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Giovanni Magatti: "A Como occorre una strategia culturale". L'appello dell'ex direttore della Feltrinelli chiamato a Milano

Il ruolo di Giovanni Magatti a Como non è stato solo quello classico del direttore di una libreria. La sua moderna visione di quella professione lo ha infatti portato innanzitutto a restituire alla Feltrinelli di via Cesare Cantù il ruolo che...

Il ruolo di Giovanni Magatti a Como non è stato solo quello classico del direttore di una libreria. La sua moderna visione di quella professione lo ha infatti portato innanzitutto a restituire alla Feltrinelli di via Cesare Cantù il ruolo che le competeva e conseguentemente ad avere un ruolo attivo all'interno dei progetti culturali di Como. «Quando sono arrivato in Feltrinelli - ricorda Magatti - il mio primo obiettivo è stato quello di aprire la libreria alla città. Ricordo che per essere assunto dal gruppo editoriale, dopo anni in cui avevo viaggiato molto, mi hanno chiesto se ero sicuro di volermi chiudere in una libreria. Ma il mondo transita proprio attraverso le pagine dei libri, che sono cuore di tutto, anche di molti incontri. Non ho quindi avuto nessun problema ad accettare l'incarico che mi era stato affidato». L'arrivo di Magatti in Feltrinelli, nel 2010, è coinciso con un momento particolare della città: «Sei anni fa Como aveva sete di iniziative e di luoghi dove creare piccoli eventi popolari o di culto. Per una città come la nostra, dove le cose occorre farle accadere, questo luogo in centro storico si è rivelato vincente, anche perché legato a un marchio importante e riconoscibile come quello di Feltrinelli».

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«In questi anni - prosegue Magatti - ho assistito al percorso della città in ambito culturale. Una strada ben spianata perché si sviluppava partendo dalla solida base di realtà affermate come il Teatro Sociale e Parolario, alle quali è però mancato un sostegno di sistema. Gli operatori hanno fatto rete fra di loro ma un vero e proprio coordinamento non c'è mai stato». Se in passato Como aveva sofferto la vicinanza di Milano e Lugano, nel momento in cui si sono finalmente sviluppate nuove energie, è mancata una guida: «Senza dubbio sono state realizzate molte iniziative, come il WOW Festival. Ma ci sono state anche delle occasioni mancate, come nel caso di Como Capitale della Cultura, dove insieme ad altri siamo stati chiamati solo all'ultimo momento: abbiamo perso un'opportunità, colta invece da Mantova che, guarda caso, tutti oggi conoscono soprattutto grazie al suo Festival della Letteratura».

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«Per il futuro e per il bene di Como - aggiunge Magatti - mi auguro che si pensi a una strategia nuova per far emergere il potenziale culturale della città: la bellezza da sola non basta, occorrono contenuti e i contenuti vanno adeguatamente comunicati anche oltre i confini di Como. C'è bisogno di un'ampia collaborazione tra i vari attori e le istituzioni, che sia capace di far crescere, interpretare e condividere le iniziative con le stesso entusiasmo e la stessa passione di chi le propone». Intanto, almeno professionalmente, Magatti si sposta a Milano: «Quando ho accettato questo nuovo incarico in Feltrinelli, mi hanno chiesto se ero disposto a perdere anche il mio impegno sociale a Como. Ma in questo momento personale, che risente fortemente anche della situazione che ho descritto, ho sentito la necessità di trovare nuovi stimoli. Il richiamo di Milano, una delle città oggi più importanti del mondo, è stato troppo forte, così come l'idea di andare a dirigere una libreria all'interno di un progetto così importante come la nuova sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, che sorge nel complesso di Porta Volta, cuore pulsante della nuova Milano».

Vogliamo fare un augurio al nuovo direttore della Feltrinelli di Como: «Certo. Fabio Zampetta arriva proprio da Milano, dove aveva diretto laFeltrinelli della Stazione Garibaldi. Ha una lunga esperienza e credo che sarà un bello scambio. Dopo questi sei anni, che hanno visto crescere la Feltrinelli nel tessuto culturale della città, Fabio saprà senz'altro proseguire nel percorso, proiettandola in un ambito sempre più metropolitano e meno provinciale. Se i comaschi glielo permetteranno, sarà una grande risorsa».

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