Giovedì, 13 Maggio 2021
Cultura

On the road, in viaggio con Andrea Parodi: Guitar Heroes

Terza tappa con il diario del nuovo disco in uscita il 6 maggio

Andrea Parodi con Andrew Hardin

Maledetta pandemia. Per gli artisti è una stagione molto difficile. Niente concerti e praticamente nessuna possibilità di promuovere dal vivo i propri lavori discografici. Proseguiamo così con una terza tappa il diario dal Texas di Andrea Parodi che il 6 maggio pubblicherà il suo nuovo disco. Qui trovate la prima e la seconda tappa di questo viaggio nella musica con il musicista e promoter canturino. In questo nuovo appuntamento spazio alle chitarre che hanno impreziosito i terzo lavoro del cantautore che respira aria d'America fin da quando ha iniziato il suo percorso.

Il diario (Terza tappa)

Guitar Heroes

La chitarra è lo strumento attraverso il quale nascono le mie canzoni. Tutto è cominciato nell’estate del 93, in Valtellina. Aveva finalmente smesso di piovere e il cielo era striato di una varietà di colori tra il rosso, l’arancione e il rosa. Stavo in piedi su di un grande sasso nel bosco e mi sembrava di dominare tutta la valle. La pioggia che era caduta esaltava i profumi balsamici degli aghi di pino che si mischiavano senza confondersi a quelli dei funghi e dei rododendri. L’aria era così leggera, trasparente e sentivo un senso di totale appartenenza a quella montagna e a quella valle, la valle dei miei nonni. Quel senso di appartenenza e di comunione andava in qualche modo ricompensato o forse fotografato per poterlo ricordare per sempre. Ma come?

Larry e Teresa, Giazzi, Feltrinelli, andrea-2

Sentii questo impulso fortissimo e scesi in paese con l’idea di comprarmi una chitarra. A Morbegno l’unico negozio di strumenti era chiuso per ferie e così arrivai a Lecco ed acquistai la mia prima chitarra acustica, una Hyundai.  Quella notte, senza aver praticamente mai realmente suonato una chitarra, scrissi la mia prima canzone. La mia tecnica chitarrista non si è mai affinata da allora, ma grazie alla chitarra non ho mai smesso di scrivere canzoni. In questo disco la chitarra ha un ruolo fondamentale e ho coinvolto alcuni dei più grandi chitarristi al mondo. Non sto esagerando, ora ve li presento.

David Grissom

Basterebbe il monumentale assolo di chitarra elettrica su Letter to L.A. di Joe Ely per parlare di David Grissom. Sia nel disco Lord of the Highway ma ancor di più nel live viscerale al Liberty Lunch. David Grissom è uno dei più grandi chitarristi al mondo, capace di far decollare canzoni e dischi con poche note e con un suono, suo, indelebile. Questo è successo nei dischi di Joe Ely, James McMurtry e John Cougar Mellencamp, che con Grissom nella band ha scritto le pagine più rock della sua carriera tra cui Human Wheels. 

Grissom & Ely-2

Nel corso degli anni Grissom ha suonato con dozzine di grandi personaggi, Buddy Guy, Dixie Chicks,John Mayall, Robben Ford, Allman Brothers Band, Ringo Starr, Chris Isaak, Bob Dylan, formando anche il supergruppo Storyville, con la sezione ritmica di Stevie Ray Vaughan. Una decina di anni fa stavo organizzando un tour italiano di Joe Ely, full band. Il mio amico Mario di Vicenza che nella vita fa il notaio, ma che per passione organizza concerti mi chiama al telefono. “Dovresti chiedere a Joe di portare David Grissom alla chitarra”.  “Mario, non funziona così, Grissom non suona più nella band di Joe Ely da tanti anni, è Joe che sceglie i suoi musicisti. C’è Robbie Gjersoe alla chitarra.”  “Tu provaci, dai! Falli venire tutti e due”. 

Grissom Parodi Python-2

Mario aveva ragione, bisogna fare sempre sogni grandi, che poi qualche volta si avverano. Fu un tour epico con due aneddoti che voglio ricordare, oltre a tutto quello che ogni notte succedeva sul palco. Dopo la prima data di Como il furgone andò letteralmente a fuoco e ricordo David sfidare le fiamme per salvare gli strumenti. Altrettanto surreale fu l’ultima tappa del tour a Livorno con Joe Ely che decise di aprire con una sciabolata una bottiglia di Barolo degli anni 60 che girava da qualche giorno nel furgone, dono speciale di un fan. Così ho voluto fare grandi sogni ancora una volta e quello che porta David Grissom al mio disco è pazzesco. Il disco si apre con la sua chitarra elettrica su Buon Anno Fratello. Poi ha fatto diventare Elijaah quando parla la canzone più potente dell’intero cd e infine fa volare i cavalli di Where the Wild Horses Run correndo insieme alla fisarmonica di Guzman. Questa è l’unica canzone in inglese del disco e sarà cantata da 5 ospiti davvero speciali. Presto vi svelerò chi sono. Quando sarà finita la pandemia, se capitate a Austin Texas, non lasciatevi scappare i suoi concerti al Saxon Pub che sono stati immortalati in un bellissimo disco uscito da poco: Trio Live 2020.

David Bromberg

Una leggenda vivente. Maestro del fingerpicking che ha imparato direttamente dal Reverendo Gary Davis. Collaboratore storico di Jerry Garcia, Jorma Kaukonen, Jerry Jeff Walker, Doug Sahm, Gordon Lighfoot, John Prine, Willie Nelson, solo per fare qualche nome. David Bromberg ha esordito con un disco omonimo nel 1972 al quale hanno partecipato George Harrison e Bob Dylan. Qui siamo davanti alla Storia della Musica. Nel suo modo di suonare si fondono blues, bluegrass, tradizioni forgiando un sound che poi un giorno avrebbero chiamato “americana”. Nel clou della sua carriera Bromberg decide di sparire dai riflettori e per anni si dedica alla costruzione di violini. Persona colta, raffinata che abbiamo avuto il piacere di ospitare sul lago di Comabbio in occasione dell’ultima edizione del Buscadero Day.

