Sciopero dei trasporti il 17 maggio: treni fermi, a Como bus Asf regolari. Gli orari

A Milano a rischio metro, autobus e tram: tutte le informazioni e le fasce di garanzia

Venerdì nero in arrivo il 17 maggio 2019 a causa dello sciopero generale dei trasporti: un'aigtazione indetta dall'unione sindacale di base che rischia di mandare nel caos treni e mezzi pubblici, soprattutto a Milano, con pesanti disagi per i pendolari comaschi.

Lo sciopero dei treni Trenord: gli orari

Come si legge sul sito ufficiale dell'azienda, allo sciopero indetto dalle 9 alle 17 "potrà aderire il personale di Trenord e del gruppo Ferrovie dello Stato. Il Servizio Regionale, Suburbano, la Lunga Percorrenza e il servizio Aeroportuale, potranno subire variazioni e/o cancellazioni".

Non coinvolte le fasce orarie di garanzia, "dalle ore 06:00 alle ore 09:00 e dalle ore 18:00 alle ore 21:00". Viaggeranno i treni che, con orario di partenza dalla stazione di origine anteriore alle ore 09:00, abbiano arrivo nella destinazione finale entro le ore 10:00.

Autobus sostitutivi "no-stop"saranno istituiti limitatamente ai soli collegamenti aeroportuali di "Milano Cadorna - Malpensa Aeroporto" e "Malpensa Aeroporto - Stabio" in caso di non effettuazione dei treni. Da Milano Cadorna gli autobus partiranno da via Paleocapa 1.

Rischio disagi anche per Trenitalia e Italo.

Asf: a Como niente sciopero dei bus

Come ha fatto sapere l'ufficio stampa di Asf autolinee, gli autobus a Como non sono coinvolti nello sciopero. I comaschi che usano il bus per muoversi nella provincia possono dunque stare tranquilli.

Sciopero dei mezzi a Milano

Disagi in vista, invece, per i tanti comaschi che si recano a Milano quotidianamente per studio o lavoro: nel capoluogo venerdì 17 maggio sono a rischio i mezzi Atm, metro, bus e tram, che potranno fermarmi per quattro ore dalle 18 alle 22.

Le motivazioni dello sciopero

Lo sciopero, ha spiegato Usb, è stato indetto “a tutela e per garantire il reale esercizio del diritto di sciopero, contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle imprese di trasporto, per la salute e sicurezza delle operazioni a tutela dei lavoratori e utenti, contro il sistema degli appalti indiscriminati, per la definizione di una reale politica dei trasporti in Italia e per l’avvio dei tavoli sulla riforma dei settori, per ottenere politiche contrattuali realmente nazionali, per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e per la piena occupazione e contro la precarietà”. 

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