"L'eternità del Genio", oltre 15mila visitatori alla mostra di Leonardo a Como e Lomazzo

Chiuso con grande successo l'evento che ha portato sul Lario una collezione unica al mondo

E' stato un successo la mostra dedicata a Leonardo Da Vinci nei 500 anni dalla morte allestita a Como e Lomazzo: "L'eternità del Genio", questo il titolo dell'evento culturale che ha riunito una varietà di proposte in un mese, dal 14 marzo al 14 aprile 2019, ha contato la presenza di oltre 15mila visitatori.

La mostra

Dai disegni alle macchine, dalla pittura alla tecnologia, tutto di Leonardo è stato descritto e mostrato nella rassegna di eventi dedicata al grande genio toscano nata dall’iniziativa del Gruppo Culturale di Lomazzo, dalla Fondazione “Cardinal Ferrari” e dall’Ufficio diocesano Cultura e Comunicazione. Dopo le iniziative pensate negli scorsi anni per esplorare l’arte di Caravaggio, Van Gogh, Francesco Somaini e numerosi altri, quest’anno è stato Leonardo il genio ispiratore di un percorso che ha saputo coinvolgere più ambiti del territorio.
La risposta dei comaschi non si è fatta attendere e 15.000 visitatori hanno varcato il Broletto e gli spazi di ComoNext – Cotonificio 1890 per ammirare le riproduzioni delle più affascinanti opere artistiche del pittore toscano, armonicamente alternate ai disegni del “Codice Atlantico” e agli 85 modelli delle macchine di Leonardo realizzati dall’artigiano Paolo Candusso che nel corso di quindici anni ha costituito una delle più importanti collezioni di modelli perfettamente funzionanti – spiega Francesco Lotano, uno dei responsabili del gruppo organizzatore.

Le conferenze

L’inaugurazione al Broletto, a cui hanno partecipato circa 200 persone, ha aperto anche la serie di conferenze che hanno approfondito alcuni temi della mostra. Fabio Lopez, architetto ed esperto di Leonardo, ha raccontato l’opera del Genio di Vinci durante il suo periodo milanese al servizio degli Sforza; il Vice Prefetto della Biblioteca Ambrosiana, monsignor Marco Navoni ha parlato del “Codice Atlantico” e delle opere leonardesche conservate presso la prestigiosa sede milanese (in due serate – al Broletto e a ComoNext – in cui è stata necessaria una videoproiezione nell’Auditorium per ospitare il numeroso pubblico). Pienone anche per le due conferenze tenute dal giornalista e scrittore Luca Frigerio che ha offerto una lettura critica e iconografica del “Cenacolo” – nella Basilica di San Fedele a Como – e ha ricostruito ipotesi e teorie Ufficio stampa della Diocesi di Como Pagina 2 legate al famoso quadro della “Gioconda” – nella chiesa di San Vito a Lomazzo - con videoproiezione nel Teatro Rocchetta per ospitare le 700 persone che hanno partecipato alla serata.

I concerti

Un ruolo altrettanto importante lo ha avuto la parte musicale che ha accompagnato le serate artistiche del “Cenacolo” e della “Gioconda” con la partecipazione della Schola Cantorum di Lomazzo (diretta dal maestro Ezio Berlusconi) con un ensemble di archi e flauti, della Scuola Diocesana di Musica Sacra e Liturgia “Luigi Picchi” (diretta da don Nicholas Negrini) e della Scuola di musica “Il Flauto magico” di Cermenate (con la pianista Cristina Perego e la mezzosoprano Manuela Cattaneo). L’atmosfera creata dai brani musicali ha amplificato il valore dell’Arte e della Bellezza lasciando un’eco sonora a quanto pittoricamente descritto.

Gli studenti-ciceroni

La mostra ha riscosso un notevole successo di pubblico ed è stata visitata da famiglie, da turisti stranieri, dalle scuole, da gruppi presenti sul territorio (Unione Italiana Ciechi, Aism Como, Cooperativa Oasi Lentate, Cpia Como, Cultura in tour, ecc.) che sono stati guidati nelle spiegazioni dai ragazzi del Liceo Artistico “F. Melotti” di Lomazzo che hanno svolto l’alternanza scuola-lavoro dopo un mese di formazione con Stefano Bionda, del Politecnico di Milano. Un servizio di accoglienza durante i diversi appuntamenti, è stato svolto dagli studenti di ENAIP Como.

