Campo Umano, arte pubblica 50 anni dopo: convegno e mostra a Como

Foto Gabriele Basilico

Fin dal suo titolo il progetto rievoca Campo Urbano, l’evento artistico a cura di Luciano Caramel che occupò gli spazi pubblici di Como il 21 settembre 1969 con interventi effimeri e spesso spiazzanti per la cittadinanza e l’opinione pubblica comasca. La mostra si inserì in un più ampio dibattito tra i curatori e i critici del tempo sugli eventi espositivi che andavano moltiplicandosi nelle strade e nelle piazze delle cittadine italiane tra il 1968 e ‘69. In mezzo ai movimenti di protesta e antiautoritari sbocciati nel ‘68, e la conseguente occupazione delle strade da parte di studenti e lavoratori, Campo Urbano, come altre mostre di questi anni, cercava un nuovo contatto con la realtà della vita quotidiana e con un pubblico più ampio dei soli appassionati d’arte. Una relazione che si rivelò non priva di ambiguità.

Organizzato come un convegno di due giorni e una mostra, Campo Umano – Arte pubblica 50 anni dopo, celebra il cinquantesimo anniversario di quella mostra-evento, analizzandone successi e fallimenti nel contesto storico-artistico e sociale dell’epoca. Allo stesso tempo, il progetto vuole ridiscutere le possibilità e le forme odierne di arte pubblica, in uno scenario politico, sociale e tecnologico in cui l’idea stessa di spazio e di bene pubblico, il concetto di collettività e comunità, sono profondamente mutati rispetto a quegli anni.

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Il convegno

21-22 settembre 2019
Villa Olmo (via Simone Cantoni 1, Como)

Diviso in due giornate, il convegno vede la partecipazione di artisti, critici, curatori e storici tra i più significativi esperti della materia, oltre a presentare nuovi interventi video di studenti del Biennio Specialistico di Arti Visive e Studi Curatoriali di NABA.

Nella giornata di sabato - dopo aver introdotto il contesto sociale e politico italiano di quegli anni (Robert Lumley) - verranno discusse le forme di arte pubblica che hanno avuto luogo in Italia tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70 (Alessandra Acocella, Luca Cerizza, Alessandra Pioselli, Francesco Tedeschi e Tommaso Trini). In questo contesto verrà approfondito il caso di Campo Urbano, attraverso la testimonianza di alcuni dei suoi protagonisti (Giuliano Collina, Mario Di Salvo, Ugo La Pietra, Gianni Pettena e Grazia Varisco).
 
La giornata di domenica sarà, invece, focalizzata sugli sviluppi più recenti dell’arte pubblica, con una particolare attenzione alla realtà delle metropoli e megalopoli europee e asiatiche, e alla relazione con un mutato contesto sociale, politico e tecnologico profondamente influenzato dalle strategie di commercializzazione, privatizzazione e sorveglianza tipiche del capitalismo avanzato. Gli interventi di Zasha Colah, Hou Hanru, Roberto Pinto e Marco Scotini discuteranno alcune strategie di intervento artistico negli spazi pubblici di diverse aree geografiche. Una tavola rotonda con la partecipazione di studiosi, curatori e artisti (Massimo Bartolini, Cecilia Guida, Francesco Jodice e Margherita Moscardini) chiuderà la conferenza.

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La mostra

Documentare l’effimero. Immagini e materiali da Campo Urbano
Opening: 21 settembre 2019 - 18.30
22 settembre - 26 ottobre 2019 borgovico33 (via Borgo Vico 33, Como)
orari: 10-18 (sabato e domenica) su appuntamento (lunedì-venerdì)

Documentare l’effimero ricostruirà le vicende di Campo Urbano attraverso materiali provenienti dagli archivi degli artisti, cataloghi ed efemera disegnati da Bruno Munari e una ricca documentazione di video e video-interviste (Archivio Mulas). Insieme al ruolo capitale svolto dalle fotografie di Ugo Mulas, la mostra presenterà immagini in parte inedite di Gianni Berengo Gardin e Gabriele Basilico, scattate in quella stessa giornata di 50 anni fa.

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