Cultura

On the road, in viaggio con Andrea Parodi

Il diario del nuovo disco in uscita il 6 maggio

Per gli artisti è un momento molto difficile. Niente concerti e praticamente nessuna possibilità di promuovere dal vivo i propri lavori discografici. Nonostante il momento tragico, la musica però non si ferma. Andrea Parodi lo conosciamo bene, è un vulcano. I suoi progetti live da anni hanno offerto eventi internazionali di grande rilevanza artistica. 

Parodi il direttore artistico di una casa discografica, ha ideato e fatto crescere festival come il Buscadero Day, il Townes Van Zandt International Festival e Storie di Cortile, l’evento estivo che porta musica nelle nostre corti e nei nostri cortili. Il settore dello spettacolo e della cultura sono stati tra i più colpiti e dimenticati durante la pandemia ma Andrea non si è abbattuto e ha continuato a cercare nuove forme e linguaggi per arrivare alle persone. 

storie di cortile-2

È stato tra i protagonisti del tributo a Fabrizio De Andrè al Cinema Gloria e ha realizzato degli spettacoli virtuali di successo come il concerto omaggio a John Lennon dello scorso 8 dicembre che ha avuto oltre 150.000 visualizzazioni e Just Like a Woman, evento dedicato alla giornata internazionale della donna con contruibuti di Paul Young, Alberto Fortis, Baccini e Donatella Finocchiaro tra gli altri. In questi giorni è a lavoro per un ultimo evento in streaming (dedicato a Maradona, il 10 maggio) e per iniziare a progettare la stagione estiva.

asbury-park-with-bruce-3

Ma questo tempo sospeso ha riportato alla luce un’altra anima di Andrea Parodi, quella del cantautore e gli ha permesso di completare il suo nuovo album che verrà alla luce il 6 maggio. Da oggi, nel solco tracciato da ArtUp per le arti visive, abbiamo pensato di sostenere anche i musicisti. Ecco quindi un diario in quattro puntate per svelarvi il making of di questo nuovo disco di Andrea Parodi che vedrà la partecipazione di guest star internazionali come Ryan Bingham, Joe Ely, James McMurtry, David Bromberg, Larry Campbell, Scarlet Rivera, David Grissom e David Immerglück dei Counting Crows!

Il disco

"Nel 2013 - racconta Parodi - sono andato a Austin, in Texas, per registrare un disco insieme a Joel Guzman, uno dei più grandi fisarmonicisti al mondo, che all’epoca suonava con Paul Simon. Ho sempre legato ogni mio disco a un viaggio. Vancouver Canada per Le Piscine di Fecchio e Soldati, Santa Fe New Mexico per Chupadero con la Barnetti Bros Band e finalmente la mia città musicale preferita: Austin.  Questo disco ha il suono e il sapore di quei luoghi, dei tramonti infiniti del Texas, dell’aria di confine col Messico.  Dodici canzoni rimaste chiuse in un cassetto per otto anni. Riascoltandole ora, riaffiorano tutti i ricordi di quel viaggio, con Woody che non aveva ancora due anni e guardava il mondo con i suoi grandi occhi azzurri pieni di avventura.

E in una di quelle sere texane mi sono sposato con Elena nel ranch di Joe Ely, sotto una quercia indiana secolare avvolta da lucine colorate. È stato JT Van Zandt a sposarci.  Il disco uscirà il 6 maggio in occasione del mio compleanno e sarà una grande festa. Siete tutti invitati, spargete la voce il più possibile e se volete farmi un regalo una piccola donazione contribuirà alla realizzazione. Tutti i sostenitori riceveranno in anteprima il download del disco e qualcosa di inedito sia audio che video. Per maggiori informazioni visita il sito di Andrea Parodi. Per sostenere il disco clicca qui visita

Il diario (parte 1)

Le registrazioni sono cominciate a Austin in Texas diversi anni fa, ma in realtà erano iniziate ancora prima, a Genzano sui Castelli Romani. Oggi vi presento il primo grande ospite del disco: Alex Valle, che molti di voi conosceranno come polistrumentista di Francesco De Gregori. L’amicizia con Alex è nata dopo un concerto di De Gregori che organizzai a Seveso, nei primi anni 2000. Poche settimane dopo cominciammo a frequentarci e a suonare insieme. Conservo ricordi bellissimi di un’estate in cui Alex finiva di suonare in prestigiose arene con De Gregori e montava sulla sua moto con dobro e mandolino in spalla attraversando mezza Italia per raggiungermi. Io suonavo in piccoli club, in spiaggia, a volte in situazioni estreme. Ma Alex appena poteva arrivava, perfino in cima al borgo di Rotondella in Basilicata! Erano anni ruggenti di chilometri e chilometri e di birre e birre a fine concerto. E in quegli anni i chilometri si moltiplicavano perché facevo anche da roadie a tutti i songwriters americani che portavo in tour. Uno dei miei preferiti era sicuramente Greg Trooper. Sia come artista, ma soprattutto come persona.

De Gregori, Valle e Dalla-2

Era uno spasso andare in tour con lui. Trooper lo vidi per la prima volta in Italia a metà anni 90, quando lo portò Carlini. Qualche anno dopo mi cercò e mi diede appuntamento a Coney Island per organizzare il suo grande ritorno in Italia. La mia vita stava cambiando, stavo diventando papà e così ad un certo punto passai il testimone ad Alex che divenne il chitarrista di Greg, il suo roadie, il suo grande amico. E questo è successo anche con James Maddock e con altri cantautori americani. Alex Valle, così come Paolo Ercoli e Max Malavasi, è stato un collaboratore prezioso in questi anni, oltre che un musicista straordinario. Uno di quelli, come direbbe il mio amico Malcolm Holcombe, per cui varrebbe la pena prendersi una pallottola nella schiena. Alex è un duro, un personaggio che sembra uscito da un film, ma è anche una persona di una sensibilità unica che lavora la terra, produce il suo vino e il suo olio ed è in grado di organizzare una cacio e pepe commovente nel cuore della notte.

Valle e Maddock-2

Alex si faceva i chilometri per arrivare quassù, a volte in moto, a volte con la sua vecchia Fiesta ma aveva sempre la sua cameretta personale a casa di mia mamma. Così come io avevo la mia a Genzano a casa della sua, nella via centrale del paese che a giugno si prepara all’infiorata. E sotto casa di Alex c’è la Trattoria dei Cacciatori e davanti alle leggendarie pappardelle alla lepre sono nate le prime idee di arrangiamento di questo disco. Molte delle chitarre acustiche sono rimaste quelle di Genzano e in questi giorni Alex ha aggiunto la sua pedal steel su “E’ solo un Fiore”, che si incastra alla perfezione con la chitrarra elettrica di David Immerglück, col pianoforte di Radoslav Lorkovic e soprattutto con gli archi di Tim Lorsch. Ma di loro vi parlerò nelle prossime puntate…

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

On the road, in viaggio con Andrea Parodi

QuiComo è in caricamento