Lago di Como, camelie protagoniste in giardino a Villa Carlotta

  • Dove
    Villa Carlotta
    Indirizzo non disponibile
    Tremezzo
  • Quando
    Dal 06/04/2019 al 07/04/2019
    Vedi orari Villa
  • Prezzo
    Vedi ingresso villa
  • Altre Informazioni
    Sito web
    villacarlotta.it
Camelie a Villa Carlotta

Dopo la pausa invernale il giardino si anima grazie alla fioritura delle camelie che da sempre colorano il giardino all’italiana di Villa Carlotta. Quest’anno ci sarà una novità perché talvolta succede qualche imprevisto e quindi si deve correre ai ripari. Non sempre però una situazione negativa resta tale, a volte diventa opportunità: lo scorso autunno si è assistito alla caduta di un grande tiglio, abbattuto dai forti venti di fine ottobre, quelli che tanti danni hanno fatto alle foreste dell’Italia del nord. Cadendo, il tiglio ha compromesso una siepe di lauroceraso che si trova nel retro del museo, da qui l’opportunità di riqualificare questa piccola porzione di giardino con l’inserimento in questa aiuola, al posto del lauroceraso e dell’Aucuba japonica, di una serie di esemplari di camelia, che si raccordino, come essenza, con i sieponi di camelie che popolano l’area retrostante la Villa.  Il 6 e 7 aprile, oltre alla visita alle collezioni botaniche, a Villa Carlotta ci sarà un laboratorio di bio cosmesi per realizzare prodotti di bellezza tra cui maschere viso, dentifrici, decotti e molto altro. Sabato 6 ci sarà anche la gita in battello tra Villa Carlotta e Villa Melzi.

Per individuare le cultivar da inserire Villa Carlotta si è affidata all’esperienza della Società Italiana della Camelia, nella persona del Dott. Andrea Corneo, che ha indicato le varietà più pertinenti con il contesto delicato nel quale si andava ad intervenire e che corrispondessero ad esemplari reperibili in vivai specializzati. La scelta si è indirizzata alle cultivar dedicate agli anni del Risorgimento: la motivazione è legata al fatto che nel parco sono già presenti diversi esemplari di Cultivar che testimoniano la passione per le camelie che raccontano, proprio attraverso i loro nomi, un ritaglio patriottico della storia d’Italia.

Una scelta che è in linea con la mission dell’Ente Villa Carlotta che dal 1927 ha il dovere di conservare e valorizzare il patrimonio botanico e artistico affinché tutti ne possano beneficiare. Giovani piante di Camellia che si dovranno acclimatare nel luogo dove verranno messe a dimora e che col tempo cresceranno mantenendo l’anima di un parco, fatto di bellezza, di storia e di passioni come quelle che hanno contribuito a costruire l’Italia di cui tutti si è cittadini. 

Torniamo alle origini. La camelia fu introdotta in Italia alla fine del ‘700: probabilmente la prima giunta nel nostro paese è quella messa a dimora nel giardino inglese della Reggia di Caserta dal giardiniere Graefer. La passione per questo genere e per le specie da cui derivano le moderne cultivar fu alimentata dagli scritti dell’abate Antonio Berlese, che nacque in Veneto ma visse a Parigi, dove divenne uno dei più importanti botanici dell’epoca. A lui si deve un’importante monografia relativa al genere e l’informazione che tutte le cultivar europee di camelia furono ottenute dall’unica camelia messa a dimora a Caserta. Con l’avvento del XIX secolo la coltivazione della camelia diventa una moda, tanto da portarci a definire questa passione “Cameliomania”. I centri di produzione di camelie furono Firenze e la Lucchesia, per la Toscana, e Milano e Brescia per la Lombardia, oltre a Genova: si tratta di luoghi situati in aree geografiche il cui clima ha caratteristiche favorevoli alla produzione di queste piante. 

