Venerdì, 30 Luglio 2021
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Le 10 migliori gite in zona gialla sul Lago di Como

I borghi, le camminate, i rifugi, gli angoli e i luoghi misteriosi da visitare sul Lario

Lago di Como (Foto m/p)

Da domani, domenica 13 dicembre, la Lombardia è promossa in zona gialla. In altre parole cade il divieto di muoversi liberamente all'interno del proprio Comune: tra  le 5 e le 22 ci si piò spostare liberamente nella propria regione senza dover dare alcuna motivazione. Ecco allora che torna così la possibilità in questi ultimi giorni d'autunno di pensare a una gita domenicale lontano dalla città. Una piccola guida per trascorrere questa domenica di dicembre all'insegna delle leggende, dell'arte e della bellezza del Lario, tra ville e fantasmi, camminate, escursioni in bici, rifugi e molto altro ancora in questa giornata dominata dal sole. 

1 - Borgo di Rogaro

Ripartiamo dal Lago di Como. Per la precisione dalla  splendida Tremezzina dove troviamo Rogaro, un incantevole borgo in cima ad una collina da cui si gode un meraviglioso panorama del lago di Como. Spesso anche un angolo del Lario così frequentato può nascondere un tesoro come questo nucleo antico dell’abitato. Per raggiungerlo occorre parcheggiare l'auto a pochi passi sulla strada che da Tremezzo sale verso Rogaro e farsi indicare la stradina che porta al centro storico del paese -raggiungibile a piedi anche attraverso la sesta tappa della GreenWay, quella da Tremezzo a Griante - costituito da case di epoca settecentesca, riunite intorno alla chiesetta di stile barocco, dove si apre una piazzetta che ha le caratteristiche di un campiello veneziano. Continua.

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2 - Borgo di Dasio

ci trasferiamo sulla sponda italiana del Lago di Lugano. Per la precisione nella splendida Valsolda dove troviamo Dasio, un incantevole borgo a 600 metri d'altezza, che si incontra quando finisce la strada che conduce a questo "picccolo mondo antico" così tanto amato da Antonio Fogazzaro. Durante la dominazione spagnola il municipio, come tutti gli altri della valle, disponeva di poteri limitati dato che esigenze pratiche di vita comune avevano fatto sì che la gran parte delle funzioni pubbliche fossero gestite in comune dal consiglio generale della Valsolda. Nel 1786 Dasio entrò per un quinquennio a far parte della Provincia di Como, per poi cambiare continuamente i riferimenti amministrativi nel 1791, nel 1797 e nel 1798. Nel 1799 contò 99 anime, e fu portato definitivamente sotto Como nel 1801. Continua

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3 - Borgo di Corenno Plinio

Soppressa la pieve già dal 1797 all'arrivo delle armate rivoluzionarie francesi, la valle ritrovò ben presto la sua unità amministrativa mediante la fusione di tutti i comuni in un'unica entità alla proclamazione del Regno d'Italia nel 1805. Il ritorno degli austriaci significò comunque lo scioglimento di tutte le unioni, e per Dasio si aprì più di un secolo di amministrazione separata. Nel 1853 la località risultò essere popolato da 127 anime, scese a 118 nel 1871. Nel 1921 si registrarono 193 residenti. Fu il regime fascista a decidere nel 1928 di sopprimere definitivamente il comune restaurando l'antica unità della valle, creando così il Comune della Valsolda. Corenno Plinio è una piccola località lacustre sita sulla sponda orientale del Lario a metà strada tra i comuni di Dervio e Dorio, lungo la provinciale 72. Comune autonomo fino al 1927, viene annesso a Dervio secondo quanto disposto dal Regio Decreto 11 dicembre 1927, n. 2506, passando di conseguenza al grado amministrativo di frazione. Il centro abitato sorge su un piccolo promontorio che si getta dolcemente nelle acque del lago, sormontato a est dall'imponente mole del Monte Legnone. Corenno Plinio occupa ufficialmente il 57° posto tra  I Luoghi del Cuore FAI, grazie al lavoro del Comitato "Corenno nel cuore" rappresentato da Davide Vassena, già sindaco di Dervio. Continua.

