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Grande Mostra a Como, Pablo Echaurren all'ex Casa del Fascio?

La suggestiva proposta di Davide Fent al sindaco Mario Landriscina

Motus (1989), opera di Pablo Echaurren

Comasco, bancario, ma soprattutto grande appassionato d'arte e letteratura. Con il consueto trasporto che lo contraddistingue, Davide Fent ha preso carta e penna, strumenti a lui molto cari, e ha scritto al sindaco di Como Mario Landriscina e al consigliere Franco Brenna, presidente della comissione Cultura del Comune di Como. Il motivo? L'invito ad organizzare una Grande Mostra di Pablo Echaurren all'ex Casa del Fascio, luogo rispetto al quale, come ricorda lo stesso Fent "c'erano state delle apertura da parte dello stesso Comandante dopo la visita a Como di Vittorio Sgarbi su proposta del primo cittadino".
Davide Fent è fiducioso: "Io credo sia possibile, ma de dovessero sorgere problemi potremmo trovare una soluzione comune altrove, visto che anche Villa Olmo in questo momento non è ancora agibile. Tra l'altro sono certo che per Pablo Echaurren ci sarebbe la fila da parte dei grandi player d'arte per aggiudicarsi il bando per l'organizzazione e la gestione dmostra a Como.  "Echaurren - aggiunge Fent - è uno dei più grandi artisti viventi e di sempre. Tra l'altro è il più grande collezionista di opere futuriste, legato a Como anche per la sorte di Filippo Tommaso Marinetti (fondatore del futurismo, ndr) a Bellagio e non solo". Fent conclude pensando già al marketing collegato alla mostra: "Cataloghi, magliette, poster e merchandising di Echaurren, visto l'ambito "pop" all'interno del quale si muove la sua arte sarebbero vendutissimi, una sua mostra attirerebbe moltissimi giovani".  

In attesa che questa splendida suggestione riceva una risposta, fermo restando il fatto che una location ad hoc per questa o altre Grandi Mostre al momento non esiste, cerchiamo di capire meglio chi è l'artista in questione. 
Pablo Echaurren nasce a Roma il 22 gennaio 1951. Figlio di Sebastian Matta, inizia a dipingere a diciotto anni e viene subito scoperto da Arturo Schwarz, patron del dada-surrealismo, titolare all’epoca di una galleria milanese. Tra il 1973 e il 1975 espone a Roma, Milano, Basilea, Philadephia, Zurigo, Berlino, New York, Bruxelles. Sullo sfondo dell’ultima pop art, dell’arte povera, del minimalismo e del concettuale, nei primi anni Settanta mette a punto un proprio universo lessicale in cui confluiscono varie sollecitazioni: il mondo miniaturizzato di Oyvind Fahlström e di Gianfranco Baruchello, il segno dell’antico maestro giapponese Hokusai, le citazioni fumettistiche di Roy Lichtenstein, ma anche le immagini scientifiche dei libri di storia naturale, zoologia e botanica, nonché l’orizzonte dei comics.

L’arte di Pablo Echaurren si svolge in molte direzioni, articolandosi in un continuo altalenare tra alto e basso, dai dipinti ai poster, dai collage alle copertine di libri e ai fumetti, dalle ceramiche agli arazzi e ai gioielli, dal video alla scrittura. Ne discende un’idea dell’artista come artefice a tutto campo, indifferente agli steccati e alle gerarchie che solitamente tendono a comprimere l’attività creativa. Nel 1997 viene nominato Accademico di San Luca. Ma, accademico sui generis, fonda il Partito del Tubo, una sorta di comunità mediatica, che, all’interno del progetto Oreste, è invitato alla Biennale di Venezia nel 1999. Negli anni settanta il suo stile è diventato popolare tra i ragazzi
con la copertina del best seller Porci con le ali, ma il suo rapporto con i giovani è sempre vivo. Infatti, ha curato l’immagine del festival rock Arezzo Wave ed è stato tra i promotori di alcune riviste controculturali.

Il suo lavoro ha sempre mantenuto un intenso rapporto con i movimenti e il sociale. Dall’esperienza di un laboratorio artistico nel carcere romano di Rebibbia è nato il film Piccoli ergastoli, presentato alla Mostra internazionale del cinema di Venezia nel 1997.  Autore di saggi (Controcultura in Italia; Il suicidio dell’arte, 2001; Nel paese dei bibliofagi, 2010), romanzi e racconti (Compagni, 1998; Delitto d’autore, 2002), ha pubblicato anche una serie di biografie illustrate, dedicate a F.T. Marinetti, Tristan Tzara, Picasso, Dino Campana, Ezra Pound, Vladimir Majakovskij e altri ancora. 

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