Como, maxi progetto per far rinascere il bosco del San Martino: anche un percorso sospeso tra gli alberi

Diverse le aree interessate dentro e fuori la città collegate da "corridoi verdi"

Il progetto

Un maxi progetto che promette di rendere fruibile per la città e per i turisti il bosco dell'ex ospedale psichiatrico San Martino di Como, abbandonato da 40 anni, integrandolo in un sistema verde più ampio: è quello presentato venerdì 7 settembre 2018 in una conferenza stampa a Palazzo Cernezzi.

Il progetto, del valore di 1milione e 120mila euro, si chiama #ponteverde, e vede la Spina Verde come nodo della connessione ecologica est-ovest delle aree protette comasche. Progetto che parteciperà al bando Capitale 2018 indetto da Fondazione Cariplo, in scadenza il prossimo 13 settembre.

Si tratta di un intervento di grandi dimensioni che vede coinvolti il Parco Spina Verde, il comune di Como, Asst Lariana, Ats Insubria, Ersaf e Regione Lombardia.

Il progetto

Il Parco Spina Verde ha individuato nella propria pianificazione i collegamenti strategici per la rete ecologica, ovvero quei corridoi verdi (cosidetti varchi) che connettono l’area protetta ad altri sistemi verdi.
Tra questi vi è il corridoio rappresentato dal Bosco del San Martino di Como, esterno dal Parco, che dal Monte Goi permette il collegamento ecologico con il Triangolo Lariano.
Ersaf ha focalizzato la propria attenzione sul medesimo comparto, all’interno di un più ampio progetto strategico per l’individuazione e la creazione di sistemi forestali urbani all’interno dell’ambito regionale.
Il Bosco San Martino, per caratteristiche naturali, rappresenta una foresta urbana.

L’obiettivo di costituire una foresta urbana risulta fortemente coerente con le finalità di miglioramento ambientale volte a potenziare la rete ecologica locale.

Spina Verde ed Ersaf hanno quindi valutato la opportunità di trovare finanziamenti alternativi e/o integrativi alla contribuzione degli Enti locali per l’attuazione del progetto. Il Bando Cariplo Capitale Naturale 2018, in scadenza il prossimo 13 settembre, è apparso sin da subito lo strumento adatto allo scopo. Regione Lombardia, nella persona dell’Assessore Rolfi, ha quindi coordinato la costruzione dell’intesa tra gli Parco, ERSAF, Comune di Como e gli enti “regionali” ASST e ATS, proprietari delle aree del San Martino.

Gli interventi

Il progetto si sviluppa su 5 interventi che interessano il varco Valmulini, il varco Oltrecolle, il varco di Cardano, il Bosco San Martino e l'ecocentro di Cardano.

Il primo intervento, quello del varco Valmulini, è in territorio di Ronago e prevede il recupero di un sottopasso esistente sotto la provinciale 45; il secondo riguarda il varco lungo la via Oltrecolle dove esiste un sottopasso che può essere usato per il passaggio della fauna e verrà riqualificato.

Il terzo varco è a Cardano su terreni recentemente acquistati dal Parco Spina Verde da un fallimento: circa 170mila metri quadrati di bosco acquistati al prezzo irrisorio di 130mila euro, ma con un valore di almeno 700-800 mila euro. In quest'area è previsa la costruzione di circa un chilometro di percorsi aerei, realizzati in altezza per vedere le chiome degli alberi. Un collegamento didattico sugli alberi, come è stato spiegato durante la conferenza stampa, un percorso emozionale molto importante anche a livello turistico.

Nell'area centrale prevista anche la realizzazione di due strutture a impatto zero destinate a diventare un piccolo museo del legno, che racconti la storia e l'evoluzione della Spina Verde, e l'altro un laboratorio per ricerche scientifiche e attività di educazione ambientale, che potranno essere utilizzati anche per ospitare i ricercatori.

Il bosco del San Martino

L'ultimo intervento, quello più atteso, riguarda il bosco del San Martino: "Un'area con caratteristiche particolari - ha spiegato Alessandro Rapella di Ersaf- di cui la fruizione deve restare garantita. L'area del San Martino è importante perchè si tratta di 8 ettari di superficie nella città e punto di connessione strategico tra le aree che ci sono con i boschi subito a sud e altre di interesse naturalistico,come quella del Cosia e il Triangolo Lariano. Questi 40 anni di abbandono e di non intervento nell'area - ha proseguito Rapella- hanno portato a un'invasione di vegetazione arborea e arbustiva e l'area è diventata uno scrigno di biodiversità e interesse naturalistico non indifferente considerando che siamo in una città".

L'approccio -hanno spiegato- sarà quello della forestazione urbana, quindi rispetto della natura ma con un minimo di infrastrutture per garantire la fruizione, a cittadini e turisti, ma soprattutto alle persone con disturbi psichici (si pensa ad esempio a un percorso di forest therapy) e alle scuole.

Prevista quindi la realizzazione di percorsi "obbligati" da seguire, aree di sosta e relax, il tutto reso più sicuro da impianti di illuminazione e di videosorveglianza, oltre che di controllo effettuato dalle guardie ecologiche volontarie.

"Non sarà un parco - ha precisato Rapella - ma un bosco urbano con una configurazione particolare: quindi aperto liberamente ma con percorsi obbligati e la configurazione di una foresta. Per Como sarà un gioiellino". 

I tempi

Dopo la presentazione del bando bisognerà attendere una risposta ceh verosimilmente arriverà per fine anno. Per il bosco del San Martino si è nella fase del progetto preliminare, per il resto già in quella di progetto definitivo. Un attesa di sottoscrivere la convenzione con Fondazione Cariplo verranno stesi i progetti esecutivi, poi la fase degli applati. Il progetto è triennale e l'ipotesi degli ideatori è di rendere fruibile il bosco del San Martino tra la fine dal 2020 e l'inizio del 2021. Il bando prevede la copertura del 75% del progetto, il resto delle risorse verranno messe principalmente dal Parco Spina Verde. 40mila euro il contributo del comune di Como.

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