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Un giorno e una notte dedicati a Borgonovo: dal libro allo spettacolo, tra Feltrinelli e Teatro Sociale

“Tu mi vedi così ma io sono Felice. Sono felice perché so qual'è la mia missione, raccontare agli altri che la SLA si può combattere”. Comincia con questa frase di Stefano Borgonovo, riportata da Alessandro Alciato, giornalista di SkySport che...

“Tu mi vedi così ma io sono Felice. Sono felice perché so qual'è la mia missione, raccontare agli altri che la SLA si può combattere”. Comincia con questa frase di Stefano Borgonovo, riportata da Alessandro Alciato, giornalista di SkySport che ha collaborato alla stesura del libro “Attaccante Nato”, la presentazione del volume alla libreria Feltrinelli di Como, nel tardo pomeriggio di ieri.

Oltre ad Alciato, sono intervenuti il cantautore comasco Filippo Andreani, autore dell'album “la prima volta”, la signora Chantal Borgonovo accompagnata dalla figlia Alessandra, e due volti noti dello sport che si sono presentati in maniera del tutto inaspettata in libreria: Alessandro “Billy” Costacurta, compagno di squadra di Stefano nel grande Milan di Sacchi, ed il giornalista-scrittore Luca Serafini.

L'incontro alla Feltrinelli si è incentrato soprattutto sulle parole “Felicità” e “Temperamento”; la prima riproposta più di una volta da Alciato, è quella maggiormente usata per descrivere Stefano il quale, nonostante la malattia, era rimasto una persona felice, che amava la vita indipendentemente dalla sua condizione; Temperamento è quella usata da Andreani nel suo intervento, anzi nella sua testimonianza, in quanto Stefano non ne ha mai voluto sapere di arrendersi, come attesta il suo aneddoto personale sul primo incontro con Borgonovo in ospedale, dove si trovava insieme al padre anchegli malato di SLA, che al suo semplice saluto “Ciao Borgo” è seguita la risposta, tagliente e decisa di Stefano “Forza Como!”.

L'incontro è proseguito con lo stesso Andreani che ha raccontato come, dopo la visita di Stefano allo stadio Sinigaglia, abbia avuto l'ispirazione per il testo della sua canzone “numero 9”, offrendo ai presenti una esibizione dal vivo, forse il momento più toccante di tutta la serata, con i partecipanti chiusi nei propri pensieri a cullare i più intimi ricordi di Stefano, con la sola voce di Filippo a fare da sottofondo. Eloquente la figura di Costacurta, in disparte, appogiato ad uno scaffale della libreria mentre, probabilmente, guardando nel vuoto, ascoltando le parole del testo, riviveva nella sua mente i ricordi di quella giornata, della rete segnata da Borgonovo contro il suo Milan e quell'esultanza sfrenata sotto la Curva del Como, alla quale fa riferimento il testo del brano. Al termine della presentazione del libro, la palla è passata al Teatro Sociale, per l'occasione trasformato in una piccola “Curva Azzurra”; dai palchi spuntavano gli stendardi classici con impresse l'effige del Baradello e di Alessandro Volta, mentre la Platea è stata addobbata con gli striscioni dei gruppi ultras che hanno scritto la storia del tifo comense, sotto il palco campeggiava lo striscione della “Fossa Lariana”, il più amato da Stefano, e poi via via tutti gli altri “B.F.C.”, “Ultras Como”, “Sturmtruppen”, “Panthers Como” “Pesi massimi”, “Concagno” e “R.A.M. COMO” a colorare di azzurro e di bianco tutta la platea del civico teatro come a richiamare un ideale grande abbraccio al palco.

Tra i presenti, accorsi al Teatro, non sono mancati il sindaco di Como Mario Lucini, Alessandro Costacurta con Luca Serafini e Alessandro Alciato, Filippo Andreani e la famiglia Borgonovo, mentre stona l'assenza da parte del Calcio Como, rappresentato dal solo Livio Prada.

La trama dello spettacolo è stata semplice ed efficace, incentrata per lo più sulla felicità, l'allegria e la voglia di vivere e di non arrendersi che accompagnava Stefano in ogni suo gesto, coinvolgendo il variegato pubblico, in scroscianti applausi, e qualche lacrima, nei momenti topici della rappresentazione.

In una serata come questa non poteva esserci un finale anonimo o scontato, così prima Filippo Andreani è salito sul palco, chitarra alla mano, per offrire la sua voce, poi siccome la storia del Borgo appartiene prima di tutto ai tifosi lariani, eccoli tutti chiamati a raccolta sul palco dallo stesso Andreani, insieme agli attori ed il regista, ad Alessandro Alciato, Chantal Borgonovo, ad accompagnare Filippo nella sua “numero 9”; da brividi il ritornello scandito a coro dal palco e dalla platea “Quando i blues saranno in cielo voglio essere con loro!” a segnare la fine della serata all'interno del Sociale.

Serata che di andare in archivio proprio non ne vuole sapere, giusto il tempo di recuperare gli striscioni, ed ecco l'ultimo atto consumarsi in piazza Verdi con i ragazzi del gruppo “Pesi Massimi” ad improvvisare una torcida, stile anni ottanta, con tutti gli striscioni in mano a scandire cori dedicati a Stefano Borgonovo, fino a quando si sono estinti gli ultimi fuochi delle torce, ed una fitta nuvola di fumo non si alzata sopra la Piazza ed il Teatro, accompagnato tutti i presenti alle rispettive dimore.

Dopo questa serata, come a Garibaldi, si può affibbiare anche a Stefano Borgonovo titolo di “eroe dei due mondi”, dove nel nostro caso i “mondi” in questione che lo hanno visto protagonista sono le due generazioni di tifosi lariani che si sono mischiate in questa serata: i veterani e i più giovani.

La prima è sicuramente quella più affezionata a Stefano, lo ha amato prima come beniamino in campo e poi come uomo, chiamato a lottare contro un avversario, invincibile; ragazzi che, nel momento in cui Stefano ha avuto maggior bisogno del loro affetto e del loro supporto, hanno risposto “presente!” in maniera compatta e decisa, accompagnando Stefano per tutto il suo cammino, con il loro calore fino alla fine. La seconda, quella più giovane, ha conosciuto la vita sportiva di Stefano sui vecchi filmati e nei racconti dei più anziani, ma ha riconosciuto nella figura di Borgonovo il cavaliere errante senza macchia e senza paura, capace di non arrendersi di fronte alle difficoltà e al dolore che la vita gli ha imposto, l'eroe che gioca la propria partita oltre il 90' .

L'ultimo gol, Stefano lo ha segnato nel cuore di tutte le persone accorse al Teatro Sociale in questa serata, in modo particolare nei suoi tifosi, che ancora oggi dagli spalti del “Sinigaglia” intonano a gran voce il coro “Borgo gol!” , che in uno spicchio del settore distinti sventolano una bandiera con la sua effige con impressa quella che è un po' la frase simbolo della vita di Stefano Borgonovo: “Non esiste paura nel cuore di chi lotta!”

La lotta contro “la stronza” non è finita e dopo questa giornata si arricchisce di un nuovo capitolo, nel quale la forza della letteratura, il dinamismo del teatro, l'allegria della musica e la capacità attrattiva dello sport hanno contribuito a segnare un punto importante in questa partita. (Video di Martino Tognocchi)
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