Sabato, 31 Luglio 2021
Cultura

Como, arte, ghiaccio, numeri e calore. Perretta, Bollini, Amura, Gaddi e Cavadini

A distanza, ma nelle ultime ore a Como si è svolto un dibattito (virtuale, almeno in parte) molto interessante per la vita culturale della città. I protagonisti sono Pierpaolo Perretta alias "MrSaveTheWall", il presidente dell'Accademia Galli...

Como, arte, ghiaccio, numeri e calore. Perretta, Bollini, Amura, Gaddi e Cavadini

A distanza, ma nelle ultime ore a Como si è svolto un dibattito (virtuale, almeno in parte) molto interessante per la vita culturale della città. I protagonisti sono Pierpaolo Perretta alias "MrSaveTheWall", il presidente dell'Accademia Galli Salvatore Amura, il padre delle "furono" grandi mostre, Sergio Gaddi, l'architetto Michele Bollini, e - indirettamente - l'assessore alla Cultura, Luigi Cavadini. La malizia, la mettiamo noi gratis.

Partiamo da Perretta. Ieri si è chiusa la sua antologica-ontologica a San Pietro in Atrio. E' stato un grande successo, lungo esattamente un mese. Di pubblico, ma forse sarebbe ancora più appropriato dire di popolo, categoria nella quale figura la mitologica "gente comune" ma che si espande ai critici d'arte, alla borghesia illuminata, anche al politico che cavalca l'onda naturalmente. Ma si può dire una cosa in più: la mostra di Perretta è stata più di tutto un successo della comunicazione efficace, in parte sagacemente studiata in parte tangibilmente spontanea, creativa. Attività in cui l'artista comasco è oggettivamente molto bravo. Certo, la produzione è "pop" - ma anche Warhol, senza voler fare paragoni del tutto insostenibili, era pop.

JpegBrutalizzando ogni approfondimento di natura scientifica, vuol dire che le opere di MrSaveTheWall sono popolari, piacciono alla gente che piace e che non piace, interessano. Sia con messaggi facili e d'impatto rapido, sia senza rinunciare a spunti anche solo in apparenza banali (il motto "Seduto ho avuto tante idee, ma è alzando il culo che le ho realizzate", oltre a essere nel suo caso in gran parte autobiografico, dovrebbe diventare un murale per ogni classe scolastica e ogni ufficio). Dunque, concludendo: con il tramite di lavori su cui comunque ognuno è liberissimo di esprimere un giudizio personale, Perretta ha coinvolto i visitatori, li ha invogliati, li ha resi partecipi di un evento. Che, grazie a questo mix di ingredienti che ha poi innescato passaparola e buona stampa (talora persino eccessiva), ha portato moltissimi comaschi e turisti a fare una visita. E a sorridere in San Pietro in Atrio (dove per dovere di cronaca l'ingresso era gratuito).

salvatore-amura-2In merito, Salvatore Amura (la cui ubiquità meriterebbe uno studio approfondito), a poche ore dalla chiusura dell'evento, ha postato questa riflessione pubblica tra il serio, il faceto e forse il velenosetto: "La mostra di Mr.Pierpaolo Perretta alias Mr.Savethewall è stato l'evento culturale del 2015 a Como, senza il minimo dubbio. La notizia che ha raggiunto più di 100.000 visitatori". Tralasciamo completamente l'aspetto numerico (che, però, tornerà tra poco). Se a "evento culturale" il direttore dell'Accademia Galli avesse aggiunto l'aggettivo "pop", l'assunto sarebbe stato anche nei fatti di difficile contestazione. Così, invece - sempre lasciando perdere la voluta boutade sulle cifre - quella che certamente nasce come una piccola ma non innocua provocazione lascia il segno. Ma è un segno utile, in fondo, per porsi una domanda: non ci sarà, forse, in quelle poche parole un messaggio velato di ironia verso chi, insistentemente e forse non sempre logicamente, si batte (soprattutto a Palazzo Cernezzi) per una cultura elitaria, lontanissima dal "pop" ma anche dall'evento di irrinuncibile prestigio internazionale? Come minimo, è una delle interpretazioni possibili e nemmeno scandalistica: a volte le provocazioni servono.

