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Il sogno dei giovani di Fridays for Future: una Como senza auto in centro città

Il gruppo ambientalista contesta la realizzazione del nuovo parcheggio in via Regina Teodolinda

Un banale parcheggio può diventare spunto di dibattito e occasione per mettere a confronto diverse (per non dire opposte) concezioni di città. Un banale parcheggio può anche fare emergere esigenze e desideri contrastanti nella popolazione della zona in cui viene realizzato. E' il caso del nuovo parcheggio di via Regina Teodolinda sull'area dell'ex centro di accoglienza.
In molti a Como chiedono da tempo nuovi posti auto. Li chiedono, per esempio, le categorie dei commercianti e degli artigiani che animano il tessuto economico della città e che per questo chiedono nuovi posteggi per favorire l'afflusso di clienti e consumatori. C'è però chi ha una visione diversa di città e la vorrebbe vedere priva di auto. Certo, tutti odiano le code dell'ora di punta o dei giorni festivi in cui il centro vieno preso d'assalto da turisti e visitatori provenienti da fuori città o addirittura da fuori provincia, ma non a torto qualcuno fa notare come e quanto i mezzi pubblici a Como e provincia siano ancora troppo poco concorrenziali all'auto.
A sognare un futuro senza auto nella lacustre Como sono soprattutto i giovani. In special modo gli attivisti del gruppo Friday for Future di Como che non ha perso occasione di esprimere la propria posizione sul nuovo parcheggio di via Regina Teodolinda attraverso una nota stampa:

Il gruppo Fridays For Future di Como esprime forte dissenso per la trasformazione in parcheggio pubblico dell’ex centro accoglienza migranti di San Rocco da parte del comune. Mentre i livelli di polveri sottili sono in continuo aumento, l’amministrazione cittadina non trova di meglio che dare una mano a farli salire ulteriormente, disinteressandosi della grave situazione ambientale e della salute della cittadinanza.

L’amministrazione di Parigi ha scelto recentemente di decostruire entro il 2030, la tangenziale esterna alla città per farci una vera e propria ciclabile nel verde. A Oslo hanno chiuso, a partire dal gennaio 2019, il centro città a tutte le auto (siano esse alimentate a diesel o a benzina). Pesaro ha realizzato una bicipolitana, ovvero una metropolitana in superficie, dove le rotaie sono i percorsi ciclabili e le carrozze sono le biciclette. 

Non servono alla nostra città nuovi posteggi che attrarranno nuove auto, serve un sistema di mobilità radicalmente diverso. Noi come gruppo, vediamo piste ciclabili e viali alberati, laddove oggi ci sono strade e traffico. Vediamo al posto dei mezzi privati, un trasporto pubblico più frequente, più capillare e più integrato.

Cosa aspettano i nostri politici a permettere finalmente ai cittadini di muoversi con mezzi sostenibili?

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