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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cultura Valsolda

Foreste invisibili, il nuovo album dei Tirlindana

Andrea Solinas: "Crescere e continuare a fiorire in territori aridi e scoscesi"

Una nuova uscita discografica, dopo questi anni bui, è come un raggio di luce. Soprattutto se arriva a primavera. Ed è bello che a portarcelo siano i Tirlindana, una storica band di base tra la Valsolda e la Tremezzina, che raccoglie tutta la poetica e l'energia dei nostri due meravigliosi laghi. Trent'anni di attività alle spalle per questo inossidabile quartetto composto da Andrea Solinas, voce e chitarra, Marco Olivieri, basso, Francesco Farsoni, batteria  e cori, Paolo Carnevali, chitarra e cori. Rock emozionale, testi colti e suggestivi, fanno di questo nuovo album, del quale seguirà una nostra recensione, un'occasione imperdibile per ripartire dalla musica. 

Foreste invisibili, prima data live domenica 24 aprile al King Pub di San Mamete e prima occasione per acquistare il disco, porta con sé dieci nuove canzoni che Solinas descrive così: "Dare frutti preziosi a chi sa aspettare. Non trovare spazio sul ciglio delle strade più battute ma chiedere solo molta luce per riuscire a germogliare, dentro a territori dove la vegetazione è fitta. Trovare comunque il modo di splendere, tra tantissime essenze esotiche coltivate ‘in serra’ e tra tanti fiori di stagione". 

"Questa in sintesi - aggiunge Solinas - si potrebbe definire la condizione in cui i Tirlindana si sono sempre mossi, fin dall'inizio della loro avventura. Era il 1992. Il tempo ci ha detto che siamo un albero con radici ben salde nel terreno, con fioriture periodiche non fisse ma con tantissima voglia di trovare luce in questo territorio montano dove non sempre le condizioni climatiche sono state favorevoli per chi vuole fare musica. Radici che sprofondano nel rock cantato in italiano, nella sua tradizione nobile e che traggono linfa vitale dalla ricerca melodica di musica e di cantato che serve e sostiene i nostri testi". 

La produzione artistica, la registrazione ed il missaggio sono stati affidati a Carmine Di, ingegnere del suono attivo da decenni, che ha lavorato con i più grandi artisti della musica italiana ed internazionale: da Mina ai Litfiba, passando per Mango, Vecchioni e molti, molti altri. 

foreste invisibili-2

Guida all'ascolto a cura dei Tirlindana

    1. Una luce nuona (l'invincibile)
Un uomo a fare i conti con sé stesso, davanti ad un bellissimo tramonto.
La sensazione di non essere sazio di vita e di poter essere tutto quello che avrà la forza di sognare. Lo sguardo rivolto verso il cielo, restando in ascolto per ricevere risposte che aspetta. La certezza che tutto ciò che ama non gli sarà mai tolto e che quello che desidera primo o poi tornerà.
Brano di apertura del disco che lega il passato ed il presente della musica dei Tirlindana, qualcosa come affondare le radici nel terreno per portare linfa vitale a tutta la pianta.

    2. Figli di nessuno
Non siamo niente fino a quando non cadiamo nell’abbraccio di qualcuno. Tutte le nascite e tutte le rinascite avvengono dopo un lungo viaggio in apnea e attraverso anni luce di solitudine. A guidarci il sogno. Un sogno da non trascurare, da proteggere, educare e crescere come un figlio.
Con questo brano si inizia a segnare il sentiero che andremo a seguire nella foresta. Figli di Nessuno in qualche modo definisce il sound del disco, emerge lo spirito rock e si intuiscono le influenze artistiche, declinate in tante ramificazioni.

