico Cenetiempo (Pdl): "Stiamo imparando con questa vendita che esistono lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Credevo che il cdntrosinistra avesse a cuore i dipendenti delle farmacie comunali. Nessuno ha mai detto che le perizie delle farmacie non siano vere, ma crediamo che la cifra della stima sia una base di partenza e non di arrivo. La giunta doveva avere più coraggio e mettere il personale dipendente a carico di chi comprerà le farmacie".

Marco Tettamanti (Como Civica): "Non ritengo che il servizio di farmacia debba essere svolto dal Comune. Pur nella sua valenza sociale per la collettività è un servizio che anche la gestione privata può svolgere, forse anche in modo più efficace".

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