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4 - Isola Comacina

Forse quello dove sorge l'Isola Comacina è uno degli angoli più belli del Lago di Como. Un gioiello delle Tremezzina, piccolo paradiso per chiunque ami solcare il Lario in barca. Un incanto che non smette di attirare attenzione su di sè, proprio lì dove l'acqua del lago si fa ancora più dolce. Un fascino intatto, seppure quest'isola meriterebbe ancora più cura, ad inizare dai pontili dove si attracca. Appena si sbarca, forse complice la pandemia, oggi si è infatti pervasi da un senso di abbandono, non solo per la Locanda chiusa. Anche la bellissime case degli artisti sembrano svuotate dallo spirito con cui sono nate e lassù in cima, dove sorge la chiesa il silenzio è quasi spettrale. Ma godersi l'isola in queste condizioni, senza l'assalto dei turisti, ha ovviamente un fascino incredibile. La sua storia è millenaria e forse in pochi la conoscono davvero. Continua

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5 - Orrido di Nesso

Certamente l'Orrido di Nesso è una delle mete più fotografate della sponda del Lago di Como che corre fino a Bellagio. Con la sua cascata imponente scorre in una gola rocciosa naturale scavata dalle acque del Pian del Tivano. Un torrente in cui confluiscono le acque del Touf e del Nosè, che poi prosegue anche sotto quelle del lago.  Visibile dal piazzale di Nesso lungo la provinciale SP583 nella direzione da Como a Bellagio o, meglio, dall'antico ponte della Civera sul lago. E' anche possibile arrivare dal lago in barca, alcuni battelli della linea Como-Colico fermano a Nesso. Lo spettacolo è notevole soprattutto in in autunno o dopo recenti e abbondanti piogge, come in questi giorno, che arricchiscono le sue acque fuoriose. Bianche e spumeggianti cascate si incontrano all'inizio della gola con un gioco d'acqua veramente scenografico; poi, unite le loro forze, le acque si gettano verso il vicino lago saltando nell'abisso, mostrando lo spettacolo della roccia nuda incisa dalla furia dell'acqua. Continua.

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5 - La Villa dei Fantasmi

A svelare i segreti e la magia in cui è avvolta Villa de Vecchi ci ha provato anche Atlas Obscura, il popolare magazine americano - fondato dall'autore Joshua Foer e dal documentarista Dylan Thuras - attualmente guidato dal giornalista David Plotz. Con un servizio dedicato alla decadente dimora che si nasconde inquitetante tra la ricca vegetazione che si alza sulla costa est del Lago di Como, nello specifico a Cortenova, il reporter ha provato ad addentrarsi nelle leggende che avvolgono queste mura che si dice siano abitate solo dai fantasmi.  Villa De Vecchi, soprannominata Casa Rossa per via del suo originario colore, fu voluta da Felice De Vecchi, uno dei protagonisti del Risorgimento italiano. Spettacolari erano gli arredamenti; il conte aveva infatti una grande passione per l'oriente e aveva guarnito la villa con molti oggetti provenienti da varie parti del mondo. Continua.

