Domenica, 13 Giugno 2021
Cultura

Como perde la mostra a Villa Olmo, Cavadini "incolpa" Gerosa e gli uffici comunali

Se la città di Como che non riesce a organizzare una mostra a Villa Olmo è già di per sé un fatto clamoroso che sfiora l'onta, le motivazioni ufficiali addotte dall'assessore alla Cultura, Luigi Cavadini, rasentano il surreale. In sintesi, infatti...

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Se la città di Como che non riesce a organizzare una mostra a Villa Olmo è già di per sé un fatto clamoroso che sfiora l'onta, le motivazioni ufficiali addotte dall'assessore alla Cultura, Luigi Cavadini, rasentano il surreale. In sintesi, infatti, l'esponente della giunta Lucini che è riuscito a mettere fine a oltre un decennio di eventi culturali assegnando la stragrande maggioranza delle responsabilità della cancellazione all'assessorato ai Lavori pubblici di Daniela Gerosa e ai lavori per il restauro di Villa Olmo (di cui, per la verità, nessuno conosce date e sviluppo ndr). Ma non solo: dalle sue parole si apprende anche che il peso decisivo per il no definitivo sarebbe stato degli uffici comunali, poco propensi - comprensibilmente - ad affidare direttamente alla società che ha recentemente proposto la mostra dedicata al futurista Fortunato Depero.

"L'ipotesi su cui si è lavorato fino a dicembre, "Le seduzioni dei laghi", non è risultata praticabile per l'indisponibilità al prestito di opere fondamentali in presenza del cantiere che interesserà le facciate - afferma Cavadini - Sapevamo che sarebbe stato difficile far coesistere un cantiere complesso ma importante per il futuro della città con l'allestimento di una mostra e abbiamo operato per rendere possibile questa convivenza. Lo scorso mese è arrivata la proposta di una società che con un progetto culturale solido, centrato sull'opera multiforme di Fortunato Depero, si è resa disponibile ad organizzare la mostra in concomitanza con i lavori. Gli uffici comunali non hanno, però, ritenuto possibile procedere con un affidamento diretto. I tempi legati ad un bando non sono a questo punto compatibili con quelli previsti per l'organizzazione della mostra a fine luglio. Oggi, oltretutto, è entrato in vigore il nuovo Codice degli appalti e questo apre ulteriori incertezze sulle procedure finora immaginate. Stando così le cose non ci sono le condizioni per avere una mostra quest'estate a Villa Olmo".

Senza contare l'apparente controsenso di una mostra (quella sui laghi) che avrebbe avuto opere così preziose da non poter convivere con un presunto cantiere e di un'altra (quella su Depero) che invece misteriosamente avrebbe potuto, non una sola riga di autocritica.

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