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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cultura

La misura urbana di Giuseppe Terragni

Il saggio di Matteo Moscatelli

L’opera di Giuseppe Terragni è stata oggetto in questi anni di interpretazioni che contribuiscono a decifrarne le logiche compositive e sintattiche interne ma non di esaurirne la complessità dell’approccio. Una traiettoria di ricerca fondamentale ma troppo presto abbandonata riguarda infatti quella che Enrico Mantero chiamava «l’anima della contestualizzazione», ovvero quell’appropriatezza rispetto a luoghi e usi che costituisce il più efficace principio di opposizione all’idea di omologazione della città che, anche in Italia, ha determinato le politiche urbane degli anni Venti e Trenta.

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Ripercorrere le vicende che hanno ispirato il Piano Regolatore di Como, il progetto per il risanamento del quartiere Cortesella, per la conservazione di Casa Vietti, per il Quartiere satellite di Rebbio e per la Casa del Fascio permette di riportare alla luce una declinazione tutt’altro che secondaria della poetica dell’architetto comasco, e uno dei temi che più chiaramente lo distingue sullo scenario delle coeve tendenze dell’avanguardia europea.

La ricerca insegue e colleziona quegli indizi e quelle tracce che dimostrano come nel lavoro di Terragni «il contesto è più importante della bellezza delle forme individuali» (…) Nell'apparente estraneità delle opere anche più metafisiche di Terragni, Moscatelli segnala la presenza di una risonanza che riverbera e mette in tensione gli strati della città. (Dalla prefazione di Marco Navarra)

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L’autore

Matteo Moscatelli (1978) si è laureato in architettura al Politecnico di Milano, dove ha conseguito un dottorato di ricerca in Architettura, Urbanistica, Conservazione dei luoghi dell’abitare e del paesaggio ed è docente di Architectural Design. Ha pubblicato Architecture in Shanghai. History, Culture and Identity (Franco Angeli, Milano 2019, come curatore), Gli strumenti di controllo del progetto contemporaneo (Maggioli, Milano 2019), L’edificio alto residenziale nell’architettura europea (Araba Fenice, Boves 2017), e scritto per le riviste Archi, Area, Arketipo, Casabella, e Il disegno di architettura. Ha partecipato a workshop internazionali in Australia, Cina, Colombia, Egitto e Francia ed è stato coordinatore della Lake Como Summer School 2019. Con il suo studio ha ricevuto premi e riconoscimenti per progetti di riqualificazione dello spazio pubblico a Lissone (1° premio, 2019 – in realizzazione), Marciana Marina (3° premio, 2017), Marina di Pisa (3° premio, 2015), Cerete (1° premio, 2006) e Berbenno (3°premio, 2004

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