Giovedì, 29 Luglio 2021
Cultura

Il dio nero e il diavolo biondo: il rock di 667 al Sociale (poi Jackson Browne)

Domani, mercoledì 27 maggio alle 18.30, Sala Bianca del Teatro Sociale di Como, Fabrizio Barabesi e Maurizio Pratelli presentano libro “667. Ne so una più del diavolo. Canzoni rock nate sotto il segno della croce” (Arcana Musica, 2015). Una...

Il dio nero e il diavolo biondo: il rock di 667 al Sociale (poi Jackson Browne)

Domani, mercoledì 27 maggio alle 18.30, Sala Bianca del Teatro Sociale di Como, Fabrizio Barabesi e Maurizio Pratelli presentano libro "667. Ne so una più del diavolo. Canzoni rock nate sotto il segno della croce" (Arcana Musica, 2015).

Una rilettura degli ultimi sessant'anni di cultura rock attraverso l'eterna lotta tra il buio e la luce. Durante l'incontro, organizzato da Libreria Feltrinelli di Como in collaborazione con Parolario e Teatro Sociale AsLiCo, gli autori dialogheranno con Alessio Brunialti e Paolo Moretti del quotidiano La Provincia di Como.

L'evento in occasione del concerto di Jackson Browne, in serata.

C'è un diavolo. Appare: promette di farti bello e ricco. In alternativa c'è un dio. Dice: se qui tutto va male, dopo andrà meglio. Frammenti di icone, mostri e santi della coscienza (passione millenaria e pop: benedetta o maledetta) sono come altorilievi e bassorilievi da cattedrale antica, paure medievali, draghi e angeli scolpiti nella pietra o dipinti su tela. Oggi sono partitura e esecuzione, improvvisazione e contrappunto.

Angeli e demoni del rock. Eccoli. Che poi stiano nel pentagramma o nell'esplorazione mistica dell'artista, in un disco ascoltato al contrario - vinile, beninteso, e messo sul giradischi con vanità - dove qualche manicheo improvvisato trova "evidenti" vagiti di satanismo, oppure, e ancora, nell'orecchio di chi ascolta, o nel cuore di chi dice "ho visto la luce!" o nel gioco infinito tra bene e male: beh, è tutta un'altra storia. La storia, qui, sta nei dischi. E in chi mette la puntina nel solco. Divinità e Luciferi ci sono: hanno chiave di basso e di violino, suonano in diesis e in bemolle. Questo è certo.

C'è un libro e ci sono due autori: un giornalista e un critico musicale. Il libro si intitola "667. Ne so una più del diavolo. Canzoni rock nate sotto il segno della croce". Le penne sono Maurizio Pratelli (critico musicale, scrittura nobile, verace e lieve, già papà di "Vini e vinili, 33 giri di rosso", edito da arcana, un devoto e sapiente amante della musica e di Bacco) e Fabrizio Barabesi (giornalista del Corriere di Como, concubino del suono e, pure lui, di Bacco. Narratore gentile e dotatissimo, capace di raccontare storie anche laddove il più tenace dei cronisti non trova uno spunto).

Un lavoro esegetico, fine, intelligente che attraversa la storia del rock - e non solo - e che si apre al suono delle campane infernali degli Ac/Dc. Ci sono Woody Guthrie, Robert Johnson, Lady Gaga, Madonna, Fabrizio De Andrè, Bruce Springsteen e Elvis Presley. Giusto per citare. E c'è, ovviamente, Jackson Browne con "Rebel jesus". Browne suonerà domani sera al Sociale di Como, dopo la presentazione del libro.

667-pratelli-barabesi-retro-5Aneddoti, episodi, retroscena e facezie sconosciute ai più condiscono il racconto e l'analisi di ogni canzone: materiale preziosissimo.

I due autori non giocano. Non cercano il prurito narrativo raccontando di baccanali e satanismi, di illuminazioni a buon mercato trovati nei testi e nelle partiture. Piuttosto offrono uno sguardo sull'individuo, sull'artista, sull'arte e sulla costante ricerca di risposte, di senso e direzione. Ricerca che, è storia antica quanto l'umanità, sempre si orienta sul trascendente, sul mistico, sullo spirito e sui loro emblemi. Un lavoro che sconfina nell'antropologia, nello studio di miti e archetipi tradotti in parola e esecuzione. Barabesi e Pratelli, novelli Dante, passeggiano dall'inferno al paradiso con l'occhio del cronista e il cuore del poeta. E fanno bene a citare Tom Waits in "Heartattack And Vine" perché offrono il paradigma, la chiave di lettura di 667:

Non lo sai che il diavolo non esiste?

È solo Dio quando è ubriaco.

667-pratelli-barabesi-3Attenti a questi due. Sono amici, prima di tutto. E sono amici di chi scrive, proprio per questo se "667" fosse brutto, sarebbe splendido inchiodarli alla croce o mandarli al confine nell'ade (per stare in tema). Purtroppo non è così: il libro è bello, molto, moltissimo.

Sono due amici che della musica hanno fatto, prima cosa, ragione dei propri giorni. Ragione di pancia e passione ma anche - e, forse, soprattutto - piacere sistematico, rigoroso: conoscenza precisa, storiografica. Non sono musicisti, e non sono nemmeno (deo gratias, appunto) musicisti mancati: sono due puntuali conoscitori della materia (malgrado uno dei due - ne copriamo, con rispetto, l'anonimato - si sia scoperto batterista, di recente). Insomma, sono colti amanti (non) rinnegati dell'arte dei suoni.

Dalla presentazione:

Satana è rock, molto rock. E Dio pure: dall'"Hallelujah" di Cohen a "Jesus Død" di Burzum, i musicisti hanno disseminato le loro canzoni di riferimenti più o meno espliciti, di indizi per scoprire angeli o diavoli, per adorarli o rinnegarli. Quante volte il maligno, in sella a una Harley, è comparso on stage? C'è chi è pronto a giurare di averlo visto dietro le croci capovolte issate sui palchi di gruppi metal. Ma c'è anche chi ha sentito riecheggiare il credo luciferino ascoltando al contrario le canzoni dei Led Zeppelin e chi è convinto di aver letto messaggi demoniaci nei versi poetici delle leggende del rock. E persino chi ha stretto un patto con il diavolo per diventare immortale: inevitabile pensare a Keith Richards o all'ipnotico Robert Johnson. Un esercito nutrito, una falange infernale ben combattuta dagli artisti che hanno invece provato a rispondere solo a Dio come l'angelo Judee Sill, la mistica Diamanda Galàs o il sacrale Nick Cave di "God is in The House". Senza dimenticare che la discografia, per non fare torti a nessuno, ha immolato sull'altare del pop anche una Madonna che canta "Like a Prayer". Dall'allegorica "Buona Novella" di De Andrè al Dylan del fervore religioso di "Slow Train Coming" per finire negli abissi satanisti del Black Metal, questo libro guiderà il lettore in un viaggio tra buio e luce, tra spiritualità e torbidi impulsi, per scoprire i retroscena dei testi sacri e profani degli ultimi 60 anni di cultura rock. 99 canzoni e 2 giornalisti per "metterle in croce e compiere il piccolo miracolo, riservato solo a chi avrà fede, di moltiplicarle in 667.

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