Libeskind bollini scomodi-4Qui si inserisce a fagiolo un'altra riflessione pubblica, quella dell'architetto Michele Bollini: "Cultura, dal verbo latino Colere, "coltivare". La Mostra "The Story" di Mr Savethewall a San Pietro in atrio è un seme gettato nell'"orto" che abbiamo il dovere di "coltivare". Non mi ha interessato semplicemente dal punto di vista "artistico", mi ha stupito dal punto di vista della "rappresentazione" della vita sociale della Città, che si è sentita coinvolta, trascinata e finalmente libera. Gli ingredienti sono sempre gli stessi: avere qualche cosa da dire, avere un sogno da realizzare, condividere, essere positivo e propositivo. Pertanto non è importante affermare se stessi, ma affermare le proprie idee in condivisione con gli altri". Soffermiamoci un attimo sullo stupore di Bollini per la "rappresentazione della vita sociale della città". E' il concetto perfetto a cui ambisce la mostra in corso a Villa Olmo, non casualmente intitolata "Com'è viva la città" e impegnata a descrivere proprio la vita urbana nelle sue tante declinazioni. Un obiettivo che se nel percorso espositivo viene raggiunto, nella risposta del pubblico finora è decisamente mancato. E, volendo, non tanto o non solo per i numeri (659 ingressi nella settimana dal 25 al 30 agosto, 5.753 da inizio mostra) quanto per tutto l'immaginario comunicativo ed emotivo che l'evento di MrSaveTheWall ha stimolato e fatto percepire sia a chi entrava in San Pietro in Atrio, sia a chi ne usciva foss'anche soltanto per la bravura di Perretta nel diffondere i messaggi relativi (ma non è così, come abbiamo già evidenziato).

gaddi-scrovegniQui arriva Gaddi. Grevità purtroppo ineliminabile a parte - l'ex assessore alla Cultura non ha tutti i torti quando spruzza un po' (tanto) di veleno mettendo probabilmente nel mirino la maggioranza e la giunta di Palazzo Cernezzi e i loro sostenitori in tema di mostre e cifre. "Quando i numeri dipendono da loro ma NON gli fanno comodo perché fanno pietà (Villa Olmo) li nascondono. Quando invece gli stessi numeri NON dipendono da loro e sono un po' migliori, come per lo stand di ben una settimana dentro il sito di Expo (che dura 6 mesi), dove anche se esponi un poster la gente ci va a sbattere contro comunque, allora li strombazzano come merito loro ed economia del futuro". Complessivamente, il pensiero specifico non sta in piedi (sarà mica un torto di Comune, SistemaComo2015 e Camera di Commercio aver affittato uno spazio nel cuore di Expo per Lake Como Essence?), ma la critica su un uso talvolta acrobatico dei numeri - parola "sporca" per l'assessore Cavadini - effettivamente ha un suo fondamento.

mostra-22ago15-5Ma alla fine di questo periglioso giro tra alcune voci della circuito culturale comasco, cosa rimane? Due cose. La prima: sebbene del tutto imparagonabili per contenuto scientifico e forse "difficoltà" per il grande pubblico (oltre che per i 10 euro di differenza), la mostra pop di Perretta dovrebbe comunque insegnare moltissimo all'assessore Cavadini e ai privati che organizzano materialmente l'evento su come si comunichi e si stimoli la partecipazione, la condivisione, l'empatia tra un pubblico e un evento artistico; cioè tutte le cose che finora, per quanto riguarda Villa Olmo, sono pesantemente mancate, con l'effetto di rinchiudere la mostra in corso (e le precedenti) in una sorta di calotta polare anti-empatica chiamata Villa Olmo, novella "Fortezza Bastiani" che respinge e raffredda più che attrarre e scaldare (pur al netto delle differenze ineliminabili sui due progetti in questione e pur apprezzando gli eventi collaterali creati attorno all'esposizione, che però finora sono rimasti belli ma fini a se stessi, autoconclusi, non connessi realmente con l'esperienza-mostra). La riflessione che sarebbe dunque auspicabile a Palazzo Cernezzi per il futuro (perché comunque non ci si può dimenticare che il Comune, tramite sponsor privati e pubblici recuperati direttamente, mette a disposizione dei privati tramite bando circa mezzo milione di euro) è che si rifletta seriamente sul perché non si sia mai veramente riusciti a rendere la città e i cittadini calorosamente partecipi degli eventi di Villa Olmo, al di là del riscontro numerico (comunque obiettivamente non esaltante).

La seconda cosa, invece è una boutade espressamente provocatoria: verrà il giorno della vera sperimentazione, ma vera davvero, con un Perretta a Villa Olmo, magari ancora ad agosto, spostando finalmente di nuovo la mostra in primavera e ridando Villa Olmo a Parolario in settembre?

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