David Bromberg-2

L’edizione più bella e sofferta del festival che in pochi mesi ha dovuto trovare una nuova location e il modo di sostenersi attraverso una campagna crowdfounding. Tra le ricompense c’è una cena esclusiva con Bromberg e la sua band nell’incantevole ristorante Alla Corte Lombarda di Mornago (Va). Ad accoglierci il giovanissimo chef Marco e la sua famiglia, anche loro appassionati di musica ed emozionati per la serata che sta per cominciare. Marco si supera con un menù degustazione in cui sfoggia il meglio del suo repertorio.

Bromberg live Buscadero Day-2

C’è una lunga tavolata e David Bromberg è a capotavola vicino a Paolo Carù e al mio amico Eugenio Limido. Spuntano vecchi vinili da firmare, fotografie e una chitarra e Bromberg ci regala una perla assoluta. Gli occhi sono socchiusi, l’arpeggio di chitarra ci riporta al Greenwich Village e alle scogliere dell’Irlanda e la sua voce inizia a cantare di marinai e pescatori. È una vecchia ballata di Gordon Bock. David è emozionato, anche per lui è stata una serata magica e l’amicizia che lo lega a Paolo Carù e al Buscadero è fortissima. È davvero un sogno sentire la sua slide elettrica su una delle ballate più dolci del mio disco: Se vedessi la baia ora.

Larry Campbel

E' stato il chitarrista di Dylan dal 1997 al 2004 e all’apice della sua carriera ha fatto una scelta di vita rinunciando a suonare con il più grande cantautore della storia per cominciare un progetto artistico e di vita con sua moglie Teresa Williams. Dopo il never ending tour con Bob Dylan, Larry diventa il band leader insieme a Levon Helm della leggendaria Midnight Ramble, una session che si tiene ogni sabato nel fienile della casa di Woodstock di Helm. Ogni volta nuovi ospiti che si aggiungono a questo straordinario concerto come Elvis Costello, John Prine, Emmylou Harris, Richard Thompson, Jackson Browne, Phil Lesh.

Larry e Teresa 2-2

Larry Campbell è un musicista di categoria superiore e oltre a Dylan e Levon Helm ha suonato coi Black Crowes, Little Feat, David Bromberg e tantissimi altri ma la cosa per me emotivamente straordinaria è che prima di raggiungere la fama Larry è stato il chitarrista della Greg Trooper Band! Ho dato a Larry e Teresa una murder ballad, I Piani del Signore. Hanno creato dei meravigliosi cori gospel sul ritornello e Larry suona la pedal steel e il violino che si incastrano magicamanente con l’organo hammond di Guzman e la canzone diventa per me uno degli highlights assoluti del disco.

David Pulkingham & Andrew Hardin

Quando andavo a Austin per il SXSW uno dei momenti cult del festival era il concerto di chiusura che si teneva nel parcheggio del San Josè Motel sulla South Congress di fronte al Continental Club, a pochi passi dal negozio western Allens Boots e da Guero’s dove si bevono i migliori margaritas in città. 
Il parcheggio si animava ai lati di bancarelle di street food, di vestiti vintage e di un folto pubblico pronto a ballare e ad applaudire ogni anno una line up da paura. 

david pulkingham-2

Rock’n’roll e honkytonk con Billy Joe Shaver, Hayes Carll, Chris Gaffney, Ray Wylie Hubbard e il concerto di chiusura che toccava sempre ad Alejandro Escovedo che si presentava ogni volta con una band diversa sul palco. Archi, ballerine, fiati mariachi, era un’esplosione di colori e di suoni e a dirigere l’orchestra c’era sempre David Pulkingham (sopra nella foto con Robert Plant) che infiammava il pubblico con assoli di elettrica e nylon. Ho organizzato diversi tour di Alejandro e David in Italia, che sono stati ospiti anche del Townes Van Zandt International festival. Negli ultimi anni David ha suonato con Patty Griffin e Robert Plant. Partecipa al mio disco su Where the Wild Horses Run e su Gabriela y Chava Moreno insieme a Andrew Hardin. 

Hardin Parodi al Woody Fest Oklahoma-2

Ero un ragazzino quando andavo a sentire i suoi concerti con Tom Russell, quasi trent’anni fa. Impazzivo per il suo modo di suonare e quando attaccava Gallo del Cielo era emozione pura. Andrew e sua moglie Gigi sono diventati tra gli amici più cari che ho in Texas. In questi anni abbiamo condiviso molti momenti insieme, in Italia e a Wimberley, cittadina texana a sud di Austin sul fiume Blanco.  Andrew è venuto in tour con Kevin Welch, John Fullbright, gli Aztex, la family band di Joel Guzman, sua moglie Sarah e il figlio Joel Gabriel e un anno a loro si è unito la leggenda della musica tex mex Augie Meyers (Texas Tornados, Tom Waits, Bob Dylan).  Mi ha accompagnato a Okemah, in Oklahoma al Festival dedicato a Woody Guthrie, ha suonato nei dischi di Charlie Cinelli, Radoslav Lorkovic e della Barnetti Bros Band e qualche mese prima della pandemia ha fatto parte di una spettacolare carovana composta da Chris Buhalis, Gurf Morlix e Blackie Farrell. 

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