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7 - La magia del Ponte del Diavolo

In particolare sulla sponda che corre da Como fino a Bellagio, si respira ancora aria di diavoli e streghe. Basti pensare a Fendin, la canzone di Davide Van De Sfroos ambientata a Torno, e alle tante leggende che ancora aleggiano sul Lago di Como. Tra le più interesssanti e ancora vive nella memoria collettiva dei suoi abitanti, c'è quella del "Ponte del diavolo" di Lezzeno, lungo quel tratto di strada scavato nella montagna che corre come una ferita fino alla "perla del Lario".  Costruito negli anni che vanno dal 1911 al 1917, diede lavoro a parecchi operai del paese, orgogliosi di aver partecipato a un’impresa necessaria ma difficile e pericolosa, visto che il luogo dove del cantiere era uno strapiombo sul lago quasi inaccessibile. La leggenda narra che durante realizzazione della struttura - così importante per lo scorrimento del traffico proveniente da Como e diretto a Bellagio e viceversa - l’ingegnere responsabile dei lavori, viste le numerose difficoltà incontrate durante la realizzazione - non sapeva più a quale santo rivolgersi. Continua.

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8 - I misteri di Fiumelatte

C'è un'altra luogo pieno di fascino e leggenda. Ci troviamo ancora sul lago di Como ma sulla sponda che costeggia il ramo lecchese, per la precisione quel breve tratto appena prima Varenna, quell'incantevole paesino che guarda Bellagio senza invidia. Ed è qui che troviamo il corso d'acqua fortunatamente denominato "ll fiume più breve d’Italia", vale a dire Fiumelatte, diventato ormai una meta turistica per tutti gli amanti delle leggende di lago. Il fiume nasce da una grotta nascosta nella fitta vegetazione e prima di tuffarsi nel Lario percorre una distanza di soli 250 metri , magari non così pochi per meritarsi il titolo nazionale (che pare appartenere a un torrente del Garda) ma abbastanza per fare del sano marketing territoriale. Anche perché non è la brevità a far la fortuna di Fiumelatte. Ben più interessante e misterioso è invece il fatto che nonostante le ripetute spedizioni di geologi, nessuno sia ancora riuscito ad individuarne la sorgente e quindi a spiegarne l’intermittenza. Si dice che Fiumelatte inizi a scorrere il 25 marzo di ogni anno e smetta il 7 ottobre, segnatevi la data. In altre parole, e da qui il suo fascino, appare e scompare come un fantasma. Continua.

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9 - Le camminate più belle

Visitare il Lago di Como a partire dalle camminate e dalle escursioni che portano nei punti più panoramici del Lario o alla scoperta di sentieri pieni di storia e natura, è una meravigliosa esperienza in tutte le stagioni.  Il Lario non ha certo bisogno di presentazioni: è uno dei più belli d’Europa e uno dei più popolari e gettonati tra i turisti internazionali, ma anche per chi si sposta per una gita fuori porta. Ma lago di Como non è solo ville, vip e gite in barca: tra le forme di turismo non bisogna dimenticare quello degli escursionisti, degli amanti del trekking o anche solo di chi vuole fare una passeggiata alla domenica con la famiglia. Ecco allora, con l’avvicinarsi dell'estate, una piccola lista di camminate che non pretende ovviamente di essere esaustiva, dal momento che gli itinerari e le passeggiate sul lago di Como sono tantissime! Ne abbiamo scelte 5 tra le più "popolari". Non prendetela come una classifica vera e propria (impossibile dire quale sia la migliore!), ma come alcuni suggerimenti di passeggiate, alcune alla portata di tutti, altre leggermente più impegnative, per organizzare una gita fuori porta. Continua

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10 - I migliori rifugi

Giorni che corrono attraverso l'autunno e c'è già chi chi ama salire in quota. Così abbiamo scelto dieci rifugi da raggiungere in poco tempo da Como. Non occorre essere esperti scalatori: queste mete sono facilmente raggiungibili da tutti e non sono necessarie attrezzature particolari in questa bella stagione estiva: occorrono solo un paio di scarponcini da montagna ma soprattutto buone gambe. Molti di questi rifugi sono particolarmente apprezzati dagli amanti della montagna anche nelle belle giornate invernali, tuttavia è l'estate il momento migliore per trascorrere una bella giornata, godendo da queste vette di incredibili panorami. E soprattutto di luoghi mai affollati. Continua.
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