Sabato, 18 Settembre 2021
Cultura

Beretta, l'architetto che graffia Bollini e Life Electric: "Non simbolo ma brand per selfie"

Ha rapidamente trovato una risposta a tono l'articolata riflessione dell'architetto Michele Bollini su Life Electric, il monumento di Daniel Libeskind che sarà inaugurato il prossimo 2 ottobre. E, un po' come il bianco sta al nero, un altro...

Libeskind e il mondo fuori: l'invincibile forza dei cavedani

Ha rapidamente trovato una risposta a tono l'articolata riflessione dell'architetto Michele Bollini su Life Electric, il monumento di Daniel Libeskind che sarà inaugurato il prossimo 2 ottobre. E, un po' come il bianco sta al nero, un altro collega comasco, Sergio Beretta, andando al di là del dibattito più o meno "di pancia" andato in scena nell'ultimo anno e certamente "cavalcato" da tutti i media, questo per primo, offre una visione di quell'opera profonda, tutt'altro che superficiale. Anzi, nel rispondere al concetto di fondo espresso da Bollini - "Life Electric mina i nostri universi simbolici e mette in discussione la loro credibilità", per questo ha fatto così "paura" - Beretta fa a pezzi il valore simbolico stesso di quel monumento. Ridotto da emblema di una potenziale nuova prospettiva per Como, i comaschi e il loro futuro a "brand" buono soprattutto per gare di selfie. Graffiante e oltre, Beretta. Ma anche qui, parole che scavano oltre le polemichette quotidiane. Da leggere.

sergio berettaNon ho paura che mi rappresenti perché, semplicemente, non lo fa. Dal basso dei suoi 15 metri non mina alcuno dei miei universi simbolici. E non ne aggiunge.

Aggiunge, invece, un LOGO, o meglio, un BRAND perché nato come operazione di marketing.

Lo testimonia il fatto che sarebbe dovuto essere pronto per l'inaugurazione dell'EXPO (ahi), che ha lo sfruttamento di immagine vincolato da un contratto e che lo stesso contratto ha la scadenza di cinque anni. Allora, visto che lo si deve sfruttare, è entrato di diritto nelle piante della città ancora prima che ne venisse iniziata la costruzione, è portato come esempio di produzione culturale della città e sicuramente, dal 2 di ottobre alle 18.00, diverrà parte delle cartoline moderne chiamate selfie. libeskind-giorno-5Non rappresenta neppure "il meglio che ci si possa augurare per la storia dell'Architettura di questa Città" non tanto perché non si riconosca l'importanza del progettista ma perché il progettista stesso non cita il suo progetto (oggi 24 settembre 2015 alle 19,41) nel suo sito. Rappresenta, invece, il rovesciamento del percorso che crea un simbolo veritiero e duraturo: il riconoscimento condiviso, forse la massima rappresentazione del "processo dal basso".

Quando un simbolo viene calato dall'alto, nel momento in cui il POTERE che esso rappresenta viene meno, il primo atto del cambiamento è sottolineato dalla rimozione del simbolo stesso; l'abbattimento delle statue di Lenin, Stalin e Saddam Hussein sono un esempio ancora ben impresso nella memoria non credo solo mia.

LIFE ELETRIC è quel tipo di simbolo imposto che ti DEVE piacere per forza, che se non lo citi non sei nessuno, che se stai "dall'altra parte", argomentando e non per partito preso, sei il NEMICO retrogrado e conservatore. Su una cosa, però, concordo con l'architetto Bollini: LIFE ELECTRIC ci obbliga a guardarci dentro e chiederci se è giusto che un BRAND diventi un SIMBOLO magari, addirittura, IL nostro simbolo.

Se questo fosse allora sì avrei paura, ma sono un inguaribile ottimista.

Sergio Beretta

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