Gli eventi a Lomazzo

A Lomazzo si sono aggiunti altri appuntamenti in collaborazione con la Biblioteca che ha proposto la proiezione del docu-film “Leonardo Cinquecento” e la lettura animata di favole di Leonardo per i bambini dai 6 ai 10 anni. Con l’Associazione AUSER è stato presentato il libro “Le infinite ragioni” dello scrittore Giuseppe Bresciani e con i ragazzi dell’ENAIP di Como - settore alberghiero - è stata proposta “La cucina ai tempi di Leonardo”, mentre gli allievi del settore turistico hanno organizzato il reading “Leonardo in Poesia”. Con Marco Perazzolo, uno studente dell’ENAIP e con Alberto Monti, uno dei responsabili del gruppo organizzatore, è stata raccontata “La storia degli Arconati, Conti di Lomazzo”.

Tutto il progetto è partito proprio da questo dato storico: la donazione del “Codice Atlantico” da parte di Galeazzo Arconati, nobile dei conti di Lomazzo, nel 1637, alla Biblioteca Ambrosiana per la “pubblica fruizione”. È significativo come a distanza di tanti secoli, l’evento culturale “Leonardo: l’Eternità del Genio” abbia avuto lo stesso scopo: offrire alla “pubblica fruizione” quelle informazioni pittoriche e scientifiche su Leonardo nell’anno in cui si celebra il Cinquecentenario della morte, con lo scopo di trasmettere ai bambini, ai ragazzi, a coloro che hanno vive la curiosità e l’amore per la cultura, quelle conoscenze che dovrebbero rimanere nella mente e nel cuore quali esempi e modelli a cui guardare.

I gruppi e le associazioni che hanno lavorato alla mostra

Per fare tutto questo e realizzare l’intero progetto, è stato fondamentale l’aiuto degli Alpini di Lomazzo, con a capo Aurelio Fontana, che si sono resi disponibili a montare l’intera macchina organizzativa con il supporto degli alpini dei paesi limitrofi. Anche l’AUSER e la LILT di Lomazzo oltre alle parrocchiane di San Fedele sono state al nostro fianco durante l’intero mese, sia a Como sia a Lomazzo, offrendo il loro tempo e le loro competenze a questo meraviglioso progetto.

«Questi gruppi – afferma Luciano Russo, uno dei responsabili del gruppo organizzatore – sono meritevoli del nostro grazie più sincero così come la Fondazione Cariplo, Amici di Como, BCC, “Camera di Commercio di Como e di Lecco” e tutti i nostri sponsor che ci hanno supportato e grazie ai quali tutto si è potuto realizzare». Quando, lo scorso anno, è nata la collaborazione tra il Gruppo Culturale di Lomazzo, la Fondazione “Cardinal Ferrari” e l’ufficio diocesano Cultura e Comunicazione, con monsignor Angelo Riva, l’intento era fare catechesi attraverso le immagini, percorrendo la via “pulchritudinis” e “attingendo dall’arte quella bellezza autentica che apre gli animi al senso dell’eterno”, spiega Laura Legnani, vice presidente della Fondazione “Cardinal Ferrari” e fra le responsabili del gruppo organizzatore.

“Non avevamo previsto un afflusso così numeroso ed un interesse così elevato – osserva Maria Teresa Capasso, anch’ella tra gli organizzatori – che hanno ripagato gli sforzi e il lavoro dei mesi precedenti, ma quello che ci ha dato maggiore soddisfazione è stato vedere i bambini e i ragazzi, venuti in visita con le scuole, tornare con i genitori ed i nonni per condividere quelle briciole di conoscenza che avevano appreso con le loro classi. È stata fonte di soddisfazione avere tra i visitatori gente comune, turisti, disabili, artisti del territorio, direttori di musei di Lombardia e Svizzera, responsabili di Associazioni, di Enti, di Banche e delle stesse Amministrazioni Comunali delle due città ospitanti e poter condividere con tutti loro quell’amore per il Sapere e quello spirito di Conoscenza che muove il nostro operato e che caratterizza chiunque costruisca il proprio futuro guardando alla ricchezza culturale del passato”.

La sonda Curiosity, che è atterrata su Marte, ha portato, nelle sue informazioni, una pagina sul volo degli uccelli del “Codice Atlantico” di Leonardo a voler sottolineare che il sogno del volo di questo Genio si è sviluppato tanto da far raggiungere, cinquecento anni dopo, un pianeta del nostro sistema solare. “Mi piace azzardare un confronto sicuramente audace ma che è anche una speranza per noi organizzatori – conclude Capasso –: voler lasciare ai fruitori di questa nostra proposta culturale, i sogni e le idee di Leonardo da Vinci quale tesoro personale e come esempio per realizzare il miglior futuro per l’umanità”.

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