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Il concerto

A Strade Blue Live arriva l'onda dolce di Luca Ghielmetti & Friends

Un concerto da bere lentamente, ecco perché

Luca Ghielmetti non è un artista che si incontra dove la vita corre dritta sull’asfalto. Molto più facile che succeda dove le persone lasciano tracce, dove le rughe hanno qualcosa da dire, dove tutto ciò che ti circonda è una storia da raccontare. Ghielmetti ha la voce roca e l’entusiasmo che trattiene a fatica tra le mani: gli sfugge spesso anche prima di sedersi curvo a un piano, prima di imbracciare la chitarra e riempirci il cuore con una nuova canzone: “Scendi Madonna a togliermi le spine, ci vuole un fiore per parlare con me, a piedi nudi sulle mie rovine sento gli applausi degli Champs Elysees”. Un concerto di Luca Ghielmetti è un sogno cantato, un viaggio ricco di emozioni che corrono là dove il mare fa la curva. Là dove bisogna andare. Insieme. Ad esempio a Dolceacqua, in quell'entroterra dove la Liguria si nasconde al mare, dove si ritrova quel senso di appartenenza alle radici di un’Italia che non ama i riflettori. 

ghielmetti perrino

Durante il Premio Tenco, a Sanremo nel 1990, chiesero a Luca Ghielmetti, allora giovane cantautore ma anche giovane farmacista, se voleva sostituire una collega per qualche giorno alla farmacia di Dolceacqua. Quando Luca vide il ponte, gettò l’ancora e ci rimase un anno intero. Ed è lì che ha conosciuto Nino Perrino, maestro del Rossese, che nel frattempo ha messo sulle spalle 62 vendemmie. Ed è per lui, che sarà presente insieme alla nipote Erica a Strade Blu Live, il 22 febbraio da Nerolidio a Como, che Luca Ghielmetti ha voluto riunire una superband composta da Giuliano Raimondo, Michele Gattoni e Marco Brioschi. Ad aprire la serata un omaggio a un gruppo che riflette pienamente l'anima della quinta tappa di Strade Blue Live: ovvero i Waterboys del capolavoro Fisherman's Blues. A interpretare le loro travolgenti onde sonore troveremo Alessio Brunialti. 

Luca Ghielmetti

In una società in cui tutti cercano di apparire, dove tutto corre veloce senza lasciare radici, Luca Ghielmetti rappresenta una rara eccezione. Capace di mescolare mondi e persone, amore e vita, di tessere una fitta rete di relazioni tra il quotidiano e la passione per Brassens, Conte, De André, Waits, traducendo il tutto con uno stile musicale estremamente personale, che rende la sua musica graffiante e leggera, densa di spessore e delicatissima, Ghielmetti è un artista in grado di adattarsi a ogni situazione, di respirare il momento per restituirlo carico di empatia. Ha partecipato al Premio Tenco, è stato per molti anni la spalla concertistica dell’amico Giorgio Conte, ha collaborato a più riprese con Enrico Ruggeri, per cui ha scritto anche diverse canzoni di successo come ad esempio il singolo A un passo dalle nuvole, e altri bei nomi della musica d’autore italiana. In passato ha pubblicato Le corniole di nonno Rassuli (1990) e  Dolci spose mancate d’un soffio (1998), album oggetto di culto, ormai introvabili.

ghielmetti 3-3

Dopo alcuni anni di pausa discografica, nel 2009 Ghielmetti ha raccolto in un nuovo omonimo disco  le canzoni che meglio rappresentavano il suo percorso. Per realizzarlo, il cantautore di Valmorea si è rivolto a uno dei musicisti-produttori più ricercati al mondo, quel Greg Cohen noto per i suoi trascorsi con Tom Waits e per aver collaborato con tutti i più grandi. Un disco introspettivo nato grazie agli incontri con tanti amici che si sono avvicinati con entusiasmo al suo progetto e appena hanno potuto sono venuti a Milano per registrare le loro parti: il percussionista brasiliano Cyro Battista (Paul Simon, Natalie Merchant) o il chitarrista americano Tim Sparks e altri ancora.

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