Scuola Via Andrea Alciato

Chiusura asilo Sant'Elia, lettera dei genitori al comune: "Nessuna comunicazione, dove andranno i bambini?"

Necessari lavori urgenti, ma perplessità delle famiglie sulle scuole alternative individuate e paura per il futuro dell'asilo

L'asilo Sant'Elia di Como

La notizia della chiusura dell'asilo Sant'Elia di Como per lavori fino a Pasqua 2020 ha sconvolto i genitori degli 80 bambini che frequentano la struttura di via Alciato.
Il gioiello razionalista di Giuseppe Terragni, infatti, secondo l'annuncio del Comune, chiuderà da giugno a Pasqua del prossimo anno per lavori urgenti al controsoffitto, da fare sotto il controllo della Soprintendenza e d'intesa con l'archivio Terragni. 
Un fulmine a ciel sereno per le famiglie a pochi giorni dalla chiusura dell'asilo per le vacanze estive e senza nessuna certezza, al momento, per quanto riguarda il nuovo anno scolastico.

E così i quattro rappresentanti di classe delle quattro sezioni della scuola hanno preso carta e penna (virtuali) e hanno scritto sabato 22 giugno 2019 una mail indirizzata all'assessore all'istruzione Angela Corengia, al vicesindaco Alessandra Locatelli e, per conoscenza, alla dirigente scolastica Valentina Grohovaz.

Le paure dei genitori

Una lunga lettera in cui in primis lamentano il fatto di non aver ricevuto, ad oggi, nessuna comunicazione ufficiale in merito alla chiusura, nè dal comune nè dalla scuola. E poi esprimono le loro perplessità sulle strutture che sarebbero state individuate dal Comune per sistemare i loro figli e preoccupazione per il futuro dell'asilo, con il timore che, una volta sistemato, venga destinato ad altri scopi e non più ad asilo, lasciando sguarnito il popoloso quartiere.

Chiari i timori: le scuole dove potrebbero essere ricollocati i bambini sarebbero o troppo piccole, o troppo lontane e scomode per le famiglie del quartiere o ritenute inadatte, come spazi e servizi, ad ospitare bimbi così piccoli. Meglio, propongono, utilizzare la sede attuale dell'Università della Terza Età e dello Spazio Gioco di via Palestro.

"Siamo considerati l’asilo degli extracomunitari -sbotta Elena Albonico, una delle rappresentanti che hanno redatto la lettera- il Sant'Elia è considerato l’asilo del ghetto perchè 80% delle famiglie è straniera, ma non è giusto. Le maestre sono bravissime ed è bello vedere bambini di cultura diversa che giocano senza pregiudizi. Eppure siamo visti come un asilo di serie D".

La lettera dei genitori al comune di Como

Ecco la lettera, che riportiamo integralmente.

Buongiorno Assessore,

siamo le rappresentanti di classe dell’asilo Sant’Elia e vorremmo sottoporle alcune perplessità circa il trasferimento degli 80 bambini che frequentano questa struttura, a causa degli imminenti lavori di ristrutturazione.

Abbiamo appreso dai media che l’asilo a settembre non riaprirà: se questa notizia fosse fondata, sarebbe inaccettabile la mancata comunicazione ai genitori e alle docenti.

Da quello che emerge siete in cerca di una struttura adatta tra le tre disponibili. Avremmo alcune perplessità a riguardo:

1. scuola media Virgilio non ci sembra adatta a causa degli spazi non idonei ad ospitare bambini così piccoli

2. Asilo salita cappuccini: in questo caso le perplessità sono di duplice natura A)strutturale - si tratta di un asilo piccolo che ospita già altri bambini e abbiamo il fondato timore che non sia in grado di accogliere un numero così elevato di pargoletti. B ) logistico - è fin troppo evidente che la scelta di una scuola materna, è dettata principalmente, se non esclusivamente, dalla vicinanza alla propria abitazione o ufficio. Bisogna anche considerare che molti dei genitori dei bambini che frequentano il nostro asilo non hanno la macchina e quindi spostarsi con carrozzine e passeggini vari (molti hanno fratelli appena nati) provocherebbe un disagio enorme.

3. Scuola elementare Severino Gobbi - parlando con mamme di bambini che frequentano questo istituto si segnala non ci sono spazi sufficienti x ospitare i bambini e soprattutto la mensa non reggerebbe l'impatto di 100 persone in più (tra bambini e docenti ed ATA), già si fanno due turni; i bagni sono inadatti e le scale poco sicure senza presenza dei cancelletti.

A questo punto vi chiediamo: come già fatto in precedenza, non sarebbe più opportuno spostare momentaneamente l’università della terza età presso la scuola media Virgilio e utilizzare quella struttura insieme a quella occupata dallo spazio gioco per ospitare i bambini del Sant Elia?

Vorremmo inoltre sottoporLe un altro quesito: l’asilo riaprirà?
Abbiamo il timore che in seguito alla ristrutturazione, la struttura venga chiusa per essere destinata ad altro uso, dato che in Italia niente è più definitivo di quello che nasce come provvisorio (si vedano controsoffitti “provvisori” messi nella Severino Gobbi e nella Virgilio per risolvere il problema della caduta di intonaco è mai più tolti???).

Speriamo che non siano necessari articoli in prima pagina (vedi il caso delle tende) per evitare che 80 bambini vengano trattati come pacchi: i concetti di integrazione e solidarietà vanno applicati in concreto e non a parole.

Concludiamo con una citazione: Il mondo cambia con il tuo esempio, non la tua opinione.

Sperando di ricevere una sua cortese risposta in merito porgiamo

cordiali saluti

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