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Donne contro la mafia, un incontro al Cinema Gloria

Un incontro dedicato alle donne coraggiose che non abbassano la testa davanti alla prepotenza e alla violenza della mafia. Cgil Cisl e Uil provinciali hanno organizzato l'evento "Donne contro la mafia" uche si svolgerà martedì 11 marzo al Cinema...

Un incontro dedicato alle donne coraggiose che non abbassano la testa davanti alla prepotenza e alla violenza della mafia. Cgil Cisl e Uil provinciali hanno organizzato l'evento "Donne contro la mafia" uche si svolgerà martedì 11 marzo al Cinema Gloria (via Varesina 72, Como). Si comincia alle 16 con la proiezione del film " La mafia uccide solo d'estate". A seguire, tavola rotonda alla quale parteciperanno: Ilaria Ramoni (avvocato ed amministratore giudiziario, esperta in legislazione antimafia, coautrice del libro "Per il nostro Bene"), Mariagrazia Trotti (vittima di mafia e presidente dell'associazione Vigevano Libera); Rosa Palone (presidente del consiglio comunale di Buccinasco); Maria Rita Livio (sindaco di Olgiate Comasco); Mara Invernizzi (atleta Basket Como). Seguirà aperitivo. L' entrata è libera.

Le ospiti

Ilaria Ramoni: milanese, già da studentessa inizia a interessarsi di storia della mafia maturando così la convinzione che la sua strada sia quella del contrasto alla criminalità organizzata. Da avvocato accoglie la sfida di declinare il contrasto alle mafie nel quotidiano, non facile, della sua professione. È membro del Centro di azione giuridica di Legambiente Lombardia dove si occupa di tutela dell'ambiente e di ecomafie. Autrice di diversi saggi e articoli scientifici, con Alessandra Coppola ha scritto Per il nostro bene, un libro-inchiesta sui beni confiscati alle mafie.

Maria Grazia Trotti: orefice a Vigevano, finì nelle mani degli strozzini ma non si è mai arresa. È stata una delle prime negozianti in Italia a denunciare di essere vittima dell'usura. Dal 2001 è presidente dell'associazione Vigevano Libera, sostenuta da don Ciotti.

Rosa Palone: presidente del consiglio comunale di Buccinasco; la cittadina lombarda è stata soprannominata la Platì del nord per l'alta concentrazione di cittadini provenienti dal comune dell'Aspromonte, ma soprattutto per essere diventata la culla della 'ndrangheta in Lombardia. Il comune è stato commissariato dopo che dopo che il sindaco finì in manette per un presunto giro di tangenti.

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