Mercoledì, 16 Giugno 2021
Viabilità Via Milano

Como, via Milano alta chiusa alle auto di mattina: divieto solo per fare cassa

Lo sostiene l'Associazione Civica Utenti della strada che chiede la riapertura

L'ingresso di via Milano Alta a Como in un'immagine di archivio

Riaprire via Milano Alta a Como anche di mattina: nella polemica che in queste settimane sta infiammando la città a proposito della possibilità di eliminare la limitazione oraria al transito della auto (vietato dalle 7 alle 9 del mattino) interviene anche l'Acus, l'Associazione Civica Utenti della Strada. 

La sperimentazione


Il sindaco Mario Landriscina si è detto favorevole a una sperimentazione che prevede l'eliminazione del divieto per verificare gli effetti sulla viabilità con lo spegnimento della telecamera che registra i trasgressori: il provvedimento era stato preso dalla precedente amministrazione per agevolare il transito dei bus che però rimarrebbero comunque incolonnati in via Napoleona.
Ancora non si sa quando partirà la sperimentazione nè quanto durerà: andrà fatta - spiegano da Palazzo Cernezzi- in accordo con Asf che dovrà monitorare gli effetti sui tempi di percorrenza dei bus e con Csu per i parcheggi. Inoltre verranno intervistati i commercianti per capire come l'esperimento abbia influito sui loro affari.
Molti gli automobilisti che passano comunque fuori orario, come testimoniano i circa 200mila euro all'anno incassati dal comune dalle multe dei trasgressori. 

La mobilitazione degli utenti della strada

Sulla questione lunedì 22 gennaio 2018 è intervenuta l'Acus con un comunicato ufficiale firmato dal presidente Mario Lavatelli: "La sanzione - si legge nella nota- costituisce un incentivo al rispetto del diritto da parte della collettività. Ciò implica un rapporto tra norma primaria e norma secondaria, vale a dire tra la norma che impone o vieta un comportamento e la norma che ne garantisce l’imperatività. Il rapporto funziona correttamente, nel rispetto del principio di legalità, se la norma primaria è ed appare giusta. In materia di viabilità la giustizia della norma primaria riguarda la sua rispondenza a criteri di razionalità, in assenza gli utenti della strada la ritengono sostanzialmente ingiusta. Tale convincimento non ne giustifica la trasgressione, ma l’abrogazione".

Questo, secondo l'associazione, vale, per la disciplina della viabilità in via Milano alta, "con la conseguenza che l’elevato numero delle trasgressioni ne dimostra l’irrazionalità e cioè il contrasto con le esigenze degli utenti della strada che dalle sette alle nove sono costretti a trasgredire per circolare. Resta fermo - prosegue il comunicato- che una disciplina ingiusta determina l’ingiustizia della sanzione che dovrebbe garantirla ed incentivarne il rispetto. Rimane solo, allora, il risultato “utile” del pagamento delle sanzioni da parte dei malcapitati trasgressori".

Dal 1° gennaio al 31 ottobre 2017 le vetture passate fuori orario e multate sono state 7.798: di queste hanno pagato la sanzione 4.031 automobilisti, per un incasso per il comune di oltre 185mila euro. 

"Risultato “utile” - continua l'Acus- ma ingiusto e, quindi, in contrasto con l’interesse pubblico da perseguire in materia viabilistica. “Fare cassa” ingiustamente costituisce un illecito, come dichiarato dalla Corte di Cassazione (Cassazione penale 22158/12) per gli “autovelox” nascosti. Pertanto - conclude- si valuti l’eliminazione del divieto di circolazione durante la fase di sperimentazione, per i suoi effetti di natura viabilistica e non per la mancata remunerazione del Comune".

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