I costitutori di nuove camelie operarono attivamente per ottenere nuove varietà e gestirono vivai molto produttivi (si dice, ad esempio, che a Milano nel giardino del dott. Luigi Sacco, pioniere della vaccinazione anti-vaiolosa – fossero coltivate 12.000 piante). Probabilmente intercorsero fra questi appassionati botanici rapporti di competizione, ma sicuramente vi furono occasioni di collaborazione e scambio culturale.  Come già sopra accennato è curiosa la scelta dei nomi da attribuire alle varietà che man mano venivano create: ad alcune furono riservate denominazioni ‘poetiche’ (‘Il Gioiello’, ‘Il Tramonto’. ‘Il Cigno’…), altre invece ci ricordano illustri membri dell’aristocrazia italiana (‘Paolina Maggi’, ‘Principessa Clotilde’, ‘Contessa Belgioioso Nova’), e diverse, ancora, portano il nome di eventi e personaggi storici: ‘Conte Cavour’, ‘Garibaldi’, ‘Pio IX’, ‘Il 22 marzo 1848’ e così via. Ve ne sono alcune che, con il loro nome, ricordano l’entusiasmo che unì i patrioti ai quali dobbiamo l’Unità d’Italia: è il caso della ‘Roma risorta’ o della ‘Italia Unita’.

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Le nuove camelie di Villa Carlotta

Questi i nomi e alcune informazioni su alcune delle cultivar che verranno introdotte nei primi mesi dell’anno.
Camellia japonica ‘Arciduca Ferdinando’
Costituita a Firenze da Carlo Luzzatti, il suo fiore è embricato (ovvero con elementi parzialmente sovrapposti), perfetto, doppio, petali di colore rosso-rosa striati di bianco e a volte disposti a spirale.

Camellia japonica ‘Oscar Borrini’
Ottenuta a Firenze da Angelo Borrini; fiore bianco, doppio, molto grande, striato di rosa e rosso.

Camellia japonica ‘Vittorio Emanuele II’
Cultivar prodotta a Brescia da Madoni, fiore grande, delicato, rosa chiaro striato, peoniforme, a volte embricato.

Camellia japonica ‘Goffredo Odero’
Prodotta in Italia da Goffredo Odero, a Firenze. Sul bollettino del 1877 della Società Toscana di Orticoltura ne viene descritta una pianta con una trentina di fiori nessuno dei quali è uguale all’altro. In alcuni casi sono bianchi striati di rosso carminio oppure rossi o rosa pallido con macchie e strisce rosa, in altri casi interamente rosa chiaro all’esterno e più scuro al centro dei fiori.

L’appuntamento per scoprire le “nuove” e le “vecchie” camelie è per il 6 e 7 aprile con “Camelie sul Lario”, rassegna che da anni coinvolge Villa Carlotta e altre dimore del centro lago tra cui Villa Melzi, Villa Monastero e Palazzo Gallio.
Entrambe le date prevedono un laboratorio di bio cosmesi abbinato alla visita alle collezioni botaniche. Con ingredienti semplici presenti nelle nostre cucine e con alcuni elementi che la natura ci offre si possono realizzare prodotti di bellezza tra cui maschere viso, dentifrici, decotti e molto altro. Le camelie quindi non sono solo storia ma anche legate al nostro vivere quotidiano. Nello specifico l’olio che si ricava dalla spremitura dei semi di Camelia Japonica ha un uso tradizionale come protettivo, per mantenere la salute della pelle e dei capelli e come emolliente. La pelle, l’organo più esteso e che ha la maggior intensità di scambio di sostanze e calore con l’ambiente esterno e di cui dobbiamo prenderci cura con prodotti rispettosi della sua fisiologia. 
Due appuntamenti: alle ore 10.30 e alle ore 14.30
Sabato 6 aprile sarà possibile godere di un momento unico con una gita in battello organizzata tra Villa Carlotta (Tremezzina) e Villa Melzi a Bellagio. Prenotazione obbligatoria, posti limitati.

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