Turismo sul Lago di Como, si prospetta una tragedia economica

Gli effetti devastanti del coronavirus sulla stagione turistica 2020

Lago di Como

Questa è la stagione in cui abitualmente riaprono tutti gli alberghi del Lago di Como, una delle mete turistiche più ambite al mondo. Non sarà così nel 2020, anno terribilmente segnato da una pandemia che sta mettendo in ginocchio il mondo intero. Nessuno aveva minimamente messo in conto che avremmo avuto a che fare con una tragedia di queste proporzioni (solo in Italia ha già causato oltre diecimila morti) che avrà effetti collaterali devastanti. 

Se all'inizio della crisi in molti pensavano che ce la saremmo cavata con qualche settimana di chiusura e di fatto con il ritardato avvio della nuova stagione turistica, ora è a tutti chiaro che potrebbe essere irrimediabilmente compromessa l'intera stagione. Nonostante qualche grande albergo non abbia perso l'ottimismo e continui a spostare in avanti la data di riapertura, occorre essere realisti per non creare vane illusioni. E la realtà alla quale ci sta portando la battaglia contro il Covid-19 dice che difficilmente rivedremo i turisti in città e sul Lago di Como entro l'estate. Le ragioni sono state spiegate più volte dal Governo: il ritorno alla normalità sarà graduale, soprattutto in Lombardia, epicentro del coronavirus. Il distanziamento sociale e molte altre precauzioni dureranno mesi. Inoltre, al momento, nessuno è in grado di prevedere l'evoluzione della pandemia nel resto d'Europa e nel mondo, insomma dai molti stati esteri dai cui provengono abitualmente i nostri turisti.

Poi ci sono altre due questioni che, anche quando verranno rimossi i divieti agli spostamenti delle persone, non si possono tralasciare: quella della paura del contagio, che condizionerà molti viaggiatori per qualche tempo, e quella della crisi economica, che inevitabilmente porterà con sé questa durissima battaglia. Ne deriva che una delle più grandi risorse del nostro territorio si sta irrimediabilmente avviando verso una profonda crisi anche a livello occupazionale: sono infatti migliaia i lavoratori a rischio nel settore alberghiero, della ristorazione e di tutta la ricca filiera dei servizi turistici. Un dramma rispetto al quale le istituzioni dovranno cercare di rispondere con soluzioni efficaci per tamponare danni che altrimenti potrebbero farsi sentire anche nei prossimi anni. Non solo in termini economici ma anche sociali. 

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