    3.Sant'Agostino
Ama e fai quello che vuoi. Sii fiero di quello che sei e conserva come lezioni preziose tutte le cadute, gli errori e le sconfitte che ti hanno portato ad incontrate te stesso, a guardare negli occhi i tuoi limiti e ad apprezzare la tua unicità. Nessuna caduta è inutile, anzi, è la strada da fare per incontrare sé stessi, per scegliere un obiettivo e per tornare a camminare verticali, alti e orgogliosi.
Sant’Agostino è il primo brano scritto con la nuova formazione della band. Nonostante le condizioni complicate, ci sono nuove foglie, e con loro nuovi fiori ormai sbocciati.
    4. Tu, tu e tu
Chiusi dentro a percorsi obbligati, lasciare il branco e andare a cercare i propri simili. Disposti solo a lasciarsi catturare da ciò che è unico, totalizzante e bellissimo. Qualcuno che invade la testa, la gola e il tuo mondo. La forza elettrica del rock, la voglia di essere vitali e ribelli e innamorati
Nato come antagonista di un altro brano improvvisato (originariamente si chiamavano Pantani e Tonkov), dei due
questo è l’unico ad aver visto la luce. Per adesso. TU, TU e TU chi è? Pantani oppure Tonkov?

    5. Verticale
La storia di un uomo, moderno Ulisse, che, dopo un lungo viaggio, ritorna ai luoghi che aveva dovuto lasciare. Ci torna dopo avere affrontato tutte le prove che la vita gli ha presentato. Torna per ritrovare la sua casa e proteggere chi la abita. Per riscoprire sé stesso. Ci torna perché Uomini Verticali si scopre di esserlo avanzando nella “Foresta”. Uno dei brani più ostici da concludere. Tante modifiche, tante rielaborazioni prima di giungere alla versione che potete sentire.

    6. Il tuo centro
Luci lontane che promettono un approdo sicuro dopo aver viaggiato senza la certezza di arrivare mai da qualche parte. Pensieri cupi che in un istante si schiariscono, con la consapevolezza di essere tutti alla ricerca di un rifugio in cui trovare, oltre ad un solido riparo, anche il senso del nostro viaggio sulla terra. Non smettere di cercare un senso, anche quando non si sa più perché.
Appena prima dell’assolo finale, un accordo sbagliato ha scritto la storia.

    7. Bratislava
Da sempre il “branco” scrive le regole e tende a separare chi sta bene da chi invece sta male. Ognuno ha però la possibilità di scegliere che segno lasciare di sé nella vita degli altri. Nonostante tutto l’uomo non è solo istinto animale. Nonostante tutto c’è sempre la possibilità di invertire la rotta. Non siamo tutto da buttare.
Rabbiosa dichiarazione di vitalità. Rock appuntito, energico e potente.

    8. Confesso
Prendere coscienza dei propri limiti per non ripetere gli errori. Provare sempre e comunque ad andare avanti. Non volere smettere di crederci e provare a cambiare. Non poter smettere di farlo.
Continuare a spingere! Noi non vediamo l’ora di suonarla dal vivo.

    9. Dimentica futuro
“Non c’è più l’America” cantava Piero Ciampi sintetizzando l’idea che il sogno che aveva riposto nel futuro, e che
l’America rappresentava, ormai non era più lo stesso. È lui il Piero che viene citato e che si vuole omaggiare. Dimenticare il futuro preconfezionato che ci è stato preparato da qualcun altro. Provare a costruire un altro futuro, ascoltando il proprio cuore anche quando suggerisce cose strane e inaspettate. Anche quando si ha un cuore dislessico.
Ritornello a presa rapida. Alzando un calice a celebrare Piero!

    10. Foresta
“Non ti conosco ma ti riconosco”. Dentro a una foresta sconosciuta incontrare qualcuno che si ha la sensazione di conoscere fin dal primo incontro. Tutto questo solo annusando l’aria intorno, solo studiandone i movimenti, solo incrociando lo sguardo. Dopo tanto tempo, emozionarsi ancora come la prima volta. Voler tornare alle sensazioni provate in quella “foresta” e commuoversi ancora al ricordo. Il testo è al 100% quello della prima improvvisazione. Nato per ultimo, suonato non più di dieci volte, un brano che ci ha catturati fin da subito per la sua intensità in crescendo. Un commosso pensiero d’amore, che nasconde dentro la speranza di incontrarsi ancora.

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