L'arte non si ferma anche quando ci sentiamo "Senza Terra"

Nasce ArtUp, il sostegno di QuiComo agli artisti lariani: Marco Vido presenta Earthless

Earthless

I musei sono chiusi, così come le pinacoteche e le gallerie private. Un momento difficile anche per l'arte. Tuttavia, quella che stiamo vivendo è una stagione ricca di narrazione e di momenti solitari che possono anche essere stimolanti. Gli artisti, che proprio attraverso le loro opere elaborano emozioni, non hanno mai smesso di lavorare e di essere ispirati, ognuno con la propria sensibilità, dalla pandemia. Così abbiamo pensato di offrire loro un momento in cui otresi raccontare attraverso le loro opere. Ragion per cui - anche grazie alla collaborazione con Luigi Cavadini - QuiComo inaugura la galleria virtuale "ArtUp".

Una personale riservata di volta in volta  a tutti gli artisti comaschi e ticinesi che in questi mesi di pandemia non hanno potuto esporre le loro opere. Unica condizione, che i dipinti, le sculture e le fotografie, non siano precedenti al marzo del 2019 e che le opere siano accompagnate dal racconto dei loro autori. Iniziamo quindi con un artista che lavora in città. 

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Earthless, Marco Vido

Da poco più di un anno sto lavorando sul mondo in cui l’uomo non è più: Earthless, senzaterra. Il pianeta privo dell’uomo, o l’uomo “cancellato”. Il pianeta rinnovato in una sorta di “game over”. Il ciclo “Earthless”, costituito da nove pezzi, e un grande pezzo composto da dieci tele, autonome, nasce in un momento particolare in cui l’uomo, nel pianeta esausto, deve chiedersi se la propria presenza è richiesta.

Manca un tempo in cui qualcosa modificherà pur di poco l’equilibrio precario. Il pianeta sopravviverà comunque, modificando le terre, le acque. Tale modifica non porterà al suo collasso, ma alla sola nostra estinzione. “Senzaterra” non è il nostro peregrinare alla ricerca, ma la nostra assenza; senza più noi, senza noi, senzaterra.

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Le tele sono “dipinte” dall’acqua che trascina terre di carboncino e di grafite, che si scontrano con ghiacci di pittura industriale, in cui gli equilibri e i toni sono, a volte, delicati, a volte, intensi a seconda dello stato e dalla pesantezza degli uni e degli altri, dalla massa d’acqua, prive di governo. quasi totale l’assenza del colore, più che colore è sporco. L’acqua è l’elemento primordiale. "Hic fuerunt homines” e “in cauda venenum” sono l’epilogo e la causa della fine nostra esistenza.

Da sempre lavoro sull’uomo, nel senso di umanità, attraverso il dramma di essere per sua natura eternamente alla ricerca della forza e della violenza: la donna e i bambini (The damask’s roses in war, queen ), i popoli (Tibet, Water for Africa, Hearth ), l’uomo (Violence for (or) nothing, King ). 

Nota

Le opere qui "esposte" sono tutte in vendita, chi fosse interessato può conttattare diretatmente l'artista via e-mail: marcovidoart@icloud.com

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