Festival a Due Voci: Nietzsche, la musica come filosofia

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    Dal 02/11/2019 al 17/11/2019
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Nietzsche

Il Festival A due voci giunge alla sesta edizione con un programma interamente dedicato a Friedrich Nietzsche e al suo legame profondo con la musica vissuta come filosofia. Un calendario di proposte che quest’anno si infittisce di iniziative che si articoleranno lungo l’arco di sedici giornate.

Si comincia con gli eventi collaterali il 2 novembre alle ore 17 con la proiezione del film Offenbach's secret di István Szabo prima pellicola del ciclo Cinema a due voci curato da Alberto Cano in collaborazione con il Lake Como Film Festival e si proseguirà con altri due appuntamenti: il 6 novembre alle ore 20:30, Al di là del bene e del male di Liliana Cavani ed il 9 novembre alle ore 17, Le Grand Bal di Laetitia Carton. Le giornate del cinema di intrecceranno con quelle dei Café Philo.

Tre invece gli incontri dei Café Philo curati da Katia Trinca Colonel che si terranno martedì 5 e 12 novembre alle ore 18:30 al Manara Shisha Caffè, mentre 13 novembre, sempre alle 18:30, ci sposteremo alla Biblioteca Comunale di Brunate. Tre momenti conviviali, secondo la celebre formula ideata dal filosofo francese Marc Sautet, che permetteranno a tutti i partecipanti di confrontarsi ed intervenire sul tema del Festival.

Domenica 10 novembre alle ore 17 sarà poi il momento della danza. Grazie alla collaborazione con l’Accademia di musica e danza - Palazzo Valli Bruni e con il Liceo musicale e coreutico Giuditta Pasta, nella loro sede di Via Rodari 1, sarà presentato un evento curato dalla coreografa Ambra Lo Turco che indagherà la relazione che si crea quando la filosofia di Nietzsche entra in contatto con la danza attraverso lo stile e la tecnica Humphrey-Limón.

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Festival a Due Voci

Venerdì 15, alle ore 18 in Pinacoteca lo psicanalista Michele Rugo parlerà di dionisiaco e apollineo in relazione ai generi musicali più diversi: dalla classica all’heavy metal. La sera di venerdì, sempre in Pinacoteca alle ore 20:30, con la soubrette Elena D’Angela e la pianista Sabina Concari, cercheremo invece di raccontare la passione profonda di Nietzsche per l’operetta di Offenbach.

Sabato 16 novembre avremo alle ore 11 al Palazzo Valli Bruni in via Rodari 1 il filosofo franco-messicano Santiago Espinosa che interverrà sulla relazione musicale tra Schopenhauer e Nietzsche, mentre nel pomeriggio ci sposteremo nel Salone dell’organo del Conservatorio di Como per una conferenza della musicista e filosofa Margerita Anselmi sugli influssi nietzscheani nell’opera del compositore russo Aleksandr Skrjabin. A seguire due interessantissimi concerti: alle 17, sempre in Conservatorio, questa volta in Auditorium, si esibirà l’Orchestra d’archi del Conservatorio di Como diretta da Bruno Dal Bon (nella fioto sotto) insieme a tre giovani pianisti del Conservatorio di Torino in un programma di autori sconosciuti come Carlo Rossaro e Renauld De Vilbac, molto amati da Nietzsche. La sera alle 21 in Pinacoteca si terrà invece il concerto del Quartetto d’archi “Alla maniera italiana” che presenterà, in prima esecuzione italiana, il primo quartetto di Peter Gast, compositore amico e fedele collaboratore di Nietzsche.

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Domenica 17 novembre tutte le iniziative si svolgeranno in Pinacoteca a cominciare dalle ore 11 con il primo incontro tenuto dal filosofo svizzero Timon Boehm che parlerà di filosofia e “topologia” mettendo in relazione Nietzsche con il matematico Felix Hausdorff. Nel pomeriggio alle ore 16 si terrà un nuovo concerto con musiche del compositore piemontese Carlo Rossaro, tenuto dal duo, violoncello e pianoforte, Sergio Patria e Elena Ballario. A seguire il filosofo Carlo Serra si interrogherà su come la musica possa commentare, o modificare il senso di un testo filosofico attraverso l’ascolto e l’analisi della Terza Sinfonia di Gustav Mahler che mette in scena un testo dal Così parlò Zarathustra di Nietzsche, il celebre Canto della Mezzanotte. L’ultimo appuntamento serale alle ore 20:30 sarà con la musica pianistica composta da Nietzsche che per diversi anni si dedicò anche alla composizione. Brani prima commentati da Bruno Dal Bon insieme al pianista Andrea Chindamo e poi eseguiti da quest’ultimo. Il Festival A due voci 2019 è realizzato grazie al sostegno dell’Assessorato alla cultura del Comune di Como, della ConfCommercio di Como e della BCC di Cantù e si avvale della collaborazione del Conservatorio “G. Verdi” di Como, del Comune di Brunate, del Lake Como Film Festival, dell’Accademia Palazzo Valli Bruni e del Manara Shisha Caffè, che ringraziamo per la disponibilità. Le iniziative del Festival A due voci 2019 sono ad ingresso libero e tutte le informazioni sono disponibile sul sito www.aduevoci.org

Anche quest’anno, grazie alla collaborazione con Francesca Giani e Manuela Moretti, ripresenteremo un nuovo Laboratorio di musica e filosofia per bambini dai 5 ai 10 anni, dal titolo Ascolta ciò che sei che si terrà domenica, 17 novembre alle ore 16:00 in Pinacoteca. Nel weekend dal 15 al 17 novembre si svolgeranno poi le giornate conclusive del Festival A due Voci 2019 in un’alternanza di incontri filosofici e concerti che tenteranno di intercettare l’essenza del pensiero filosofico e musicale del filosofo tedesco.

Nietzsche, la musica come filosofia

La musica occupa interamente i centri vitali del pensiero filosofico di Nietzsche. È raro che riesca a godere di un'opera figurativa e tutto ciò che non si lascia cogliere in termini musicali gli procura «addirittura un senso di nausea e di ripugnanza» (EP II, 177). «Forse, non c'è mai stato un filosofo che fosse, au fond, musicista quanto lo sono io» (EP V, 930) scrive un anno prima della follia. Una vicinanza alla musica ribadita anche nei momenti di maggior amarezza: «non conosco più nulla, non sento più nulla, non leggo più nulla: e malgrado tutto ciò non c'è niente che, propriamente, mi interessi di più del destino della musica» (EP V, 930). Solo alcuni esempi che testimoniano come per Nietzsche la musica sia indissolubilmente intrecciata al suo pensiero filosofico, sia un’esperienza sensibile che già contiene in sé un sapere ancestrale, una rivelazione di verità, dove, a credere all’emozione musicale, tutto sembra già scritto.

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