Cultura

Finanza nell'ex caserma di via Borgovico, Casa del Fascio museo del Razionalismo: i rumors

Il tentativo è ancora gracile, ma almeno in embrione sembra che esista. L'affare - potenzialmente - è grosso e rischiosissimo. Il silenzio dei possibili protagonisti è assoluto. Eppure, qualcosa è filtrato sulla missione impossibile che da qualche...

E chi manovrerebbe i fili dell'intricatissima tela? I vertici della Fondazione Volta su tutti, cioè il presidente Mauro Frangi e il direttore Salvatore Amura. I quali, peraltro, l'idea di una Casa del Fascio non più caserma la fecero baluginare già un annetto fa, all'inizio della corsa - poi finita anzitempo - per Como Capitale della Cultura.

frangiAgli esordi della candidatura, infatti, entrambi ventilarono di inserire nel dossier da presentare al Mibac la possibilità di utilizzare parte dell'eventuale milione incamerato in caso di vittoria per cambiare funzione alla Casa del Fascio. La cosa, poi, svanì nel nulla, a causa della totale assenza di un vero progetto, di un vero piano economico e ovviamente della presenza della Guardia di Finanza in piazza del Popolo. Ma rumors recenti bisbigliano che Frangi e Amura non avrebbero ancora messo nel cassetto l'idea e starebbero tuttora battendo varie strade per capire come perseguirla fino in fondo.

cavadini-sfiduciaNon basta. A questo punto, infatti, torna utile anche ricordare che nel luglio 2013 l'assessore comunale alla Cultura, Luigi Cavadini, scrisse ufficialmente nientemeno che al governo Renzi per chiedere - testualmente - che il "palazzo-simbolo potesse essere totalmente dedicato al Razionalismo, a testimonianza del ruolo culturale primario giocato dalla città di Como (qui l'articolo dell'epoca)". Risposte, a dire il vero, dalla Capitale non ne sono mai arrivate e non sono pochi coloro che hanno sempre visto come una terribile iattura il possibile "sfratto" della Guardia di Finanza - che comunque, con i suoi limiti, finora ha garantito salvaguardia e "vita" dell'edificio - a favore di un futuro tanto teoricamente nobile quanto ricco di incognite e "misteri" per il capolavoro di Terragni.

caserma-borgovico-profughi-1In questo quadro di mere ipotesi, annunci e poco più, qualche contatto quantomeno con la Provincia per capire se ed eventualmente quando (non prima del 2018, pare) l'ex caserma dei carabinieri di via Borgovico si svuoterà dei profughi per tornare alla sua destinazione originaria pare ci sia stato. E però sia già stato anche "gelato", visto che la caotica riforma in corso dell'ente non garantisce certezze su nulla, figuriamoci sul destino di una caserma intera. Eppure, l'edificio libero e riutilizzabile come sede di militari sarebbe davvero la chiave di Volta (o almeno della Fondazione Volta). Con quel tassello, infatti, la missione potrebbe avere almeno un punto fermo per tentare di tirare le fila tra Comune, Villa Saporiti e soprattutto governo sul possibile trasferimento delle Fiamme Gialle, per destinare poi la Casa del Fascio a funzioni culturali (centro studi sul Razionalismo e sull'Astrattismo?). Con che soldi, con che tempi, con quali limiti tutto questo possa davvero avvenire, a oggi, nessuno lo sa esattamente: sul tavolo sembrano esserci molti conti, ma nessun oste in carne e ossa nei paraggi. Ma, prima o poi, in una città piccola come Como, ci si incontra tutti.

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