Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cultura

Cultura, un anno da dimenticare: "Senza arte resta solo il silenzio"

Il flash mob al Sociale per rivendicare il ruolo dei teatri ancora fermi

Flash mob al Sociale (Foto di Francesco Mantero)

Siamo ormai giunti ad un anno da quel 23 febbraio 2020 quando fu richiesta, come prima misura di contrasto al coronavirus, la chiusura immediata dei teatri (prima nelle principali regioni del Nord, in seguito nell’intero territorio nazionale). Ad eccezione delle limitate riaperture estive e di occasionali eventi in streaming (lo spettacolo dal vivo con pubblico in presenza è tuttora vietato), senza alcuna conferma riguardo a tempistiche e modalità per future ripartenze, ci ritroviamo dopo un anno senza cultura constatando l’ecatombe del settore, come dimostrano i dati:

• Attività cinematografica: -70,86%
• Attività teatrale: -70,71%
• Settore dei concerti: -83,19%
• Attività di ballo e concerti: -78,53%
• Spettacolo viaggiante: -58,75%
• Mostre ed esposizioni: -77,90%
• Eventi sportivi: -77,50%

Per questo motivo, Teatranti Uniti di Como e Provincia, hanno organizzato ieri sera al Teatro Sociale di Como il flash mob "Un anno senza Cultura",  uno spettacolo di intrattenimento, arte ma anche relazione e cura: il teatro diverte, ma alimenta anche la riflessione, educa al rispetto e al dialogo, crea comunità. Questa luce rischia tuttavia di spegnersi se non viene protetta, se la fiamma non viene alimentata, se viene costantemente posta in ombra a fronte di altre “urgenze”.

Mentre alle loro spalle si sono accese le luci del Teatro Sociale di Como, che ha aderito all’iniziativa di U.N.I.T.A. - il flash mob ha celebrato con questa iniziativa simbolica, accompagnata dalla musica del Baule dei Suoni, la voglia e la necessità di tornare a parlare di teatro e di spettacolo dal vivo e ricordare alla città che il Teatro c’è.

Il messaggio è stato chiarissimo: “Senza arte resta solo il silenzio". Ancora più esplicito l'invito per la ripartenza, rispetto alla quale il riconfermato ministro alla Cultura Franceschini sembra finalmente sollecitare: “Abbiamo bisogno di rivedere le regole del nostro settore portato allo stremo dall'emergenza sanitaria, non possiamo lasciare al caso la ripartenza dei teatri il cui ruolo nella società è stato messa da parte". 

Come affermava il grande Maestro Giorgio Strehler: “Ricordatevi sempre: in epoche oscure le luci più tenui brillano come stelle”.

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